DOMENICA VIII DOPO PENTECOSTE

DOMENICA VIII DOPO PENTECOSTE

LETTURA
Lettura del primo libro di Samuele 3, 1-20

SALMO
Sal 62 (63)

R. Dal grembo di mia madre sei tu il mio sostegno.

EPISTOLA
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 3, 1-12

CANTO AL VANGELO
(Cfr Mc 1, 17)

VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Matteo 4, 18-22

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

CROMAZIO DI AQUILEIA
Dal Commento al vangelo di Matteo

O felici questi pescatori che il Signore scelse per primi al ministero della predicazione divina e alla grazia dell’apostolato tra tanti dottori della Legge e scribi, tra tanti sapienti del mondo! E certamente degna del Signore nostro e conveniente alla sua predicazione fu tale scelta, per ottenere che nella predicazione del suo nome nascesse un’ammirazione che avrebbe suscitato una lode tanto più grande, quanto più meschini nel mondo e umili nel secolo ne fossero stati i predicatori. Questi non avrebbero conquistato il mondo per mezzo della sapienza della parola, ma avrebbero liberato il genere umano da un errore mortale mediante la semplice predicazione della fede, come dice l’Apostolo: Perché la vostra fede non sia fondata sulla sapienza degli uomini, ma sulla potenza di Dio. E ancora: Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto, per confondere i sapienti, e ha scelto ciò che nel mondo è debole, per confondere i forti, e ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzabile e ciò che è nulla, per distruggere le cose che sono (1 Cor 1, 2-5). Non scelse, dunque, i nobili del mondo o i ricchi, perché la predicazione non destasse sospetto, non i sapienti della terra così che si potesse credere che aveva persuaso il genere umano mediante la sapienza mondana, ma scelse i pescatori, illetterati, inesperti, ignoranti, perché fosse evidente la grazia del Salvatore. Umili, è vero, nel mondo anche per l’esercizio della loro arte, ma veramente eccelsi per la fede e per l’ossequio del loro animo devoto, spregevoli per la terra, ma graditissimi al cielo, ignobili per il mondo, ma nobili per Cristo, non iscritti nell’albo del senato di questa terra, ma iscritti nell’albo degli angeli in cielo, poveri per il mondo, ma ricchi per Dio. Infatti il Signore sa chi scegliere lui che conosce i segreti del cuore, quelli certamente che non cercavano la sapienza del secolo, ma desideravano la sapienza Dio, né bramavano le ricchezze del mondo, ma aspiravano ai tesori celesti. Perciò, come sentirono il Signore dire: Venite dietro di me, subito, lasciate le loro reti e il padre e ogni loro bene, lo seguirono. E in ciò si dimostrarono veramente figli di Abramo perché sul suo esempio, udita la voce di Dio, seguirono il Salvatore. Rinunciarono, infatti, subito ai proventi materiali, per conseguire il guadagno eterno, lasciarono il padre terreno, per avere un Padre celeste, e perciò, non a torto, meritarono di essere scelti.

Il Signore, dunque, scelse dei pescatori che, mutando in meglio il mestiere della pesca, dalla pesca terrena passarono a quella celeste, per catturare come pesci dal profondo gorgo dell’errore il genere umano per la sua salvezza, conforme a ciò che lo stesso Signore disse loro: Venite dietro di me e vi farò pescatori di uomini. Questa stessa cosa aveva precedentemente promesso, per bocca del profeta Geremia, dicendo: Ecco, io manderò molti pescatori, dice il Signore, e li pescheranno. E dopo di ciò manderò dei cacciatori, e li cattureranno (Ger 16, 16). Perciò, sappiamo che gli apostoli furono chiamati non solo pescatori, ma anche cacciatori: pescatori, perché per mezzo delle reti della predicazione evangelica catturano dal mondo tutti i credenti come pesci; cacciatori, poi, perché, per la loro salvezza, catturano, come una caccia voluta dal cielo, gli uomini che vagano nell’errore di questo mondo come in una selva e vivono a guisa delle fiere… Mediante la predicazione apostolica, pertanto, ogni giorno i credenti sono catturati per vivere. E guarda quant’è diversa questa celeste pesca degli apostoli dalla pesca di questa terra. I pesci, infatti, quando sono catturati, muoiono. Gli uomini, invece, sono catturati perché vivano, secondo ciò che il Signore disse Pietro, quando aveva preso una grande quantità di pesci: Non temere: d’ora in poi sarai colui che dà la vita agli uomini.

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