É strano questo contrasto tra la pace, la gioia, la serenità del Natale da una parte, e dall’altra parte l’odio, la collera, il rancore suscitato dall’annunzio della Buona Notizia, in questa festa di Santo Stefano.
Una domanda ci viene subito in mente, di fronte a questa situazione: perché non è amato l’amore? Perché è così odiata l’umiltà? Perché è respinta la Buona Notizia della Misericordia di Dio?
“Piango”, diceva Jacopone da Todi, un discepolo di San Francesco di Assisi, “piango perché l’Amore non è amato!”
Questa mattina, siamo qui per imparare, per imparare da Dio ma anche dai santi, ad amare l’Amore.
I Padri cistercensi avevano capito che San Benedetto ha fondato i monasteri come “scuole di carità”.
In questa celebrazione eucaristica, chiediamo al Signore di aprire i nostri cuori a questa scienza dell’amore, questa scienza che Egli ha messo, all’inizio della creazione, nel cuore dell’uomo.
E chiediamoGli di vincere le nostre resistenze, insegnandoci ad amare come ha amato Santo Stefano, come tanti santi hanno saputo amare.
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