EPIFANIA DEL SIGNORE

EPIFANIA DEL SIGNORE

La città celeste non è illuminata né da sole né da luna,
ma le dà luce la gloria di Dio.
Al suo splendore cammineranno le nazioni,
e verranno i re della terra a portare i loro tesori.
Cfr. Ap 21, 23-24

LETTURA
Alzati, viene la tua luce; verranno da Saba portando oro e incenso.
Is 60, 1-6

SALMO
Sal 71 (72), 1-2.7-8.10-11

 

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto. R/.
Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra. R/.
I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti. R/.

EPISTOLA
È apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini.
Tt 2, 11 – 3, 2

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Mt 2, 2)

PRIMA DEL VANGELO
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VANGELO
La venuta dei Magi da oriente con oro, incenso e mirra.
Mt 2, 1-12

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

ALFONSO MARIA DE’ LIGUORI
Meditazioni per l’ottava dell’Epifania, n. 1

“Videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono”

I magi trovano una povera donzella ed un povero bambino coperto di poveri pannicelli… Ma che? Entrando in quella grotticella quei santi pellegrini sentono un gaudio non mai più provato… Il Bambino dimostra loro un viso allegro, e questo è il segno dell’affetto con cui li accetta tra le prime conquiste della sua Redenzione. Guardano poi i santi re Maria, la quale non parla; sta ella in silenzio, ma col suo volto beato, che spira dolcezza di paradiso, li accoglie e li ringrazia d’essere venuti per primi a riconoscere il suo Figlio qual’era – per loro sovrano. …

Amabile Bambino, benché io vi guardi in questa spelonca giacere sulla paglia sì povero e disprezzato, la fede però m’insegna che voi siete il mio Dio sceso dal cielo per la mia salvezza. Vi riconosco dunque e vi proclamo mio sommo Signore e mio Salvatore, ma non ho niente da offrirvi. Non ho oro d’amore, mentre ho amate le creature; ho amati i miei capricci, ma non ho amato voi amabile infinito. Non ho incenso d’orazione, perché son vissuto miseramente scordandomi di voi. Non ho mirra di mortificazione, che anzi per non privarmi dei miei miseri piaceri ho tante volte disgustata la vostra bontà infinita. Che cosa dunque vi offrirò? vi offro questo mio cuore sordido e povero qual è; accettatelo voi e mutatelo. Voi a questo fine siete venuto nel mondo, per lavare dai peccati i cuori umani col vostro sangue, e così mutarli da peccatori in santi. Datemi dunque voi quest’oro, quest’incenso e questa mirra. Datemi l’oro del vostro santo amore; datemi l’incenso, lo spirito della santa orazione; datemi la mirra, il desiderio e la forza di mortificarmi in tutte le cose che vi dispiacciono. …

Vergine SS., voi che accoglieste con tanto affetto e consolaste i santi Magi, accogliete e consolate anche me che ancora vengo a visitare e ad offrirmi al vostro Figlio. Madre mia, nella vostra intercessione io assai confido. Raccomandatemi a Gesù. A voi consegno l’anima mia e la mia volontà: voi ligatela per sempre all’amor di Gesù.

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