La risurrezione di Cristo è vita per i morti,
perdono per i peccatori, gloria per i santi.
S. Massimo di Torino, Sermone 53, 1
PRIMA LETTURA
Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
At 10, 34.37-43
SALMO RESPONSORIALE
R/. Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.
Sal 117
SECONDA LETTURA
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo
Col 3,1-4
SEQUENZA
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CANTO AL VANGELO
(1Cor 5,7-8)
VANGELO
Egli doveva risuscitare dai morti.
Gv 20,1-9
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO
Prima testimone della Resurrezione è Maria Maddalena
perché il Signore si rivela a chi più intensamente lo ama
e utilizza come strumenti privilegiati per il suo regno
le creature semplici e disprezzate.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 20, 11-18
Le disse Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. (v. 15)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 11, 25-30
In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. (vv. 25-26)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 1, 10-31
Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio. (vv. 27-29)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI FILIPPESI, CAP. 3
Tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo. (v. 8)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 3, 14-22
Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! (v. 15)
SALMO 62 (61)
Solo in Dio riposa l’anima mia. (v. 2a)
SALMO 63 (62)
O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz’acqua. (v. 1)
SALMO 42 (41)
Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente. (vv. 2-3a)
DAL CANTICO DEI CANTICI, CAP. 3
Trovai l’amato del mio cuore. Lo strinsi fortemente e non lo lascerò. (v. 4b)
DAL PRIMO LIBRO DI SAMUELE, CAP. 16, 1-13
Il Signore rispose a Samuele: “Non guardare al suo aspetto né all’imponenza della sua statura. Io l’ho scartato, perché io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore”. (v. 7)
COMMENTO PATRISTICO
S. AGOSTINO
Dal Discorso 244, 1
Giustamente, dopo risorto, Gesù ebbe a dire a Maria Maddalena, alla quale si degnò manifestarsi per primo: Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre. Che significano queste parole? Poco dopo le donne lo toccarono. Infatti, tornando dal sepolcro, videro avvicinarsi il Signore ed esse lo adorarono e abbracciarono i suoi piedi. I discepoli, poi, toccarono anche le sue cicatrici. Che significano, dunque, le parole: Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre? “Non credere di me soltanto ciò che vedi, e il tuo sguardo non si arresti a ciò che tocchi “. Infatti ti appaio umile, poiché non sono ancora salito al Padre, donde a voi sono disceso e dal quale mai mi sono allontanato. Non sono ancora salito lassù, giacché non mi sono ancora separato da voi. È venuto senza allontanarsi; risale senza abbandonarci. Ma, in che cosa consiste il suo salire al Padre? Egli sale al Padre quando ci si fa conoscere uguale al Padre. Noi, infatti, saliamo progredendo, per vedere, per intendere, per essere in qualche modo capaci di comprendere questa verità. Per questo non si faceva ancora toccare dalla Maddalena. Non è che volesse negarglielo definitivamente; non la scacciava, non le diceva di no. Diceva: Non sono ancora salito al Padre. Dal sommo del cielo la sua uscita, dice un altro salmo, e il suo arrivo fino al sommo del cielo. Il sommo del cielo, cioè la vetta di tutte le cose spirituali, è il Padre: di là era uscito il Cristo e fino al sommo del cielo doveva essere il suo arrivo. Solo di chi è uguale si dice che pareggia l’altro in modo perfetto. Infatti, quando paragoniamo tra loro cose disuguali e accostiamo un oggetto corto a un altro che sia lungo per vedere quanta differenza ci sia fra l’uno e l’altro, costatando la loro disuguaglianza, siamo soliti dire: L’uno non raggiunge completamente l’altro. Se invece li troveremo uguali, diremo: Lo raggiunge. Ebbene, il suo arrivo è fino al sommo del cielo, perché il Cristo è uguale al Padre. Questa sua prerogativa voleva inculcare ai suoi fedeli il nostro Signore quando diceva: Non mi toccare. Questo voleva che il Padre concedesse ai suoi fedeli colui che diceva: Sorgi incontro a me e guarda. Cioè: fa’ conoscere che io sono uguale a te. E guarda. Che significano le parole: E guarda? Significano: Fa’ che tutti vedano che io sono uguale a te. Per quanto tempo ci sarà un qualche Filippo a dirmi: Mostraci il Padre e ci basta? Fino a quando io dovrò dire: Da tanto tempo sono con voi, e non conoscete il Padre? Filippo, chi vede me vede anche il Padre. Non credi tu che io sono nel Padre e il Padre è in me? Ma, forse, c’è ancora chi non lo crede uguale al Padre. Sorgi incontro a me e guarda. Fa’ che mi vedano, fa’ che ti vedano, fa’ conoscere agli uomini la nostra uguaglianza. Non credano i giudei che hanno crocifisso un semplice uomo. Anche se è stato crocifisso soltanto in quanto uomo, tuttavia non conobbero chi realmente avessero crocifisso. Se lo avessero conosciuto, non avrebbero mai crocifisso il Signore della gloria. Affinché i miei fedeli conoscano questo Signore della gloria, io dico: Sorgi incontro a me, e guarda.
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