Nel Padre rimane l’eternità,
la Madre conserva la verginità.
L’Invisibile non sdegnò
assumere l’umana natura;
è figlio dell’uomo
e sempre Signore del mondo.
LETTURA
La Sapienza eterna di Dio, con lui partecipe della creazione, ha posto le sue delizie tra i figli dell’uomo.
SALMO
Voglio annunciare il decreto del Signore.
Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato.
Chiedimi e ti darò in eredità le genti
e in tuo dominio le terre più lontane». R/.
E ora siate saggi, o sovrani;
lasciatevi correggere, o giudici della terra;
servite il Signore con timore
e rallegratevi con tremore. R/.
«Io stesso ho stabilito il mio sovrano
sul Sion, mia santa montagna».
Beato chi in lui si rifugia. R/.
EPISTOLA
Cristo, immagine del Dio invisibile, per mezzo del quale sono state create tutte le cose.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Il Verbo, che è dal principio e per mezzo del quale sono state create tutte le cose, si fece carne.
PREGHIERA DEI FEDELI
COMMENTO AL VANGELO
LEONE MAGNO
Sermoni, 21
Cristo potenza e sapienza di Dio
Il Verbo di Dio, dunque, Dio, Figlio di Dio che “era all’inizio presso Dio e per mezzo di cui tutto è stato fatto e senza di lui nulla è stato fatto” (Gv 1,2-3), si è fatto uomo, per liberare l’uomo dalla morte eterna; e si abbassò ad accettare la nostra umiltà, senza diminuire la sua maestà, in modo che restando quello che era e assumendo quello che non era, unì in sé una vera natura di servo alla natura sua, nella quale è identico a Dio Padre. Le unì con un legame tanto stretto, che la gloria non consumò la natura inferiore né l’assunzione diminuì la natura superiore. Restando integra ogni proprietà di ambedue le nature e convenendo in un’unica persona, dalla maestà viene assunta l’umiltà, dalla forza l’infermità, dall’eternità la mortalità; e per cancellare il debito della nostra condizione, la natura passibile si è unita alla natura inviolabile: il Dio vero e l’uomo vero sono presenti nell’unico Signore; così, come richiedeva la nostra redenzione, l’unico e identico mediatore tra Dio e l’uomo poté morire per l’uno e risorgere per l’altro. A buon merito dunque il parto salutare non recò corruzione all’integrità verginale: preservò il pudore e propagò la verità. Una tale nascita si convenne a Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio: per essa, fu simile a noi nell’umanità e tanto superiore a noi nella divinità. Se infatti non fosse stato vero Dio, non avrebbe portato a noi rimedio; se non fosse stato uomo vero, non ci avrebbe dato l’esempio. Per questo gli angeli, esultando, alla nascita del Signore cantano: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli” mentre si annuncia “sulla terra pace agli uomini di buona volontà” (Lc 2,14). Vedono infatti che con le genti di tutto il mondo vien costruita la celeste Gerusalemme; e di questa ineffabile opera della divina bontà, quanto deve rallegrarsi l’umiltà degli uomini, dato che tanto gode la sublimità degli angeli?
Perciò, carissimi, rendiamo grazie a Dio Padre, per mezzo del suo Figlio nello Spirito Santo, che per la sua grande misericordia con cui ci amò ha avuto pietà di noi ed “essendo noi morti al peccato, ci vivificò in Cristo” (Ef 2,5), affinché fossimo in lui una nuova creatura, una nuova struttura (Ef 2,10). Spogliamoci dunque del vecchio uomo con le sue azioni (Ef 4,22 Col 3,8) e, partecipi della nascita di Cristo, rinunciamo alle opere della carne.
Riconosci o cristiano la tua dignità e, consorte ormai della divina natura, non tornare alla bassezza della tua vita antecedente, depravata. Ricordati di quale capo e di quale corpo tu sei membro. Rammenta che sei stato strappato dal potere delle tenebre e sei stato trasferito nella luce e nel regno di Dio. Col sacramento del battesimo sei diventato tempio dello Spirito Santo (1Cor 3,16): non cacciare da te con le azioni cattive un ospite tanto degno e non assoggettarti di nuovo alla schiavitù del demonio: il tuo prezzo è il sangue di Cristo. Ti giudicherà nella verità, come ti ha redento per misericordia, egli, che con il Padre e lo Spirito Santo regna nei secoli dei secoli.
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