PRIMA LETTURA
La gloria del Signore brilla sopra di te.
SALMO RESPONSORIALE
R. Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
SECONDA LETTURA
Ora è stato rivelato che tutte le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità.
ANNUNCIO DELLA PASQUA
Dopo la proclamazione del Vangelo, il diacono o il sacerdote o un altro ministro idoneo può dare l’annunzio del giorno della Pasqua.
Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.
Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.
Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 27 marzo.
In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.
Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:
Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 10 febbraio.
L’Ascensione del Signore, l’8 maggio.
La Pentecoste, il 15 maggio.
La prima domenica di Avvento, il 27 novembre.
Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.
A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli.
Amen.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
Siamo venuti dall’oriente per adorare il re.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Veri figli di Abramo
sono quelli che camminano sulle orme della sua fede.
Per questo i Magi, nella prontezza della loro obbedienza,
precedono i Giudei
che possiedono le Scritture sante, ma non obbediscono.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 8, 31-58
Gli [i Giudei] risposero [a Gesù]: “Il nostro padre è Abramo”. Rispose Gesù: “Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo!”. (v. 39)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 3, 1-12
Fate dunque frutti degni di conversione e non crediate di poter dire tra voi: “ Abbiamo Abramo per padre”. Vi dico che Dio può far sorgere figli di Abramo da queste pietre”. (v. 9)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 11, 20-24
Guai a te Corazin! Guai a te, Betsaida: perché se a Tiro e Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, già da tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella cenere. (v. 21)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 12, 38-42
La regina del sud si leverà a giudicare questa generazione e la condannerà, perché essa venne dall’estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone; ecco, ora c’è più di Salomone. (v. 42)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 15, 21-28
Allora Gesù replicò [alla donna cananea]: “Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri”. (v. 28)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 7, 1-10
All’udire questo Gesù restò ammirato e rivolgendosi alla folla che lo seguiva disse: “Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!”. (v. 9)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 3
Forse Dio è Dio soltanto dei Giudei? Non lo è anche dei pagani? Certo, anche dei pagani! Poiché non c’è che un solo Dio, il quale giustificherà per la fede i circoncisi e per mezzo della fede anche i non-circoncisi.(vv. 29-30)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 3, 6-14
Sappiate dunque che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede. (v. 7)
DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 15
Egli [Abramo] credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia. (v. 6)
DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 22
Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio, io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza. (vv. 16-17a)
COMMENTO PATRISTICO
LEONE MAGNO
Discorso 3 per l’Epifania, 1-3. 5 (Pl 54, 240-244)
Era la luce vera, ecc. Precisato l’avvento del precursore, si precisa l’avvento del Re con le sue modalità e circostanze. Tale avvento viene descritto ordinatamente come segue: primo, il motivo della venuta; secondo, la condizione umile di colui che viene; terzo, l’utilità o frutto della venuta; quarto, il modo della venuta.
Prima si tocca il motivo della venuta nella carne.
Esso fu che Dio, prima dell’Incarnazione, pur essendo luce di ogni cosa non era conosciuto dal mondo; perciò si rese visibile, per essere conosciuto. Dice:
Era la vera luce, per essenza, che illumina ogni uomo che viene in questo mondo. Nel capitolo ottavo, più avanti, si dice: Io sono la luce del mondo; chi segue me non cammina nelle tenebre. Questa luce era presente nel mondo, cioè era nel mondo con la sua presenza, come si legge nel Libro della Sapienza, capitolo settimo: Raggiunge ogni luogo per la sua limpidezza.
Era nel mondo, con la sua operazione; per cui il mondo è stato fatto per mezzo di lui, e quindi per mezzo di esso poteva venir conosciuto. Nella Sapienza al capitolo decimoterzo: Dalla grandezza e dalla bellezza della creatura si poteva vedere e conoscere il Creatore. E tuttavia il mondo non lo conobbe: il mondo, cioè i mondani, è una metonimia. Più avanti al capitolo diciassette: Padre giusto, il mondo non ha conosciuto. E la ragione per cui è venuto è appunto questa, come dice il Crisostomo: “C’era già nel mondo ma non lo si credeva presente perché non lo si conosceva; perciò si è degnato di rivestirsi di carne”.
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