LETTURA
Lettura del profeta Isaia 58, 4b-12b Così dice il Signore: / «Non digiunate più come fate oggi, / così da fare udire in alto il vostro chiasso. / È forse come questo il digiuno che bramo, / il giorno in cui l’uomo si mortifica? / Piegare come un giunco il proprio capo, / usare sacco e cenere per letto, / forse questo vorresti chiamare digiuno / e giorno gradito al Signore? / Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: / sciogliere le catene inique, / togliere i legami del giogo, / rimandare liberi gli oppressi / e spezzare ogni giogo? / Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, / nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, / nel vestire uno che vedi nudo, / senza trascurare i tuoi parenti? / Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, / la tua ferita si rimarginerà presto. / Davanti a te camminerà la tua giustizia, / la gloria del Signore ti seguirà. / Allora invocherai e il Signore ti risponderà, / implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”. / Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, / il puntare il dito e il parlare empio, / se aprirai il tuo cuore all’affamato, / se sazierai l’afflitto di cuore, / allora brillerà fra le tenebre la tua luce, / la tua tenebra sarà come il meriggio. / Ti guiderà sempre il Signore, / ti sazierà in terreni aridi, / rinvigorirà le tue ossa; / sarai come un giardino irrigato / e come una sorgente / le cui acque non inaridiscono. / La tua gente riedificherà le rovine antiche, / ricostruirai le fondamenta di trascorse generazioni».
SALMO
Sal 102 (103) Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe. R./
Quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.
Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono. R./
Egli sa bene di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere.
Ma l’amore del Signore è da sempre,
per sempre su quelli che lo temono,
e la sua giustizia per i figli dei figli,
per quelli che custodiscono la sua alleanza
e ricordano i suoi precetti per osservarli. R./
R. Misericordioso e pietoso è il Signore.
EPISTOLA
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 5, 18 – 6, 2 Fratelli, tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.
Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: / «Al momento favorevole ti ho esaudito / e nel giorno della salvezza ti ho soccorso». / Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!
CANTO AL VANGELO
(Cfr Mt 4, 4 ) Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Non di solo pane vive l’uomo,
ma di ogni parola
che esce dalla bocca di Dio.
Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!
VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Matteo 4, 1-11 In quel tempo. Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: / “Non di solo pane vivrà l’uomo, / ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: / “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo / ed essi ti porteranno sulle loro mani / perché il tuo piede non inciampi in una pietra”».
Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: / “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: / “Il Signore, Dio tuo, adorerai: / a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, la voce dello Spirito ci invita a seguire Gesù nel deserto della Quaresima: con cuore libero, eleviamo le nostre suppliche a Dio, Padre di misericordia, perché accompagni il nostro cammino verso la Pasqua.
Preghiamo: Converti, o Dio, i nostri cuori!
- Per la Chiesa ambrosiana, che oggi intraprende il cammino della Quaresima, perché, nell’ascolto della Parola di Dio e nell’esercizio della penitenza e della carità, si rinnovi nella giustizia e nell’amore: preghiamo. R.
- Per i catecumeni, che nella prossima Pasqua riceveranno il Battesimo, perché dispongano il proprio cuore alla conoscenza e all’accoglienza del mistero di Dio: preghiamo. R.
- Per noi, perché, accogliendo l’invito del Signore, ci impegniamo ogni giorno a «camminare nell’amore»: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
ISACCO DI NINIVE
Prima collezione 35
La fatica del digiuno precede la lotta
Discepolo: Per colui che ha rigettato dalla sua anima tutto ciò che è di impedimento [alla lotta] ed è entrato nell’arena, qual è l’inizio della sua battaglia contro il peccato? E da dove inizia lo scontro?
Maestro: È noto a chiunque che la fatica del digiuno precede qualsiasi lotta contro il peccato e i suoi desideri, soprattutto per colui che combatte il peccato che è dentro di sé. E il segno dell’odio per il peccato e i suoi desideri, in coloro che scendono in questo combattimento che è invisibile, è reso visibile dal fatto che essi iniziano con il digiuno e proseguono con la veglia notturna. Colui che per tutta la sua vita ama la consuetudine con il digiuno, è amico della castità …
Come la dolcezza della luce si accompagna a occhi che siano sani, così il desiderio della preghiera a un digiuno fatto con discernimento: appena, infatti, uno inizia il digiuno, desidera nella sua mente la consuetudine con Dio …
Non si è mai visto nessuno che, digiunando con discernimento, fosse sottomesso a un desiderio cattivo. [Il digiuno] è la dimora di tutte le virtù e chi lo disprezza mette a repentaglio tutte le virtù. Infatti, il primo comandamento stabilito in principio per la nostra natura la diffidava dal gustare un cibo (cf. Gen 2,17), e proprio in questo cadde il nostro antenato. Quindi gli atleti del timore di Dio, quando si accingono a osservare le sue leggi, iniziano la [loro] costruzione proprio da lì dove è venuto il primo danno.
Anche il Salvatore nostro, dopo la sua manifestazione al mondo presso il Giordano, iniziò di qui. È scritto infatti: “Dopo che fu battezzato, lo Spirito lo fece uscire nel deserto, e digiunò quaranta giorni e quaranta notti” (cf. Mt 4,1-2); e tutti coloro che seguono le sue orme, poggiano l’inizio della loro lotta su questo fondamento. Chi disprezzerà dunque un’arma forgiata da Dio, senza diventare oggetto di biasimo? Se ha digiunato il legislatore, chi tra coloro che custodiscono la legge non avrà bisogno del [digiuno]?
Vedi