At 10, 34a.37-43; Col 3, 1-4; Gv 20, 1-9
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Maria di Màgdala, Pietro e l’altro discepolo, ecco i tre testimoni che Giovanni mette in scena in questo racconto della prima scoperta della Risurrezione del Signore. Ognuno di questi tre amava il Signore al suo modo particolare. Gesù aveva liberato Maria di Màgdala dai suoi demoni, e lei aveva scoperto la liberazione dal male. Pietro era un dei primi che avevano seguito Gesù e aveva confessato che era il Figlio, ma poi l’aveva tradito. Il discepolo amato era molto vicino al maestro e era rimasto con lui fino alla croce, quando tutti erano fuggiti. Ognuno di questi tre aveva la propria storia, il proprio dolore, la propria speranza.
Avendo perso Gesù, Maria di Màgdala aveva perso la persona che le aveva dato la vita una seconda volta. Per lei, Gesù era quest’uomo che aveva cambiato lo sguardo sulla propria vita. Non l’aveva condannata, non l’aveva disprezzata. Con Gesù, Maria aveva ritrovato questa gioia pura di sperare e di amare. Lei era nata di nuovo con il suo sguardo pieno di compassione e di bontà. Maria cercava al sepolcro un ricordo di questo passato. Ma trova un sepolcro aperto.
La vita di Pietro era stata completamente cambiata dalla venuta del Figlio dell’Uomo, il Cristo. Pietro aveva lasciato tutto dietro di sé per seguire questo giovane maestro, e aveva ricevuto tanto da lui. Si era sentito più forte, forse troppo. Pensava di poterlo seguire fino alla morte. Ma dopo la prima difficoltà era fuggito, lasciandolo solo. Pietro correva verso il sepolcro con questi due desideri: ritrovare il maestro e dirgli che lo amava.
Per l’altro discepolo le cose erano più semplici. Era rimasto fino alla fine. Per lui Gesù era l’amico del cuore, il Signore. Aveva ricevuto Maria, la madre di Gesù, come la madre sua. Aveva seguito tutta la vicenda rimanendo sempre vicino a Gesù, senza mai pensare a sé. L’amore era diventato in lui più potente della paura di morire.
Tutti e tre, ognuno con la propria storia, erano davanti al sepolcro vuoto. Maria, venuta per prima, ma non osando entrare. Giovanni, arrivato prima di Pietro, ma lasciando il primo posto al capo dei discepoli. Pietro, infine, meno veloce, forse rallentato dal peso della sua colpa, arriva e entra. Se Pietro aveva questo ardore di fare il primo passo, Giovanni ebbe l’amore per capire che le Scritture erano compiute e che Cristo era veramente risorto.
Ognuno, per conto suo, ha fatto il cammino che doveva compiere. L’amore di Maria aveva aperto la strada, l’ardore del discepolo aveva raggiunto il sepolcro, la maturità di Pietro aveva fatto l’ultimo passo, prima che fosse illuminata la fede dell’altro discepolo. Per andare incontro a Gesù risorto, ci vogliono la fede, la speranza e la carità. La fede apre gli occhi di Giovanni, la speranza conduce Pietro a cercare colui che aveva tradito, e l’amore di Maria apre la strada agli altri.
Questo vangelo, Giovanni l’ha scritto anche per noi. Perché l’incontro con Cristo risorto è possibile anche per noi, certo in un altro modo, se accettiamo di seguire Cristo sulla via della risurrezione e della vita.
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