Il Signore, risorgendo, concesse a tutti di
risorgere e, dal profondo salendo verso
più alte regioni, nel suo corpo sollevò
anche noi da una condizione più bassa a
un più elevato soggiorno.
S. Massimo di Torino, Sermone 54, 1
Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
At 10,34a.37-43 SALMO RESPONSORIALE
Sal 117 SECONDA LETTURA
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo
Col 3,1-4 SEQUENZA
Leggi CANTO AL VANGELO
(1Cor 5,7-8) VANGELO
Egli doveva risuscitare dai morti.
Gv 20,1-9 PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi
PERCORSO ESEGETICO
La Risurrezione dai morti è il cuore del disegno divino,
rivelato mediante le Sacre Scritture,
che si compie prima nel Cristo,
poi in coloro che credono in Lui.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 5, 31-40
Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene, sono proprio esse che mi rendono testimonianza. (v. 39)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 16, 19-31
Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi. (v. 31)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 18, 31-34
Poi prese con sé i Dodici e disse loro: Ecco, noi andiamo a Gerusalemme, e tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell’uomo si compirà. (v. 31)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 24, 13-35
Ed egli disse loro: “Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?”. E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. (vv. 25-27)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 8, 1-17
E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. (v. 11)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 15, 20-28
E come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo. Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. (vv. 22-23)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI TESSALONICESI, CAP. 4, 13-18
Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. (v. 14)
DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 2, 1-13
Ricordati che Gesù Cristo, della stirpe di Davide, è risuscitato dai morti, secondo il mio vangelo. (v. 8)
DAL LIBRO DI GIOBBE, CAP. 19, 23-27
Io lo so che il mio Vendicatore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! (v. 25)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 25, 6-10
Eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto; la condizione disonorevole del suo popolo farà scomparire da tutto il paese, poiché il Signore ha parlato. (v. 8)
COMMENTO PATRISTICO
S. AGOSTINO
Dal Discorso 229/H, 1. 3
La risurrezione del Signore Gesù Cristo è il centro della fede cristiana. Perché il fatto che egli, Dio da Dio, Dio fuori di ogni tempo, come uomo nacque dall’uomo in un tempo determinato, il fatto cioè che nacque in una carne mortale, in una carne simile a quella del peccato, il fatto che superò l’infanzia, attraversò la fanciullezza, giunse alla giovinezza, e questa lo condusse verso la morte, tutto questo era ordinato alla risurrezione.
Non sarebbe potuto risorgere infatti se non fosse morto; non sarebbe morto, se non fosse nato; per questo la sua nascita e la sua morte furono finalizzate alla risurrezione. Che Cristo Signore fosse nato come uomo dall’uomo lo credettero molti, anche lontani ed empi; anche se non lo sapevano nato da una vergine, tuttavia che Cristo era nato come uomo dall’uomo lo credettero sia gli amici che i nemici, ma che egli fosse risuscitato non lo seppero altri che gli amici. E questo perché?
Perché Cristo Signore, quando volle nascere, quando volle morire aveva come intento il risorgere; e in questo pose il centro della nostra fede. Nel nostro genere infatti, ossia nel genere umano, due cose noi conoscevamo molto bene: il nascere e il morire. Egli si rese partecipe di quello che conoscevamo per farci conoscere quello che ignoravamo. Era normale in questa regione terrena, nella condizione della nostra mortalità, assolutamente normale era il nascere e il morire: tanto normale che, mentre in cielo non può esserci, in terra non può finire di esserci. Ma il risorgere e vivere in eterno, questo chi lo conosceva?
Questa è la novità che portò nella nostra regione colui che venne da Dio. Si è fatto uomo per l’uomo.
Che grande misericordia! Il creatore dell’uomo si è fatto uomo! Non era cosa grande per Cristo essere quel che era: volle ancora Qualcosa di grande, diventare quel che lui stesso aveva fatto. E che significa diventare quel che lui stesso aveva fatto? Diventare uomo, lui che aveva fatto l’uomo. Questa è la sua grande misericordia. …
Perciò è venuto il Signore nostro Gesù Cristo ed è come se ci avesse parlato così: Di che cosa avevate paura, o uomini che io ho creato e che non ho abbandonato?
O uomini che siete la vostra rovina, ma anche la mia creatura, o uomini, che paura avevate di morire? Ecco, muoio io, ecco, patisco io; ecco, quel che temevate non temetelo più, perché io vi faccio vedere quel che dovete sperare. Egli ha fatto proprio così, ci ha fatto vedere la risurrezione verso l’eternità: verso di essa hanno puntato gli Evangelisti con i loro scritti, e gli Apostoli l’hanno predicata per il mondo intero. Per la fede in questa risurrezione non temettero di affrontare la morte i santi martiri, che pure avevano paura di morire; sarebbe stata però una morte ben peggiore se avessero avuto paura di morire e per la paura della morte avessero rinnegato Cristo. E rinnegare Cristo non è rinnegare la vita? Quale pazzia amare la vita e rinnegare la vita!
Ecco dunque che la risurrezione di Cristo allarga gli orizzonti della nostra fede. Per questo sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento è scritto che ci si deve ravvedere e ottenere la remissione dei peccati per mezzo di un uomo nel quale Dio ha orientato la fede di tutti risuscitandolo dai morti. Essa dunque, la risurrezione del Signore nostro Gesù Cristo, è il centro della fede. Voi vivete, se sempre vivrete; ossia vivrete in eterno, se sarete vissuti bene. Non abbiate paura di fare una brutta morte: abbiate paura piuttosto di vivere male. Che strana perversione! L’uomo ha paura di ciò che nessuno può evitare e intanto tralascia di fare quel che può fare. Tu non puoi far nulla per non morire, ma viver bene questo lo puoi. Fa’ quello che puoi e quel che non puoi non ti farà paura. Nulla c’è di più sicuro per l’uomo quanto la morte. … E allora, siccome per la morte non c’è scampo, anzi la vita mai viene concessa all’uomo abbastanza lunga, per chiunque, dal bambino al vecchio più decrepito, non resta che rifugiarsi in colui che per noi è morto e risorgendo ci ha aperto la speranza; siccome in questa vita che stiamo percorrendo non possiamo che morire e, per quanto l’amiamo, non possiamo rendercela eterna, rifugiamoci in colui che ci ha promesso quella eterna. Riflettete bene che cosa il Signore ci ha promesso, fratelli: la vita, eterna e felice. …
Però se vuoi giungere a quella eterna e felice, bisogna che abbia buona quella temporale. Se sarà buona nella fatica, sarà felice nella ricompensa. Ma se rifiuti la fatica, con che faccia pretenderai la mercede?
Se non potrai dire a Cristo: Ho fatto quel che hai comandato, come oserai dirgli: Dammi quel che hai promesso?
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