Guillaume Jedrzejczak, Omelia del Sacratissimo Cuore di Gesù

Guillaume Jedrzejczak, Omelia del Sacratissimo Cuore di Gesù

19 giugno 2020

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Nelle nostre culture, il cuore è molto legato ai sentimenti, alle passioni, a tutto l’aspetto affettivo e sentimentale dell’esistenza. Si ama col cuore. Nelle Scritture, però, il cuore riveste una dimensione molto più ampia. Il cuore è il centro della persona da dove scaturisce la vita e la personalità. Per questo motivo, non c’è solo una sensibilità del cuore, ma anche una forza, una volontà, un’intelligenza del cuore. E quando non funziona bene il cuore, allora si parla di accecamento, di indurimento, di chiusura del cuore.

Nei primi secoli della Chiesa, questa dimensione ampia e larga del cuore era molto presente nella mente di tutti i cristiani. Per i primi monaci, la purezza di cuore era il vero scopo del cammino spirituale, perché, per loro, la vita monastica era solo cercare di vivere la beatitudine dei puri di cuore, il cui il fine ultimo è la visione di Dio: “beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”. E tutti gli ostacoli e i problemi erano sempre legati al cuore: le passioni cattive i pensieri ossessionati turbano il cuore e impediscono di indirizzare il nostro sguardo verso Dio. Il cuore diventa allora dimora della Spirito Santo.

In questo contesto, la devozione al Sacratissimo Cuore di Gesù trova tutto il suo significato. Nel cuore di Gesù, c’é una perfetta corrispondenza tra il cuore di un vero uomo e il cuore di Dio nel suo Figlio. Il cuore di Gesù diventa così per ognuno di noi il modello che ci permette di trovare la via giusta per corrispondere a questa pulsazione del cuore di Dio che ci trasmette il Figlio, questa pulsazione che non è nient’altro che la vita stessa di Dio: “Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di Lui”, ci diceva Giovanni nella sua prima lettera.

Imparare a amare come Gesù, imparare a discernere, a comprendere, a pensare e a agire come Gesù diventa allora l’unico compito di chi sceglie di vivere vicino al Sacratissimo Cuore. È perché Gesù guardava sempre il Padre che poteva sentire e vedere come il Padre Suo. Se noi guardiamo Gesù, se cerchiamo di vivere in consonanza col cuore del Signore, allora tutto cambierà intorno a noi. Non saremo più noi che vivremo, ma Cristo stesso in noi. Troveremo allora la nostra vera identità, la nostra autentica personalità! Riceveremo da Lui la vera intelligenza, l’autentica capacità di amare, una forza che non è nostra ma sua. Diventeremo come Lui, un cuore solo col Padre nostro!

 

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