Quando avrete passato il Giordano, elevate al Signore
un altare di pietre non toccate dal ferro;
su questo altare offrirete olocausti
e vittime di pace al vostro Dio.
Cfr. Dt 27, 4-7
LETTURA
Quanto è grande la casa di Dio.
Bar 3, 24-38 Lettura del profeta Baruc.
O Israele, quanto è grande la casa di Dio,
quanto è esteso il luogo del suo dominio!
È grande e non ha fine,
è alto e non ha misura!
Là nacquero i famosi giganti dei tempi antichi,
alti di statura, esperti nella guerra;
ma Dio non scelse costoro
e non diede loro la via della sapienza:
perirono perché non ebbero saggezza,
perirono per la loro indolenza.
Chi è salito al cielo e l’ha presa
e l’ha fatta scendere dalle nubi?
Chi ha attraversato il mare e l’ha trovata
e l’ha comprata a prezzo d’oro puro?
Nessuno conosce la sua via,
nessuno prende a cuore il suo sentiero.
Ma colui che sa tutto, la conosce
e l’ha scrutata con la sua intelligenza,
colui che ha formato la terra per sempre
e l’ha riempita di quadrupedi,
colui che manda la luce ed essa corre,
l’ha chiamata, ed essa gli ha obbedito con tremore.
Le stelle hanno brillato nei loro posti di guardia
e hanno gioito;
egli le ha chiamate ed hanno risposto: «Eccoci!»,
e hanno brillato di gioia per colui che le ha create.
Egli è il nostro Dio,
e nessun altro può essere confrontato con lui.
Egli ha scoperto ogni via della sapienza
e l’ha data a Giacobbe, suo servo,
a Israele, suo amato.
Per questo è apparsa sulla terra
e ha vissuto fra gli uomini.
SALMO RESPONSORIALE
Sal 86 (87), 1-2. 4-7 R/. Di te si dicono cose gloriose, città di Dio!
«Sui monti santi egli l’ha fondata;
il Signore ama le porte di Sion
più di tutte le dimore di Giacobbe. R/.
Iscriverò Raab e Babilonia
fra quelli che mi riconoscono;
ecco Filistea, Tiro ed Etiopia:
là costui è nato. R/.
Si dirà di Sion:
«L’uno e l’altro in essa sono nati
e lui, l’Altissimo, la mantiene salda». R/.
Il Signore registrerà nel libro dei popoli:
«Là costui è nato».
E danzando canteranno:
«Sono in te tutte le mie sorgenti». R/.
EPISTOLA
In una casa grande non vi sono soltanto vasi d’oro, ma anche d’argilla.
2 Tm 2, 19-22 Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo.
Carissimo, le solide fondamenta gettate da Dio resistono e portano questo sigillo: Il Signore conosce quelli che sono suoi, e ancora: Si allontani dall’iniquità chiunque invoca il nome del Signore. In una casa grande però non vi sono soltanto vasi d’oro e d’argento, ma anche di legno e di argilla; alcuni per usi nobili, altri per usi spregevoli. Chi si manterrà puro da queste cose, sarà come un vaso nobile, santificato, utile al padrone di casa, pronto per ogni opera buona.
Sta’ lontano dalle passioni della gioventù; cerca la giustizia, la fede, la carità, la pace, insieme a quelli che invocano il Signore con cuore puro.
CANTO AL VANGELO
(Sal 146, 2) Alleluia, alleluia.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele.
Alleluia.
VANGELO
Gesù entrò nel tempio, gli si avvicinarono ciechi e storpi e li guarì.
Mt 21, 10-17 Lettura del Vangelo secondo Matteo.
In quel tempo. Mentre il Signore Gesù entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».
Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto:
La mia casa sarà chiamata casa di preghiera.
Voi invece ne fate un covo di ladri».
Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto:
Dalla bocca di bambini e di lattanti
hai tratto per te una lode?».
Li lasciò, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte.
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, con cuore libero e puro, invochiamo il Signore nostro Dio e, con fede, affidiamo alle sue premure di Padre le nostre invocazioni.
Dona alla tua Chiesa pace e unità!
– Per la nostra e tutte le comunità di rito ambrosiano, perché, nell’accoglienza di ogni uomo, manifestino il volto attento e gioioso di Cristo, buon Pastore: preghiamo. R.
– Per la società civile, perché si impegni nel servizio delle famiglie, dei poveri e degli emarginati: preghiamo. R.
– Per tutti noi, perché, rinnovando la nostra fede in Cristo e nella sua Parola, possiamo arrivare alla piena conoscenza della verità e della giustizia: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
S. GIOVANNI PAOLO II
ANGELUS, Domenica, 2 marzo 1997
Carissimi Fratelli e Sorelle!
Nel Vangelo di questa terza domenica di Quaresima, san Giovanni racconta che Gesù, trovando nel tempio di Gerusalemme venditori e cambiavalute, fece una sferza di cordicelle e prese a scacciarli con parole di fuoco: “Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato!” (Gv 2, 16).
L’atteggiamento “severo” del Signore sembrerebbe in contrasto con l’abituale mitezza, con cui Egli avvicina i peccatori, guarisce i malati, accoglie i piccoli e i deboli. A ben vedere, però, mitezza e severità sono espressioni dello stesso amore che sa essere, a seconda del bisogno, tenero ed esigente. L’amore autentico si accompagna sempre alla verità.
Lo zelo e l’amore di Gesù per la casa del Padre non si ferma certo a un tempio di pietra. É il mondo intero che appartiene a Dio, e non va profanato. Con il gesto profetico che ci riferisce l’odierno testo evangelico, Cristo ci mette in guardia dalla tentazione di “mercanteggiare” persino la religione, piegandola ad interessi mondani o comunque ad essa estranei.
La voce di Cristo si leva forte anche contro i “mercanti del tempio” della nostra epoca, contro quanti cioè fanno del mercato la loro “religione”, fino a calpestare, in nome del “dio-potere, del dio-denaro”, la dignità della persona umana con abusi di ogni genere. Pensiamo, ad esempio, al mancato rispetto della vita, fatta oggetto talora di pericolose sperimentazioni; pensiamo all’inquinamento ecologico, alla mercificazione del sesso, allo spaccio della droga, allo sfruttamento dei poveri e dei bambini.
La pagina evangelica ha anche un significato più specifico, che rimanda al mistero di Cristo ed annuncia la gioia della Pasqua. Rispondendo a coloro che Gli chiedevano di accreditare con un “segno” la sua profezia, Gesù lancia una sorta di sfida: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere” (Gv 2, 19). Lo stesso evangelista annota che parlava del suo corpo, alludendo alla futura Risurrezione. L’umanità di Cristo si presenta così come il vero “tempio”, la casa vivente di Dio. Essa sarà “distrutta” sul Golgota, ma subito “riedificata” nella gloria, per essere spirituale dimora di quanti accolgono il messaggio evangelico e si lasciano plasmare dallo Spirito di Dio.
Ci aiuti la Vergine ad accogliere le parole del suo divin Figlio. La missione di Maria è appunto quella di portarci a Lui, ripetendoci l’invito che fece ai servi a Cana: “Fate quello che egli vi dirà” (Gv 2, 5). Ascoltiamo la sua voce materna! Maria sa bene che le esigenze del Vangelo, anche quando sono pesanti e severe, costituiscono il segreto della vera libertà e della nostra autentica gioia.
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