DOMENICA CHE PRECEDE IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

DOMENICA CHE PRECEDE IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

LETTURA
La madre e i sette figli martiri per la Legge.
2 Mac 7, 1-2. 20-41

SALMO
Sal 16 (17), 1. 5-6. 8. 15

 

Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno. R./
Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno.
Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole. R./
Custodiscimi come pupilla degli occhi,
all’ombra delle tue ali nascondimi.
Io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine. R./

EPISTOLA
Parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù.
2 Cor 4, 7-14

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Mt 10, 39b)

VANGELO
Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.
Mt 10, 28-42

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

GIOVANNI CRISOSTOMO
Commento a Matteo, 34, 2 s.

Il timore di Dio

“E non temete coloro che uccidono il corpo, ma che non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può e anima e corpo mandare in perdizione alla Geenna” (Mt 10,28)… Voi temete la morte e questo timore vi trattiene dal predicare? Ebbene, proprio perché temete la morte dovete predicare, poiché solo ciò potrà salvarvi dalla morte vera. Anche se i vostri nemici vi uccideranno, per quanti sforzi facciano, non potranno toccare la più nobile parte di voi. Per questo egli non afferma che questi nemici non uccidono l’anima, ma dichiara esplicitamente che essi «non possono» ucciderla, per dimostrare che anche se lo volessero non potrebbero farlo. Dunque, se temete il supplizio, temete quello che è più terribile. Vedete che anche qui Gesù non promette ai suoi discepoli di liberarli dalla morte, ma permette che essi muoiano per largire loro grazie ben più grandi di quelle che avrebbero ottenute se egli avesse evitato loro questo estremo dolore. È certo molto più grande convincere gli uomini a disprezzare la morte, anziché liberarli da essa. Vedete quindi che Cristo non abbandona i suoi apostoli nel mezzo del pericolo, ma dona loro un coraggio assai più forte di qualsiasi pericolo. Con brevi parole infonde in loro le verità riguardanti l’immortalità dell’anima, con due o tre espressioni incide profondamente nel cuore dei suoi discepoli la dottrina della salvezza e con altri argomenti li consola.
Per evitare, infatti, che essi si credano abbandonati da Dio nel momento in cui si troveranno in mezzo ai tormenti e al cospetto della morte, introduce di nuovo il suo insegnamento sulla provvidenza di Dio…
Se voi temete un uomo che dispone del potere di darvi la morte, quanto più dovete temere colui che può perdere la vostra anima e il vostro corpo, precipitandoli ambedue all’inferno. Non dice chiaramente di essere lui che può perdere l’anima e il corpo gettandoli nella Geenna, ma è facile trarre questa conseguenza da quanto ha detto prima, quando ha manifestato di essere il Giudice del mondo. Malgrado tutte queste esortazioni, noi facciamo ora il contrario di quanto comanda Cristo. Noi non abbiamo timore di chi può perdere le nostre anime, e temiamo invece coloro che uccidono il corpo. Eppure Dio può punire nello stesso tempo l’anima e il corpo, mentre gli uomini non solo non possono nuocere alla nostra anima, ma neppure ai nostri corpi . Essi possono, è vero, sottoporre a infiniti supplizi i nostri corpi, ma così facendo li rendono assai più gloriosi.

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