PRIMA LETTURA
Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
SALMO RESPONSORIALE
R. Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.
SECONDA LETTURA
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo
SEQUENZA
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Egli doveva risuscitare dai morti.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Il sepolcro vuoto e la pietra ribaltata
sono il segno della potenza della vita divina del Risorto
che ha svuotato la morte e ha sconfitto gli inferi.
Questi non hanno potuto trattenerlo
ed Egli ha infranto per sempre
le catene che tenevano prigioniero l’uomo.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 11, 17-44
Detto questo, gridò a gran voce: “Lazzaro, vieni fuori!”. Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: “Scioglietelo e lasciatelo andare”. (vv. 43-44)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6, 30-40
Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo giorno. (v. 40)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 15, 12-34
Bisogna infatti che egli [Cristo] regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte. (vv. 25-26)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 6
Ed ecco mi apparve un cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un arco, gli fu data una corona e poi egli uscì vittorioso per vincere ancora. (v. 2)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 20, 11-15
Ciascuno venne giudicato secondo le sue opere. Poi la morte e gli Inferi furono gettati nello stagno di fuoco. (vv. 13b-14a)
SALMO 30 (29)
Ti esalterò, Signore, perché mi hai liberato e su di me non hai lasciato esultare i nemici. (v. 2)
SALMO 116 (115)
Sì, io sono il tuo servo, Signore, io sono tuo servo, figlio della tua ancella; hai spezzato le mie catene. (v. 16)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 9, 1-6
Il giogo che gli pesava e la sbarra sulle sue spalle, il bastone del suo aguzzino tu hai spezzato come al tempo di Madian. (v. 3)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 26, 1-6
Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna; perché egli ha abbattuto coloro che abitavano in alto; la città eccelsa l’ha rovesciata, rovesciata fino a terra, l’ha rasa al suolo. (vv. 4-5)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 45, 1-8
Io marcerò davanti a te; spianerò le asperità del terreno, spezzerò le porte di bronzo, romperò le spranghe di ferro. (v. 2)
COMMENTO PATRISTICO
CROMAZIO DI AQUILEIA
Dal Sermone 17/a
Quando il Signore e Salvatore nostro giunse al momento della sua passione allo scopo di mostrare quanto fosse grande ai suoi occhi la gioia della Pasqua, disse: Ho desiderato ardentemente mangiare questa Pasqua con voi (Lc 22, 15). Quanto grande sia la festa di Pasqua, possiamo dedurlo anche da questo, che il Signore e Salvatore nostro ha desiderato portarla a compimento. La gioia di questa Pasqua era il desiderio degli angeli, il desiderio della Legge, il desiderio dei giusti, il desiderio dei profeti; ma il suo tempo non era ancora giunto. E certo da lungo tempo era stata preparata nella Legge questa festa di Pasqua, ma in figura. Ciò che la Legge aveva dunque preparato in figura, Cristo Signore porta a compimento nella realtà. La vera Pasqua è la passione di Cristo, da cui propriamente la festa ha ricevuto il nome di Pasqua.
E questo indica con chiarezza la parola dell’Apostolo: E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato. Dunque, come dice lo stesso Apostolo, celebriamo la festa non con lievito vecchio, né con il lievito della malizia e della perversità, ma con gli azzimi della sincerità e della verità (1 Cor 5, 7-8). Dobbiamo dunque respingere dai nostri cuori ogni fermento di malizia e di peccato, in modo da diventare, per purezza di cuore e rettitudine di coscienza, come pani azzimi e poter così celebrare degnamente la Pasqua di Cristo.
Se al contrario conserviamo in cuore il fermento del peccato e del male, non siamo degni di celebrare la Pasqua del Signore. E perciò dice l’Apostolo: Mondatevi dal vecchio lievito per essere pasta nuova, siccome siete azzimi.
Siamo azzimi se restiamo senza il fermento della malizia. Siamo azzimi se rimaniamo estranei a ogni lievito di peccato. Infatti un po’ di lievito fa fermentare tutto l’impasto, come dice l’Apostolo. Per questo dobbiamo purificarci da ogni fermento di peccato e gettarlo via da noi, per meritare di godere della solennità di Pasqua, di cui il Signore ha detto ai suoi discepoli: Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi. Mangiamo dunque questa Pasqua con Cristo, poiché è lui stesso il nutrimento di Coloro che salva. È lui l’autore della Pasqua, è lui l’autore del mistero; e perciò ha portato a compimento la festa di questa Pasqua, per renderci forti col cibo della sua passione e per ridarci vigore con la bevanda della salvezza. Poiché dunque il Signore ha voluto farci partecipi di una festa così grande, preghiamo di ricevere degnamente i suoi sacramenti per meritare a buon diritto la sua benedizione. Amen.
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