Domenica delle Palme – B

Ricordi quell’asinelio condotto al Signore?
Nessuno arrossisca: siamo noi quell’asinelio.
Il Signore ci cavalchi e ci attiri
dove vuole lui: siamo il suo giumento,
andiamo verso Gerusalemme! Cavalcandoci
lui non veniamo oppressi, ma elevati.
Guidandoci lui non devieremo.
S. Agostino, Discorso 189, 4

PRIMA LETTURA
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare deluso. (Terzo canto del Servo del Signore)
Is 50,4-7
SALMO RESPONSORIALE
Sal 21
SECONDA LETTURA
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio l’ha esaltato
Fil 2,6-11
CANTO AL VANGELO
(Fil 2,8-9)
VANGELO
La passione del Signore
Mc 14,1-15,47
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Il Signore ha bisogno
dell’apertura del nostro cuore
nell’ obbedienza della fede
per guidarci alla salvezza eterna.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 4, 1-42
Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: “Dammi da bere” … “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!’, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva.” (vv. 7. 10)

DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 16, 14-20
Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato, (v. 16)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 26-38
Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”, (v. 38a)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 10, 1-6
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno … curate i malati che vi si trovano e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio. (vv. 8-9)

SALMO 95 (94)
Ascoltate oggi la sua voce: “Non indurite il cuore”, (v. 8a)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 6
Poi io udii la voce del Signore che diceva: “Chi manderò e chi andrà per noi?”. E io risposi: “Eccomi, manda me!”, (v. 8)

DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 12, 1-9
Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, (v. 4a)

DAL PRIMO LIBRO DI SAMUELE, CAP. 3, 10
Venne il Signore, stette di nuovo accanto a lui e lo chiamò ancora come le altre volte: “Samuele, Samuele!”. Samuele rispose subito: “Parla, perché il tuo servo ti ascolta”, (v. 10)

COMMENTO PATRISTICO

S. BONANVENTURA
Dai Sermoni domenicali 20, 6. 9

Con le parole che seguono: guardate il re Salomone, cioè Cristo, siamo invitati a contemplare la bellezza del re. Contempla e vede utilmente nella propria anima il vero re Salomone, che è Cristo, solo colui che sottomette il suo intelletto e crede fermamente alla verità della sapienza infallibile; e che ne ama sinceramente con devoto affetto la bontà e ineffabile clemenza; e inoltre che imita, conformandovisi con la messa in pratica, la sua umiltà e il suo volontario abbassamento. In questo giorno, infatti, il Re dei re, Cristo, mostrò la sua profonda umiltà perché la imitiamo, quando entrò in Gerusalemme cavalcando un’asina, non un cavallo bardato. Mostrò la sua benignità quando, pur essendo imperatore e signore di tutti gli spiriti celesti e delle schiere celesti si degnò di farsi re e capo di schiere di fragili vagabondi; mostrò che si era adempiuta la verità umbratile contenuta nella legge quando fece vedere con i fatti il compimento delle profezie e delle figure.

Guardate il re Salomone la cui umiltà nell’avvilirsi si deve imitare con la conformità delle opere. Di questo si parla in Zaccaria: Esulta, o figlia di Sion! Giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco che viene a te il tuo re giusto e salvatore; egli è umile e cavalca un’asina e un figlio d’asina. Io disperderò le quadrighe da Efraim, e i cavalli da Gerusalemme; l’arco di guerra sarà spezzato, annunzierà pace alle genti, e il suo dominio sarà da mare a mare. Ogni anima fedele, figlia di Sion e di Gerusalemme, cioè della madre Chiesa, deve in questo giorno, sull’esempio dei Giudei, uscire incontro a Cristo non solo con i passi del corpo, ma con i sentimenti dell’animo, cuore esultante e labbra festose, deponendo a terra la propria veste con la mortificazione della carne insolente, con i rami di olivo in segno di intima devozione, con rami di palme che simboleggiano vittoria e onore, perché il nostro re Cristo Gesù, con la sua umiltà vinse il superbo nemico, il diavolo, e sprofondò il suo esercito nell’abisso del mare, liberando per virtù del suo sangue il suo popolo. Per questo, dopo la citazione surriferita, il testo poco dopo prosegue: Tu però hai tratto fuori i prigionieri dalla fossa in virtù del tuo sangue, ossia gli uomini terrestri, li hai liberati dal potere del diavolo e sostituito con la povertà tua la cupidigia del mondo e li hai costituiti re ed eredi del regno dei cieli. Per questo motivo, il nostro re Cristo non viene oggi fastosamente con carri e cavalli bardati, bensì mansueto e montato sopra un’asina, cioè in modo vile, senza pompose ricchezze o gemme preziose; ma umile salvatore e povero per disperdere con la sua umiltà le quadrighe fastose e i superbi pomposi cavalli, spezzare gli archi dell’astuzia diabolica, e così, per la sua povertà, annunciare la pace alle genti, richiamandole dall’amore mondano e attirandole con l’amore e la lode di Dio.

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