I DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

Sperate in Dio, popoli di ogni luogo,
aprite al suo cospetto il vostro cuore;
egli è il nostro rifugio.
Sal 61 (62), 9

LETTURA
Guai a quanti vogliono sottrarsi alla vista del Signore!
Is 29, 13-21

SALMO
Sal 84 (85), 8. 2a. 3a. 9-14

 

Sei stato buono, Signore, con la tua terra,
hai perdonato la colpa del tuo popolo.
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con fiducia. R/.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.
Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo. R/.
Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino. R/.

EPISTOLA
Voi vi siete accostati al monte Sion, al mediatore dell’alleanza nuova.
Eb 12, 18-25

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Gv 3, 29)

VANGELO
La testimonianza di Giovanni: Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo.
Gv 3, 25-36

 

In quel tempo. Nacque una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire».
Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

PREGHIERA DEI FEDELI
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R/. Donaci, Signore, la tua salvezza.

 

- Per la Chiesa, perché approfondisca sempre di più la conoscenza e la comprensione della parola di Dio, lasciandosi trasformare la vita e purificare il cuore: preghiamo. R.
- Per l’umanità intera, perché accolga, nella verità, la salvezza che Dio ha posto nella Parola e nel sacrificio di Gesù: preghiamo. R.
- Per noi, perché, nella testimonianza d’amore dei fratelli, troviamo il coraggio di perseverare sulla strada della giustizia: preghiamo. R.

COMMENTO AL VANGELO

SANT’AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di Giovanni, 14,7

Dilata il tuo cuore.

Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti; ciò che ha visto ed ha ascoltato, questo attesta, e nessuno accetta la sua testimonianza (Gv 3, 31-32). Chi viene dal cielo ed è al di sopra di tutti, è il Signore nostro Gesù Cristo, del quale prima è stato detto: Nessuno ascese in cielo, se non colui che dal cielo discese, il Figlio dell’uomo che è in cielo (Gv 3, 13). Egli è al di sopra di tutti, e ciò che ha visto ed ha ascoltato, questo attesta. Anche il Figlio di Dio, infatti, ha un Padre: ha un Padre, e ascolta dal Padre. E che cosa ascolta dal Padre? Chi può spiegarcelo? Come può la mia lingua, come può il mio cuore esser capace, il cuore intendere e la lingua esprimere, ciò che il Figlio ascolta dal Padre? Forse il Figlio ha udito il Verbo del Padre? Ma il Figlio è il Verbo stesso del Padre. Vedete come si esaurisce qui ogni sforzo umano, come vien meno ogni ricerca del nostro cuore, e tutta la concentrazione della nostra mente caliginosa. Sento la Scrittura affermare che il Figlio attesta ciò che ha udito dal Padre (Gv 3, 32; 8, 26); e sento ancora la Scrittura affermare che lo stesso Figlio è il Verbo del Padre: In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio (Gv 1, 1). Le parole che noi pronunciamo volano via. Hai appena pronunciato una parola, che già è passata: produce un suono e subito cade nel silenzio. Puoi forse correre dietro al suono e fermarlo? Il tuo pensiero invece rimane, e dal pensiero che rimane, trai le molte parole che dici e passano. Che cosa voglio dire con questo, o fratelli? che Dio, parla adoperando voce, suoni, sillabe? Se si serve di tutto questo, in che lingua parla? in ebraico? in greco? in latino? Le diverse lingue sono necessarie là dove ci sono popoli diversi. Ma qui non si può dire che Dio si esprima in questa o in quella lingua. Rivolgi l’attenzione al tuo cuore. Quando concepisci la parola che intendi pronunciare (parlo come posso di ciò che osserviamo in noi, non come riusciamo a comprenderlo), quando dunque concepisci la parola che intendi pronunciare, vuoi esprimere una cosa, e la concezione stessa della cosa nel tuo cuore è già parola: non è ancora venuta fuori, ma è già nata nel tuo cuore e sta per uscire. Tu, però, tieni conto della persona alla quale ti rivolgi, della persona con la quale stai parlando: se è un latino, cerchi un’espressione latina; se è un greco, parole greche; se è un punico, ti domandi se conosci la lingua punica. A seconda di chi ti ascolta, usi una lingua o un’altra per proferire la parola concepita; ciò che hai concepito nel cuore, però, non è legato a nessuna lingua. Ora, poiché Dio, quando parla, non si serve di nessuna lingua e non ricorre ad alcuna determinata espressione, come ha potuto farsi ascoltare dal Figlio, dal momento che Dio ha “detto” il suo medesimo Figlio? Ascolta. La parola che tu stai per pronunciare è presso di te, è nel tuo cuore dove spiritualmente l’hai concepita. La tua anima è spirito, e quindi anche la parola che tu hai concepito è spirituale: non ha ancora acquistato un suono da poterla dividere in sillabe, ma rimane come è stata concepita nel cuore e nello specchio della mente. É così che Dio ha concepito il suo Verbo, cioè ha generato suo Figlio. Con questa differenza, che tu, quando concepisci una parola nel tuo cuore sei legato al tempo che passa, mentre Dio ha generato fuori del tempo il Figlio per mezzo del quale creò tutti i tempi. Ora siccome il Figlio è il Verbo di Dio, e il Figlio ci ha parlato; essendo egli il Verbo del Padre, è venuto a dirci, non la sua parola, ma la Parola del Padre. Certo, Giovanni ha detto questo in modo degno e adeguato, e noi lo abbiamo spiegato come abbiamo potuto. Chi non è riuscito a formarsi nella sua mente un’idea adeguata di una cosa tanto sublime, sa a chi rivolgersi; sa dove bussare, presso chi cercare, a chi domandare e da chi ricevere.

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