8 letture; Lc 24, 1-12.
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“Il primo giorno della settimana, al mattino presto”, le donne si recano al sepolcro per cercare il corpo di un morto. Hanno preso tutto il necessario e gli aromi, per ungere il corpo di Gesù. Per loro, è l’ultima cosa da fare, dopo la Passione e la morte ignominiosa sulla Croce. Non c’é più niente da sperare, niente da aspettare. Sono delle donne come tutte le donne del mondo, che vogliono solo onorare una persona cara morta da poco. Pensano che non c’é più nient’altro da fare per Gesù. Con lui, è morta la loro speranza, il loro desiderio di cambiare il mondo, perché sia migliore e più giusto.
E questo gruppo di donne che cerca un morto, che cerca il corpo torturato di Gesù, non trova niente. Il sepolcro è aperto, il corpo non c’é più. Il primo segno della risurrezione è dunque l’assenza di colui che dovrebbe essere là! E questa assenza fa crescere il dolore, impedisce il lutto, quando non ci si può trovare colui che dovrebbe essere là. Nel primo momento, l’evento della risurrezione è dunque marcato da due sentimenti: l’assenza e il dolore. Manca Gesù!
Ma l’assenza del corpo di Gesù provoca subito delle domande. Dietro questi interrogativi, ci sono nello stesso tempo stupore e angoscia. Che senso ha questo? Dove é? Chi l’ha preso? Tante domande che turbano la loro mente e le fanno soffrire ancora di più. Non solo Gesù è morto, ma l’ultima possibilità di avvicinarlo è stata loro rubata. In questo contesto, si può capire che l’apparizione di due uomini “in abito sfolgorante” possa provocare paura e angoscia. Non solo hanno perso la presenza di Gesù, non solo manca il suo corpo, ma adesso, comincia a vacillare la logica del loro mondo.
Prima di essere un’esperienza di gioia e di liberazione, la risurrezione di Gesù è dunque stata un’esperienza di paura, un terremoto interiore che ha fatto crollare tutte le loro certezze. Prima di poter annunciare agli apostoli ciò che era successo, le donne hanno dovuto sperimentare questo cambiamento radicale di punti di riferimento. Per loro, la realtà era ormai completamente cambiata. Ciò che sembrava sicuro non lo era più! Pero la speranza poteva di nuovo riprendere il suo posto nella loro vita.
Difatti, la risurrezione non è solo qualcosa che è successo due mille anni fa per Gesù, non è solo un evento del passato, ma è un fatto che cambia radicalmente la nostra visione della storia, e anche la percezione della propria esistenza. Ormai, sappiamo che la vita in questo mondo si apre su un’altra vita. Sappiamo che viviamo sulla terra i primi passi di un destino che va molto aldilà di ciò che si vede. Sappiamo che la logica di questo mondo finisce con questo mondo, ma non vale per il regno di Dio. Sappiamo che qualcuno ci aspetta e ci ama, ma soprattutto sappiamo che ci vuole bene e desidera fare di noi suoi amici, suoi commensali.
Dopo la risurrezione di Cristo, l’amore e la speranza, la verità e il bene, la felicità e la serenità, non hanno più lo stesso significato. La risurrezione di Gesù ha frantumato, per sempre, le parete rigide di questo mondo e ci ha aperti alla sorpresa dell’incontro con il mondo di Dio, nostro Creatore e nostro Salvatore.
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