Pietoso e pronto al perdono è il Signore
che non ci tratta secondo i nostri peccati,
ma, come un padre perdona i suoi figli,
così è pietoso con noi il nostro Dio.
Nel suo amore, che a tutti è vicino, cerchiamo rifugio
per celebrare con gioia
la pasqua del nostro Salvatore.
Cfr Sal 102 (103), 8. 10. 13

I Domenica di Quaresima

LETTURA
Lettura del profeta Isaia 58, 4b-12b

SALMO
Sal 102 (103)

R. Misericordioso e pietoso è il Signore.

EPISTOLA
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 5, 18 – 6, 2

CANTO AL VANGELO
(Cfr Mt 4, 4 )

VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Matteo 4, 1-11

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

ISACCO DI NINIVE
Prima collezione 35

La fatica del digiuno precede la lotta

Discepolo: Per colui che ha rigettato dalla sua anima tutto ciò che è di impedimento [alla lotta] ed è entrato nell’arena, qual è l’inizio della sua battaglia contro il peccato? E da dove inizia lo scontro?

Maestro: È noto a chiunque che la fatica del digiuno precede qualsiasi lotta contro il peccato e i suoi desideri, soprattutto per colui che combatte il peccato che è dentro di sé. E il segno dell’odio per il peccato e i suoi desideri, in coloro che scendono in questo combattimento che è invisibile, è reso visibile dal fatto che essi iniziano con il digiuno e proseguono con la veglia notturna. Colui che per tutta la sua vita ama la consuetudine con il digiuno, è amico della castità …
Come la dolcezza della luce si accompagna a occhi che siano sani, così il desiderio della preghiera a un digiuno fatto con discernimento: appena, infatti, uno inizia il digiuno, desidera nella sua mente la consuetudine con Dio …
Non si è mai visto nessuno che, digiunando con discernimento, fosse sottomesso a un desiderio cattivo. [Il digiuno] è la dimora di tutte le virtù e chi lo disprezza mette a repentaglio tutte le virtù. Infatti, il primo comandamento stabilito in principio per la nostra natura la diffidava dal gustare un cibo (cf. Gen 2,17), e proprio in questo cadde il nostro antenato. Quindi gli atleti del timore di Dio, quando si accingono a osservare le sue leggi, iniziano la [loro] costruzione proprio da lì dove è venuto il primo danno.
Anche il Salvatore nostro, dopo la sua manifestazione al mondo presso il Giordano, iniziò di qui. È scritto infatti: “Dopo che fu battezzato, lo Spirito lo fece uscire nel deserto, e digiunò quaranta giorni e quaranta notti” (cf. Mt 4,1-2); e tutti coloro che seguono le sue orme, poggiano l’inizio della loro lotta su questo fondamento. Chi disprezzerà dunque un’arma forgiata da Dio, senza diventare oggetto di biasimo? Se ha digiunato il legislatore, chi tra coloro che custodiscono la legge non avrà bisogno del [digiuno]?

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