LETTURA
Lettura del libro dell’Esodo 33, 18 – 34, 10 In quei giorni. Mosè disse al Signore: «Mostrami la tua gloria!». Rispose: «Farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il mio nome, Signore, davanti a te. A chi vorrò far grazia farò grazia e di chi vorrò aver misericordia avrò misericordia». Soggiunse: «Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo». Aggiunse il Signore: «Ecco un luogo vicino a me. Tu starai sopra la rupe: quando passerà la mia gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano, finché non sarò passato. Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non si può vedere». Il Signore disse a Mosè: «Taglia due tavole di pietra come le prime. Io scriverò su queste tavole le parole che erano sulle tavole di prima, che hai spezzato. Tieniti pronto per domani mattina: domani mattina salirai sul monte Sinai e rimarrai lassù per me in cima al monte. Nessuno salga con te e non si veda nessuno su tutto il monte; neppure greggi o armenti vengano a pascolare davanti a questo monte». Mosè tagliò due tavole di pietra come le prime; si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano. Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà, che conserva il suo amore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione». Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità». Il Signore disse: «Ecco, io stabilisco un’alleanza: in presenza di tutto il tuo popolo io farò meraviglie, quali non furono mai compiute in nessuna terra e in nessuna nazione: tutto il popolo in mezzo al quale ti trovi vedrà l’opera del Signore, perché terribile è quanto io sto per fare con te».
SALMO
Sal 76 (77) La mia voce verso Dio: io grido aiuto!
La mia voce verso Dio, perché mi ascolti.
Nel giorno della mia angoscia io cerco il Signore,
nella notte le mie mani sono tese e non si stancano;
l’anima mia rifiuta di calmarsi. R./
Tu trattieni dal sonno i miei occhi,
sono turbato e incapace di parlare.
È forse cessato per sempre il suo amore,
è finita la sua promessa per sempre?
Può Dio aver dimenticato la pietà,
aver chiuso nell’ira la sua misericordia? R./
Ricordo i prodigi del Signore,
sì, ricordo le tue meraviglie di un tempo.
Vado considerando le tue opere,
medito tutte le tue prodezze. R./
R. Mostrami, Signore, la tua gloria.
EPISTOLA
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 3, 5-11 Fratelli, che cosa è mai Apollo? Che cosa è Paolo? Servitori, attraverso i quali siete venuti alla fede, e ciascuno come il Signore gli ha concesso. Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere. Sicché, né chi pianta né chi irriga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere. Chi pianta e chi irriga sono una medesima cosa: ciascuno riceverà la propria ricompensa secondo il proprio lavoro. Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio. Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo.
CANTO AL VANGELO
(Mt 7, 12) Alleluia, alleluia.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi,
anche voi fatelo a loro, dice il Signore:
questa infatti è la Legge e i Profeti.
Alleluia.
VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Luca 6, 20-31 In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: / «Beati voi, poveri, / perché vostro è il regno di Dio. / Beati voi, che ora avete fame, / perché sarete saziati. / Beati voi, che ora piangete, / perché riderete. / Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, / perché avete già ricevuto la vostra consolazione. / Guai a voi, che ora siete sazi, / perché avrete fame. / Guai a voi, che ora ridete, / perché sarete nel dolore e piangerete. / Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti. Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. / E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, con la stessa fede incondizionata di Abramo, eleviamo a Dio, Padre onnipotente, le nostre implorazioni:
Signore, vieni in nostro aiuto.
Per la Chiesa: perché, fondandosi unicamente sulla Parola di Dio, cammini sicura sulle strade del mondo: preghiamo. R.
Per la nostra società, perché, riconoscendo la dignità di ogni persona, promuova il diritto alla libertà civile e religiosa: preghiamo. R.
Per i depressi e gli sfiduciati: sorretti dalla grazia del Signore, i loro cuori guardino con costanza là dove è la vera gloria e pregustino la gioia e la libertà del regno: preghiamo. R.
Per tutti noi, perché, senza alcuna esitazione, sappiamo annunciare il vangelo con la parola e con l’esempio della vita: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
CROMAZIO DI AQUILEIA
Discorsi, 39 ; CCL 9A, 169-170
«Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo» (Gv 1,17)
Occorreva che la legge nuova fosse proclamata su un monte, dato che la legge di Mosè era stata data su un monte. Una consiste in dieci comandamenti destinati a formare gli uomini in vista della condotta della vita presente, l’altra consiste in otto beatitudini, perché conduce coloro che la seguono alla vita eterna e alla patria celeste.
«Beati i miti, perché erediteranno la terra». Occorre dunque essere miti, pacifici e sinceri di cuore ; il Signore mostra chiaramente che il merito di tali uomini non è di poco conto dicendo : « Erediteranno la terra ». Si tratta senza dubbio di quella terra di cui sta scritto : «Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi» (Sal 26,13). L’eredità di quella terra, è l’immortalità del corpo e la gloria della risurrezione eterna. Infatti la mitezza ignora la superbia, non conosce la vanteria, non conosce l’ambizione. Perciò, altrove, il Signore esorta non senza ragione i suoi discepoli dicendo: «imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime» (Mt 11,29).
«Beati gli afflitti, perché saranno consolati». Non coloro che piangono perché hanno perso ciò che è loro caro, ma coloro che piangono i loro peccati, che si lavano dalle loro colpe con le lacrime, e senza dubbio coloro che piangono l’iniquità di questo mondo, o deplorano le colpe degli altri.
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