PRIMA LETTURA
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare confuso. (Terzo canto del Servo del Signore)
SALMO RESPONSORIALE
R. Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
SECONDA LETTURA
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio lo esaltò.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
- Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna
In quel tempo, tutta l’assemblea si alzò; condussero Gesù da Pilato e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». Pilato allora lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna». Ma essi insistevano dicendo: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.
- Erode con i suoi soldati insulta Gesù
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.
- Pilato abbandona Gesù alla loro volontà
Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: «Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.
- Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me
Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
- Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».
Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.
- Costui è il re dei Giudei
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
- Oggi con me sarai nel paradiso
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
- Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.
(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)
Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.
La passione del Signore.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Gesù manda a sciogliere il puledro
che è il segno del popolo dei pagani
– non ancora soggetto al giogo della legge –
perché ha bisogno dell’obbedienza della loro fede.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 10, 14-21
E ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. (v. 16)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 8, 5-13
All’udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: “In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande”. (v. 10)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 11, 1-26
Cominciarono a parlare anche ai Greci, predicando la buona novella del Signore Gesù. E la mano del Signore era con loro e così un gran numero credette e si convertì al Signore. (vv. 20b-21)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 15, 1-35
Dopo lunga discussione, Pietro si alzò e disse: “Fratelli, voi sapete che già da molto tempo Dio ha fatto una scelta fra voi, perché i pagani ascoltassero per bocca mia la parola del vangelo e venissero alla fede”. (v. 7)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 1, 1-17
Per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia dell’apostolato per ottenere l’obbedienza alla fede da parte di tutte le genti, a gloria del suo nome. (v. 5)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 3, 27-31
Poiché non c’è che un solo Dio, il quale giustificherà per la fede i circoncisi, e per mezzo della fede anche i non circoncisi. (v. 30)
COMMENTO PATRISTICO
BEDA IL VENERABILE
Dal Commento al Vangelo di Marco III,11,10
Benedetto colui che viene
Benedetto il Regno che viene del nostro padre David! Osanna nel più alto dei cieli (Mc 11,10). Nel Vangelo di Giovanni, leggiamo che le folle, ristorate dai cinque pani e dai due pesci, volevano rapire Gesù e proclamarlo re, ma egli, fuggendo sul monte, si sottrasse in modo che questo non potesse avvenire (cf. Gv 6,14-15). Ora invece, viene a Gerusalemme dove patirà, e non sfugge a coloro che lo proclamano re, a quella folla che gli dà gloria e che, con inni degni del Figlio di Dio e del re, lo conduce alla città regale, e non mette a tacere le voci di quanti cantano la restaurazione in lui del regno del patriarca David e la riconquista dei doni della primitiva benedizione. Per qual motivo ciò che dapprima rifiutò fuggendo adesso lo accoglie volentieri e, ora che sta per uscire dal mondo attraverso la passione della croce, non rifiuta quel regno che non volle accettare quando ancora doveva riportare la vittoria sul mondo? Per nessun altro motivo se non per insegnare apertamente che egli è re di un impero che non è temporale e terreno, ma eterno nei cieli e a esso giungerà con la vittoria sulla morte, con la gloria della resurrezione e il trionfo dell’ascensione. Per questo, apparendo ai suoi discepoli dopo la resurrezione, dice: Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra (Mt 28,18), e ciò che segue. Va notato quale consonanza mostra la folla, che innalza lodi al Signore, con le parole di Gabriele che annuncia la buona notizia alla Vergine Madre; dice Gabriele: Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di David suo padre e regnerà in eterno sulla casa di Giacobbe (Lc 1,32-33). Il Signore accettò il trono e il regno di David per chiamare al regno celeste e immortale e introdurre alla stessa visione di Dio Padre con gesti, parole, doni e promesse degne soltanto del mediatore tra Dio e gli uomini quel popolo a cui David aveva offerto un regno temporale ed esempi di giustizia e nel quale egli soleva accendere la fiamma della fede e dell’amore per il creatore con le melodie dei suoi canti spirituali. Aggiungendo: Osanna, cioè salvezza, nel più alto dei cieli, si mostra chiaramente che la venuta di Cristo non costituisce la salvezza soltanto degli uomini, ma dell’universo intero, in quanto unisce le cose terrene a quelle celesti in modo che ogni ginocchio in cielo, nella terra e negli inferi si pieghi dinanzi a lui (cf. Fil 2,10).
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