• Centenario della nascita di San Giovanni Paolo II (1920-2020)

  • Centenario della nascita di San Giovanni Paolo II (1920-2020)

  • Centenario della nascita di San Giovanni Paolo II (1920-2020)

  • Centenario della nascita di San Giovanni Paolo II (1920-2020)

  • Centenario della nascita di San Giovanni Paolo II (1920-2020)

  • Centenario della nascita di San Giovanni Paolo II (1920-2020)

  • Centenario della nascita di San Giovanni Paolo II (1920-2020)

  • Centenario della nascita di San Giovanni Paolo II (1920-2020)

  • Centenario della nascita di San Giovanni Paolo II (1920-2020)

  • Centenario della nascita di San Giovanni Paolo II (1920-2020)

  • Centenario della nascita di San Giovanni Paolo II (1920-2020)

G. Jedrzejczak, Vivere la grazia del momento presente!

Introduzione.

Ci sono almeno due modi di interpretare questa espressione. Potrebbe significare imparare a godersi la vita e a vivere senza preoccupazioni, seguendo così il consiglio del Signore in Mt 6, 25-27: “Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro?” Invito ripreso al suo modo dal santo Padre Giovanni Paolo II “Non abbiate paura”! In questo senso, vivere la grazia del momento presente sarebbe un invito a credere nella provvidenza di Dio. La spiritualità monastica ha sviluppato questa prima interpretazione nella dottrina della “amerimnia”, cioè l’assenza di preoccupazioni.

Ma c’é anche un altro significato possibile per questa espressione. Vivere la grazia del momento presente potrebbe allora significare cercare di capire cosa è questa grazia. Cioè approfondire il significato dell’epoca in cui viviamo. Questo secondo modo di capire la nostra espressione sembra quasi il contrario della prima interpretazione che si appoggia sulla provvidenza, e che richiedeva una fede cieca nella bontà di Dio. In questa seconda accezione, la fede apre gli occhi del credente e gli permette di capire ciò che sta succedendo nel mondo di oggi. In un certo senso, si potrebbe dire che la fede rende più intelligente, più lungimirante, perché ci libera dalle paure e dalle illusioni che spesso ci impediscono di guardare la realtà in faccia. Ed è piuttosto questo secondo modo di riflettere che vi propongo questo pomeriggio.

In questa seconda prospettiva, è importante cogliere il sentimento diffuso che si percepisce nella Chiesa un po’ dappertutto. La prima cosa che si percepisce abitualmente quando si viaggia attraverso il mondo nelle diverse comunità è l’inquietudine di fronte alla mancanza di vocazioni. La seconda cosa è la sofferenza di fronte a tutti gli scandali che feriscono la Chiesa in questi ultimi anni. E la terza cosa che colpisce è l’indifferenza del mondo, e in particolare dei mass-media di fronte al martirio di tanti cristiani nel mondo. C’é l’impressione che la morte violenta di un cristiano non ha valore per quei cosiddetti difensori dei diritti umani.

Dopo il periodo straordinario del pontificato del Santo Padre Giovanni Paolo II, si avverte l’impressione molto strana che la parola della Chiesa non incida più sulla realtà. Non se ne parla più, non è più né sentita né ascoltata, soprattutto quando non corrisponde al pensiero comune dei mass-media. Papa Giovanni Paolo II ha avuto non solo un impatto politico col crollo del comunismo, ma soprattutto un impatto forte sulle nuove generazioni che riconoscevano in lui un vero padre.

Non solo siamo diventati una minoranza, ma una minoranza che non conta agli occhi di una maggioranza indifferente e spesso anche diffidente. Torniamo di nuovo al problema dei numeri. Tornare allo statuto di minoranza in un mondo ostile, quando siamo stati abituati a vivere come maggioranza è diventato per noi una sfida. Molti lasciano la Chiesa silenziosamente perché non sopportano di vivere in questa situazione. Come vivere questo?

A questa impressione di stanchezza e di inquietudine si aggiunge l’impressione che ci sia una divisione al livello più alto della Chiesa, una divisione che suscita incomprensione e diffidenza. Per alcuni questo malessere viene dalla mancanza di chiarezza, per altri da visioni opposte e opposizioni al centro della Chiesa di Roma.

In questo contesto, “vivere la grazia del momento presente” potrebbe essere capito come una sfida: come vivere questo momento particolare come una grazia autentica? Quali sono gli strumenti per capire e interpretare ciò che sta succedendo? Cosa fare per non lasciarsi prendere dall’inquietudine, ma vivere con fede e carità ciò che si vive oggi? Questo potrebbe essere il proposito di questo piccolo incontro. [segue]

Vedi

Download diretto

FileDimensione del file
pdf Guillaume_Vivere_la_grazia518 KB
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online