Con i fanciulli, ci gettiamo ai tuoi piedi:
pietà di noi, oppressi; consenti a subire
la croce e lacera tu la sentenza di morte,
tu che sei venuto per richiamare Adamo.
Romano il Melode, Inno 31, 10
PRIMA LETTURA
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare confuso. (Terzo canto del Servo del Signore)
Is 50,4-7
Dal libro del profeta Isaìa
Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
SALMO RESPONSORIALE
R/. Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Sal 21 Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!». R/.
Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa. R/.
Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto. R/.
Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d’Israele. R/.
SECONDA LETTURA
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio lo esaltò.
Fil 2,6-11 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.
CANTO AL VANGELO
(Fil 2,8-9) Lode e onore a te, Signore Gesù!
Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.
Lode e onore a te, Signore Gesù!
VANGELO (Forma breve)
Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca
Lc 23,1-49 + Dal Vangelo secondo Luca
– Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna
In quel tempo, tutta l’assemblea si alzò; condussero Gesù da Pilato e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». Pilato allora lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna». Ma essi insistevano dicendo: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.
– Erode con i suoi soldati insulta Gesù
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.
– Pilato abbandona Gesù alla loro volontà
Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: «Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.
– Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me
Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
– Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».
Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.
– Costui è il re dei Giudei
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
– Oggi con me sarai nel paradiso
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
– Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.
(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)
Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Il compito di essere veramente cristiani non è facile: richiede la capacità di amare fino in fondo.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore, rendici capaci di amare nella sofferenza.
1. Perché nel dubbio ci rimanga comunque il coraggio di scegliere e di non “lavarcene le mani”. Preghiamo.
2. Perché la nostra fede non chieda segni, ma sia segno. Preghiamo.
3. Perché anche dopo il nostro tradimento che continuamente si rinnova siamo sempre coscienti della tua misericordia. Preghiamo.
4. Perché la nostra adesione a te non vacilli nel momento della prova. Preghiamo.
O Padre, Tu ci chiedi di seguirti fino alla morte e alla morte di croce. Aiutaci Tu ad abbracciare liberamente questa alta missione. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
PERCORSO ESEGETICO
Per condurre gli uomini nella casa del Padre
(nella Gerusalemme del cielo),
Gesù invia i suoi discepoli a sciogliere le catene del peccato.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 11, 1-44
Gesù disse loro: “Scioglietelo e lasciatelo andare”. (v. 44b)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 20, 19-31
“Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi”. (vv. 22b-23)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 10, 1-15
Chiamati a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d’infermità. (v. 1)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 16, 13-20
A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli. (v. 19)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 5, 6-11
Molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. (v. 10)
DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 5, 18-6, 10
Dio … ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. (v. 18b)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI COLOSSESI, CAP. 1, 15-23
Ora egli vi ha riconciliati per mezzo della morte del suo corpo di carne, per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili al suo cospetto. (v. 22)
SALMO 116 (115)
Io sono tuo servo, figlio della tua ancella; hai spezzato le mie catene. (v. 16b)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 58, 1-12
Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? (v. 6)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 61, 1-9
Mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri. (v. 1b)
COMMENTO PATRISTICO
S. AMBROGIO
Dall’Esposizione del Vangelo secondo Luca, IX
Dunque, il puledro con l’asina stava nel villaggio, ed era legato. Non si poteva sciogliere se non per un ordine del Signore. E lo sciolsero le mani degli apostoli: tanto potente è l’azione, tanto potente la vita, tanto potente il dono. Sii anche tu tanto potente, da riuscire a sciogliere quanti sono legati. Esaminiamo ora chi mai fossero coloro che, quando fu scoperto il loro errore, furono scacciati dal paradiso e tenuti legati in un villaggio. Però tu vedi che come la morte li aveva espulsi, cosi la Vita li chiamò nuovamente a sé. …
Ma quegli incaricati, quando sciolsero il puledro, forse che si servirono delle proprie parole? Per nulla affatto, ma dissero come gli aveva detto Gesù, perché tu devi apprendere che non con i loro propri discorsi ma con la Parola di Dio, e nel Nome di Cristo non nel proprio essi disseminarono la fede nei popoli Gentili, e le potenze nemiche, le quali pretendevano per sé l’omaggio delle nazioni, si ritrassero davanti al comando divino.
Per questo anche gli apostoli pongono le loro vesti sotto i piedi di Gesù, perché dovevano far vedere l’eccellenza della loro azione mediante la predicazione del Vangelo; difatti comunemente, nelle Scritture divine, le vesti indicano le virtù e queste, anche con la propria efficacia, dovevano addolcire almeno un poco la durezza delle Genti, affinché esse, con pre murose attestazioni d’affetto, offrissero il comodo servizio di un felice trasporto. Effettivamente il Signore del mondo non provò gusto a farsi portare a dorso d’un’asina, per dare nell’occhio, come si fa in pubblico; ma nelle segrete intenzioni del mistero Egli voleva sellare l’intimità della nostra mente e assidersi nell’intimo raccoglimento delle anime come un mistico cavaliere che sta seduto all’interno, cavalcando vorrei dire col corpo della divinità, intento a far camminar nella giusta direzione i passi della mente, e a imbrigliare le sfrenatezze della carne, per domare con la guida della pietà i sentimenti del popolo Gentile, dopo averli assuefatti. Fortunati coloro che hanno un siffatto cavaliere seduto spiritualmente sui loro fianchi, sì, fortunati coloro la cui bocca, per non finir di perdere il controllo col suo multiloquio, è stata stretta dalle briglie della Parola celeste!
Che cosa sono queste briglie, fratelli? Chi mai mi potrebbe mostrare come riescono a tener stretta o a sciogliere la bocca degli uomini? Mi ha indicato tali briglie colui che ha detto: Affinché mi sia data la parola quando apro la bocca (Ef 6, 19). Perciò la parola è queste briglie, la parola è il pungolo e per tale motivo è duro per te ricalcitrare contro il pungolo. Costui ci ha insegnato ad aprire il cuore, ad avvezzarci al pungolo, a portare il giogo. Un altro ancora ci insegni a sopportar le briglie alla bocca: perché il silenzio è virtù più rara del parlare. E t’insegni certamente colui che come un muto, gli occhi rivolti a terra, non aprì la bocca, pronto a ricevere i flagelli senza ricusare i colpi, per lasciarsi piamente cavalcare da Dio.
Vedi