Cristo Signore vittorioso, sedendo alla
destra di Dio Padre dopo il trionfo sul
diavolo, oggi ha distribuito in dono ai
discepoli non talenti d’oro, non argento,
ma i doni celesti dello Spirito Santo.
S. Massimo di Torino, Sermone 56, 3
Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.
At 2,1-11 SALMO RESPONSORIALE
Sal 103 SECONDA LETTURA
Noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo.
1Cor 12,3-7.12-13 SEQUENZA
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Leggi VANGELO
Come il Padre ha mandato me anch’io mando voi.
Gv 20,19-23 PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO
Il Signore risorto
si fa presente in mezzo a coloro
che sono raccolti insieme nel suo nome
e perseverano unanimi nella preghiera.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 15, 1-17
Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. (v. 9)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 18, 19-20
Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro. (v. 20)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 28, 16-20
Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. (v. 20b)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 24, 13-53
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. (v. 36)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 1,12-14
Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui. (v. 14)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 15, 4-7
Il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti ad esempio di Cristo Gesù. (v. 5)
DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 6, 16
Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo. (v. 16b)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI FILIPPESI, CAP. 2, 1-11
Rendete piena la mia gioia con l’unione dei vostri spiriti, con la stessa carità, con i medesimi sentimenti. (v. 2)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 3, 8-17
E finalmente siate tutti concordi … poiché a questo siete stati chiamati per avere in eredità la benedizione. (vv. 8a. 9b)
SALMO 133 (132)
Là il Signore dona la benedizione e la vita per sempre. (v. 3b)
COMMENTO PATRISTICO
S. AGOSTINO
Dal Discorso 378
È gradita a Dio questa solennità nella quale si manifesta intensa la vostra pietà e fervido il vostro amore, che sono appunto effetto della presenza dello Spirito. Lo insegna l’Apostolo quando dice: L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato (Rm 5, 5). Lo Spirito Santo venne e riempì cento venti uomini riuniti in uno stesso luogo: lo abbiamo appreso dal passo degli Atti degli Apostoli che ci è stato letto. Erano riuniti in attesa della promessa di Cristo, poiché egli aveva loro ordinato di rimanere in città finché fossero rivestiti di una forza dall’alto. Io infatti – aveva detto – manderò su di voi quello che ho promesso (Lc 24, 49). Chi ha promesso è fedele, generoso nel dare.
Salito in cielo, egli invia quello che aveva promesso quando era qui sulla terra. Noi così abbiamo la caparra della vita eterna e del regno dei cieli. Colui che non ci ha defraudato di quello che di recente ci aveva promesso, non può certo defraudarci di quello che ci aspettiamo nel futuro.
È consuetudine che quando gli uomini, stipulato tra di loro un contratto, si lasciano con l’impegno di un pagamento ricevano o diano una caparra, la quale dà garanzia che sarà effettuato il pagamento di cui la caparra è anticipo. Cristo ci ha dato la caparra dello Spirito Santo con la quale lui, che comunque non ci potrebbe ingannare, ha voluto renderci sicuri del compimento della sua promessa, anche se pur senza la caparra egli l’avrebbe certo mantenuta.
Che cosa ha promesso? Ha promesso la vita eterna di cui è caparra lo Spirito che ci ha dato. La vita eterna è possesso di chi è giunto alla dimora, la sua caparra è la consolazione di chi è ancora in viaggio.
È più esatto dire caparra che pegno: i due termini sembrano simili, ma v’è fra loro una differenza non trascurabile di significato. Sia con il pegno che con la caparra si vuol garantire che sarà mantenuto ciò che si è promesso, ma mentre il pegno viene restituito quando sia stato adempiuto a ciò per cui lo si era ricevuto, la caparra invece non vieni restituita ma le viene aggiunto quanto completa il dovuto. Noi dunque abbiamo la caparra: essa ci deve far aspirare ad attingere alla sorgente stessa da cui essa ci è venuta.
Ci è stata data quale anticipo l’aspersione dello Spirito Santo: chi ne avverte lo stillare desidera attingere all fonte. La caparra ci è stata data proprio perché la fame e la sete non ci facciano venir meno durante il nostro cammino. Ma solo se sappiamo di essere pellegrini, avvertiamo la fame e la sete; solo se sappiamo di essere lontani, proviamo il desiderio della patria, e tale desiderio ci rende penoso l’essere qui pellegrini.
Se invece uno prova attaccamenti al luogo del suo pellegrinare, dimentica la patria e non aspira più tornare in essa. Ma la nostra patria è tale che non si può preferirle niente altro. Può capitare che quando gli uomini si arricchiscono fuori della loro patria, dove invece vivevano nel bisogno, non vogliano più ritornarvi. Ma noi siamo nati tutti lontano dal nostro Signore da quando egli comunicò l’alito della vita al primo uomo. La nostra patria sono i cieli, nostri concittadini gli angeli. Dalla nostra patria, per sollecitarci al ritorno, ci sono inviate lettere che ogni giorno vengono lette alla gente. Teniamo dunque in poco conto questo mondo e volgiamo piuttosto il nostro amore a Colui che lo ha creato.
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