Ap 11,19a; 12,1-10; 1 Cor 15,20-27a; Lc 1,39-56.
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Spesso, anche nella nostra esistenza, si capisce l’importanza di un’evento o di incontro solo dopo molto tempo. Ciò che sembrava all’inizio banale e insignificante prende col tempo un rilievo sempre più grande. Invece, al contrario, personaggi che sembravano molto importanti spariscono dalla nostra memoria, come se non fossero mai stati. Nessuno si ricorda più oggi di questi grandi uomini ricchi e potenti che vivevano nel tempo di Maria. La storia ci ha conservato solo alcuni nomi, perché queste persone hanno incrociato il percorso di Giuseppe e Maria. Però, nella memoria del mondo, è rimasta la figura di Maria. I suoi contemporanei non si sono accorti di niente. Per loro, era una donna senza importanza. Ma dopo più di due mille anni, rimane sempre viva per noi questa donna semplice di Israele che ha portato nel suo grembo il Verbo di Dio.
L’umiltà della serva del Signore è così diventata per noi il segno più grande della sua santità. La donna sconosciuta e nascosta è diventata la donna vestita di sole del libro dell’Apocalisse, figura della Chiesa che presenta sempre il Figlio di Dio incarnato al mondo. Questo radicale rovesciamento della storia ci insegna che rimane nella memoria solo l’umile servizio di Dio, quando spariscono nell’oblio tante cose che sembravano così importanti! E la solennità dell’Assunta esprime molto bene questo capovolgimento. In questa celebrazione, la Chiesa riconosce l’elezione di Maria e la sua vocazione particolare nella storia.
Per tutta la sua vita, fin dall’inizio, Lei ha portato Cristo agli altri. Maria è venuta da Elisabetta perché potesse sperimentare la gioia di questa presenza nascosta. E oggi ancora, la missione di Maria, la sua vocazione, rimane identica: non solo portare Cristo agli uomini perché possano sperimentare la gioia della Sua presenza, ma anche portare gli uomini a Cristo, perché possano sperimentare la misericordia e la pace. Maria esiste per Cristo. E la sua assunzione al cielo nel suo corpo significa che Lei continua oggi ancora la sua missione in nostro favore.
Chi cerca Cristo, un giorno o l’altro, incontra Maria nel suo cammino. E chi prega Maria finisce sempre nelle braccia del Signore. La solennità dell’Assunta è proprio la festa che mette in rilievo questo legame tra il Figlio di Dio e la Sua Madre. Maria ha generato Gesù alla vita di questa terra, ma è Cristo risorto che ha generato la sua madre alla vita del cielo. Maria ha portato il verbo di Dio nella sua carne, ma Gesù ha preso nella sua gloria la donna che ha accolto la parola di Dio nella sua carne.
Ma l’assunzione di Maria non significa allontanamento o dimenticanza. Oggi ancora, in tanti posti nel mondo, la preghiera alla Vergine Maria rimane per tanti esseri umani il modo più semplice e più profondo di presentare a Dio le ferite, le sofferenze e le fatiche del nostro mondo. Per molti, la preghiera a Dio, per l’intercessione di Maria, rimane il modo più comune di pregare per le attese e le difficoltà della vita. Come Maria ha presentato a Elisabetta il Figlio di Dio, così oggi Ella continua a presentare a Dio tutti noi che siamo i suoi figli.
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