DOMENICA DOPO L’ASCENSIONE – VII DI PASQUA

DOMENICA DOPO L’ASCENSIONE – VII DI PASQUA

LETTURA
L’elezione di Mattia.
At 1, 15-26

SALMO
Sal 138 (139), 1b. 3b. 13-18

 

Signore, tu mi scruti e mi conosci,
ti sono note tutte le mie vie.
Sei tu che hai formato i miei reni
e mi hai tessuto nel grembo di mia madre. R./
Io ti rendo grazie:
hai fatto di me una meraviglia stupenda;
meravigliose sono le tue opere,
le riconosce pienamente l’anima mia. R./
Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
ricamato nelle profondità della terra. R./
Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi;
erano tutti scritti nel tuo libro
i giorni che furono fissati
quando ancora non ne esisteva uno. R./
Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
quanto grande il loro numero, o Dio!
Se volessi contarli, sono più della sabbia.
Mi risveglio e sono ancora con te. R./

EPISTOLA
La Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità.
1 Tm 3, 14-16

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Gv 17, 18-19)

VANGELO
Padre, consacrali nella verità!
Gv 17, 11-19

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

ISACCO DI NINIVE
Prima collezione 74

La misericordia rende simili a Dio

(Un cuore misericordioso) è l’incendio del cuore per ogni creatura: per gli uomini, per gli uccelli, per le fiere, per i demoni e per tutto ciò che esiste. Al loro ricordo e alla loro vista, i suoi occhi versano lacrime, per la violenza della misericordia che stringe il (suo) cuore a motivo della grande compassione. Il cuore si scioglie e non può sopportare di udire o vedere un danno o una piccola sofferenza di qualche creatura. E per questo egli offre preghiere con lacrime in ogni tempo, anche per gli esseri non dotati di ragione, e per i nemici della verità e per coloro che la avversano, perché siano custoditi e rinsaldati; e perfino per i rettili, a motivo della sua grande misericordia, che nel suo cuore sgorga senza misura, a immagine di Dio …

Anche il Signore nostro ubbidì al Padre suo per amore di noi, prendendo su di sé con gioia l’oltraggio e la sofferenza, come dice la Scrittura: Invece della gioia che gli apparteneva, si sottomise alla croce, e disprezzò la vergogna (Eb 12,2). Per questo, il Signore nostro, nella notte in cui fu consegnato, disse: Questo è il mio corpo, dato per la salvezza del mondo, per la vita; e questo è il mio sangue, versato per tutti, per la remissione dei peccati (Mt 26,26-28). È detto infatti: Per essi io santifico me stesso (Gv 17,19).

Così anche tutti i santi sono giunti alla pienezza quando sono diventati perfetti, essendo simili a Dio nella profusione dell’amore e della misericordia per gli uomini. Questo è il segno che cercano nella loro anima per essere a somiglianza di Dio: essere perfetti nell’amore per il loro prossimo. Così facevano anche i padri solitari che portavano costantemente, in se stessi, questa somiglianza piena con la vita di Cristo, Signore di tutto … Nessuno può raggiungere un tale ordine di amore, se non colui che ha sperimentato segretamente la sua speranza; e non possono acquisire l’amore degli uomini coloro che amano questo mondo. Quando uno ha acquisito l’amore, Dio stesso diventa, con esso, il suo vestito. Colui il cui vestito è Dio, deve persuadersi a non acquistare nient’altro insieme a lui, ma deve spogliarsi anche del suo corpo.

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