DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO CHIESA MADRE DI TUTTI I FEDELI AMBROSIANI – A

Quando avrete passato il Giordano, elevate al Signore
un altare di pietre non toccate dal ferro;
su questo altare offrirete olocausti
e vittime di pace al vostro Dio.
Cfr. Dt 27, 4-7

LETTURA
Quanto è grande la casa di Dio.
Bar 3, 24-38
SALMO RESPONSORIALE
Sal 86 (87), 1-2. 4-7
EPISTOLA
In una casa grande non vi sono soltanto vasi d’oro, ma anche d’argilla.
2 Tm 2, 19-22
CANTO AL VANGELO
(Sal 146, 2)
VANGELO
Gesù entrò nel tempio, gli si avvicinarono ciechi e storpi e li guarì.
Mt 21, 10-17
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

S. GIOVANNI PAOLO II
ANGELUS, Domenica, 2 marzo 1997

Carissimi Fratelli e Sorelle!

Nel Vangelo di questa terza domenica di Quaresima, san Giovanni racconta che Gesù, trovando nel tempio di Gerusalemme venditori e cambiavalute, fece una sferza di cordicelle e prese a scacciarli con parole di fuoco: “Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato!” (Gv 2, 16).

L’atteggiamento “severo” del Signore sembrerebbe in contrasto con l’abituale mitezza, con cui Egli avvicina i peccatori, guarisce i malati, accoglie i piccoli e i deboli. A ben vedere, però, mitezza e severità sono espressioni dello stesso amore che sa essere, a seconda del bisogno, tenero ed esigente. L’amore autentico si accompagna sempre alla verità.

Lo zelo e l’amore di Gesù per la casa del Padre non si ferma certo a un tempio di pietra. É il mondo intero che appartiene a Dio, e non va profanato. Con il gesto profetico che ci riferisce l’odierno testo evangelico, Cristo ci mette in guardia dalla tentazione di “mercanteggiare” persino la religione, piegandola ad interessi mondani o comunque ad essa estranei.

La voce di Cristo si leva forte anche contro i “mercanti del tempio” della nostra epoca, contro quanti cioè fanno del mercato la loro “religione”, fino a calpestare, in nome del “dio-potere, del dio-denaro”, la dignità della persona umana con abusi di ogni genere. Pensiamo, ad esempio, al mancato rispetto della vita, fatta oggetto talora di pericolose sperimentazioni; pensiamo all’inquinamento ecologico, alla mercificazione del sesso, allo spaccio della droga, allo sfruttamento dei poveri e dei bambini.

La pagina evangelica ha anche un significato più specifico, che rimanda al mistero di Cristo ed annuncia la gioia della Pasqua. Rispondendo a coloro che Gli chiedevano di accreditare con un “segno” la sua profezia, Gesù lancia una sorta di sfida: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere” (Gv 2, 19). Lo stesso evangelista annota che parlava del suo corpo, alludendo alla futura Risurrezione. L’umanità di Cristo si presenta così come il vero “tempio”, la casa vivente di Dio. Essa sarà “distrutta” sul Golgota, ma subito “riedificata” nella gloria, per essere spirituale dimora di quanti accolgono il messaggio evangelico e si lasciano plasmare dallo Spirito di Dio.

Ci aiuti la Vergine ad accogliere le parole del suo divin Figlio. La missione di Maria è appunto quella di portarci a Lui, ripetendoci l’invito che fece ai servi a Cana: “Fate quello che egli vi dirà” (Gv 2, 5). Ascoltiamo la sua voce materna! Maria sa bene che le esigenze del Vangelo, anche quando sono pesanti e severe, costituiscono il segreto della vera libertà e della nostra autentica gioia.

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