Dom M-G. Lepori, Giovare a tutti

Siamo lieti di segnalare la Lettera di Natale dell’Abate Generale o.cist, Dom Mauro-Giuseppe Lepori

 

Cari Fratelli e Sorelle,

poco prima della solennità del Natale, il 23 dicembre, ricorrerà l’esatto 900° anniversario dell’approvazione della Carta Caritatis. Durante questo anno abbiamo molto meditato e studiato questo antico documento che è in realtà l’atto di nascita del nostro Ordine. Con stupore, e un po’ di contrizione, ci siamo accorti di quanto esso sianecessario alla coscienza e alla vitalità della nostra identità, del nostro carismacistercense innestato sul carisma fondamentale di san Benedetto. Ora non vogliamoperdere questo risveglio di coscienza; desideriamo approfondirlo e tenerlo acceso, anche in vista del prossimo Capitolo Generale. Non dobbiamo cioè rimettere in archivio la Carta Caritatis, magari fino al 2119 quando si celebrerà il suo millennio… A nulla serve celebrare e studiare, organizzare simposi, se poi non si vive, se gli impulsi che lo Spirito Santo mette nei testi fondatori non ci stimolano a vivere con più intensità la nostra vocazione oggi, nella situazione presente dell’Ordine, della Chiesa e del mondo.

Desiderare il bene di tutti

Per questo, approssimandosi la data esatta del 900° anniversario dell’approvazione papale della Carta Caritatis, data che quasi coincide con la celebrazione della Natività del Signore, mi chiedo su quale punto possiamo fermarci per riprendere subito il cammino personale e comunitario alla luce del mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio, nostro “unico vero Re, Signore e Maestro” (CC cap. 1). Cosa ci deve stimolare di più oggi nella Carta Caritatis, così da sentirla sempre urgente e utile per noi e per tutti? Quale aspetto della Carta Caritatis risponde con più attualità alle attese e ai bisogni della Chiesa e del mondo contemporaneo? Forse dobbiamo concentrare la nostra attenzione proprio sulla dimensione cattolica, nel senso letterale di “universale”, con cui i nostri primi padri hanno concepito la fedeltà alla loro vocazione monastica. Tutto mi sembra riassunto in una frase del primo capitolo: “Prodesse enim illis omnibus que sanctae Ecclesiae filii cupientes – Desiderosi di giovare a loro [cioè agli abati e ai confratelli monaci] e a tutti i figli della santa Chiesa”. … (SEGUE)

 

APRI

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