Guillaume Jedrzejczak, Omelia di Santo Stefano

Guillaume Jedrzejczak, Omelia di Santo Stefano

É strano questo contrasto tra  la pace, la gioia, la serenità del Natale da una parte, e dall’altra parte l’odio, la collera, il rancore suscitato dall’annunzio della Buona Notizia, in questa festa di Santo Stefano.

Una domanda ci viene subito in mente, di fronte a questa situazione: perché non è amato l’amore? Perché è così odiata l’umiltà? Perché è respinta la Buona Notizia della Misericordia di Dio?

“Piango”, diceva Jacopone da Todi, un discepolo di San Francesco di Assisi, “piango perché l’Amore non è amato!”

Questa mattina, siamo qui per imparare, per imparare da Dio ma anche dai santi, ad amare l’Amore.

I Padri cistercensi avevano capito che San Benedetto ha fondato i monasteri come “scuole di carità”.

In questa celebrazione eucaristica, chiediamo al Signore di aprire i nostri cuori a  questa scienza dell’amore, questa scienza che Egli ha messo, all’inizio della creazione, nel cuore dell’uomo.

E chiediamoGli di vincere le nostre resistenze, insegnandoci ad amare come ha amato Santo Stefano, come tanti santi hanno saputo amare.

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