Is 52,13-53,12; Eb 4,14-16. 5,7-9; Gv 18,1-19,42.
+
Nel racconto della Passione secondo Giovanni, c’é un momento molto particolare e molto strano, che ci stupisce sempre quando leggiamo questo brano del vangelo. Si trova proprio all’inizio del raconto, quando Gesù, dopo aver chiesto ai soldati cosa vogliono e chi cercano, risponde loro “Io sono”! Allora l’evangelista sottolinea che i soldati “indietreggiarono e caddero a terra”, appena Gesù ebbe risposto loro! Difatti, questa risposta di Gesù riprende il modo con cui Dio stesso, nel libro dell’Esodo, si presenta a Mose quando il profeta chiede qual è il nome di Dio: “Io sono chi sono”! Così, all’inizio della sua Passione, prima di essere consegnato ai romani e messo in Croce, il Signore afferma chiaramente la sua divinità. “Io sono”.
Si capisce allora perché Giovanni sottolinea il fatto che i soldati sono caduti per terra, all’indietro. Di fronte alla presenza di Dio, non possono fare nulla, se Dio non lo permette. La Passione non è la vittoria della forza e della violenza che vince Gesù, ma è la consegna di se stesso da parte di Gesù che sceglie di amare, e che ci rivela così il mistero dell’amore incomprensibile di Dio per le sue creature. Dio si lascia vincere dall’uomo, si lascia incatenare perché l’uomo possa capire cosa significa l’amore.
Anche se Caifa e Pilato sembrano uomini potenti, alla fine, si vede molto chiaramente che sono schiavi dei giochi di potere e di tradimenti. Di fronte alla sublime libertà di Gesù, tutti gli altri sembrano senza consistenza, senza profondità, senza umanità. Nel rinunciare alla sua divinità, il Signore ci rivela nel suo atteggiamento la bellezza della sua vera umanità, in contrasto con la vigliaccheria degli uomini prigionieri dal peccato e dalla morte.
Nella Passione di Cristo, possiamo così contemplare non solo la potenza della divinità di Gesù, ma anche la bellezza della sua umanità. Anche tradito, abbandonato, crocifisso, umiliato, Gesù rimane grande e ci rivela la nostra vocazione di figlie e figli di Dio. Nella sua morte e risurrezione, il Signore non solo ci purifica dai peccati e ci apre le porte della salvezza, ma ci invita a entrare in una via completamente nuova, affinché possiamo diventare veramente noi stessi, guardando il vero modello e imitando la sua autentica umanità. Perché solo Dio può insegnarci a diventare veramente umani.
Nuova Citeaux Per la promozione della cultura cistercense


