LETTURA
Lettura degli Atti degli Apostoli 4, 32-37 In quei giorni. La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune. Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.
Così Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Bàrnaba, che significa «figlio dell’esortazione», un levita originario di Cipro, padrone di un campo, lo vendette e ne consegnò il ricavato deponendolo ai piedi degli apostoli.
SALMO
Sal 132 (133) Ecco, com’è bello e com’è dolce
che i fratelli vivano insieme! R./
È come olio prezioso versato sul capo,
che scende sulla barba, la barba di Aronne,
che scende sull’orlo della sua veste. R./
È come rugiada dell’Ermon,
che scende sui monti di Sion.
Perché là il Signore manda la benedizione,
la vita per sempre. R./
R. Dove la carità è vera, abita il Signore.
EPISTOLA
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 12, 31 – 13, 8a Fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime.
Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.
E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.
E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.
La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine.
CANTO AL VANGELO
(Cfr. Gv 13, 34) Alleluia, alleluia.
Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.
Alleluia.
VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Giovanni 13, 31b-35 In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, fiduciosi nella tenerezza di Dio che si effonde su tutte le creature, preghiamo perché faccia risplendere su noi la luce del suo volto. Ascoltaci, Signore.
- Per la Chiesa: perché spogliata da ogni ambizione terrena, non abbia altra preoccupazione che portare a tutti gli uomini il Vangelo: preghiamo. R.
- Per i cristiani: perché avvertano la necessità di sentirsi tutti fratelli e, amandosi gli uni gli altri, siano generosi verso chi ha più bisogno: preghiamo. R.
- Per tutti noi: perché sappiamo essere testimoni coraggiosi del suo amore e, radicati nella fede in Cristo risorto, sappiamo portare a tutti i fratelli, con gesti del nostro amore, la verità del vangelo: preghiamo. R.
- Per la nostra comunità parrocchiale: perché sappia promuovere i valori essenziali della dignità della persona e della giustizia sociale: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
GIOVANNI CRISOSTOMO
Dal Commentario sulla Lettera ai Romani (Om. 7, 7: PG 60, 450)
Vedi a quante cose si sia asservita l’invidia? Come abbia riempito l’animo insaziabile del diavolo e gli abbia preparato tanta mensa, e quanta egli ne abbia desiderato vedere? Fuggiamo dunque questo morbo. Infatti non è possibile sfuggire a quel fuoco preparato per il diavolo se non ci liberiamo da questa malattia; e ci libereremo se penseremo a come Cristo ci ha amati e ci ha comandato di amarci gli uni gli altri.
In che modo dunque ci ha amati? Ha dato il suo sangue prezioso per noi che eravamo nemici e che gli avevamo inferto immense ingiurie. Fai anche tu così verso il fratello; per questo egli dice: Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amati (Gv 13, 34).
Che anzi non si stabilisce su questa misura, poiché egli ha fatto ciò per i nemici.
Ma non vuoi dare il tuo sangue per il fratello? Perché dunque effondi anche quello di lui, disubbidendo al comandamento in direzione diametralmente opposta? Benché egli abbia fatto non per debito, tu invece, se lo fai, adempi infine il debito. Infatti in tutto ciò che facciamo, lo facciamo adempiendo un debito. Per questo anch’egli diceva: Quando avrete fatto ogni cosa, dite: In realtà abbiamo fatto quanto dovevamo fare (Lc 17, 10).
Dunque, benché mostriamo la carità, benché distribuiamo il denaro ai poveri, adempiamo il dovuto; non solo per il fatto che egli ha iniziato a portare, ma anche perché quando noi diamo, distribuiamo le cose sue.
Perché dunque ti privi delle cose di cui egli vuole che tu sia padrone? In realtà per questo ti ha comandato di darle a un altro, affinché tu le possieda.
Finché infatti le trattieni da solo, neppure tu le hai; quando invece le dài a un altro, allora le hai ricevute anche tu.
Forse che è qualcosa il fatto che avvenga l’uguale di questo amore?
Egli ha sparso il sangue per i nemici, mentre noi non diamo neppure il denaro per il benefattore; egli il proprio sangue, noi neppure il denaro che non è nostro; lui prima di noi, mentre noi neppure dopo di lui; egli per la nostra salvezza, mentre noi neppure per la nostra utilità: infatti a lui non viene nulla dalla nostra benevolenza, ma tutto il guadagno ritorna a noi. In realtà per questo ci si ordina di dare tali cose, affinché non veniamo tagliati fuori da esse.
Vedi