Quando avrete passato il Giordano, elevate al Signore
un altare di pietre non toccate dal ferro;
su questo altare offrirete olocausti
e vittime di pace al vostro Dio.
Cfr. Dt 27, 4-7
LETTURA
Dio ha posto a nostra salvezza mura e bastioni. Aprite le porte: entri una nazione fedele.
SALMO
Appare il tuo corteo, Dio,
il corteo del mio Dio, del mio re, nel santuario.
Precedono i cantori, seguono i suonatori di cetra,
insieme a fanciulle che suonano tamburelli.
«Benedite Dio nelle vostre assemblee,
benedite il Signore, voi della comunità d’Israele». R./
Mostra, o Dio, la tua forza,
conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi!
Per il tuo tempio, in Gerusalemme,
i re ti porteranno doni.
Regni della terra, cantate a Dio,
cantate inni al Signore. R./
Riconoscete a Dio la sua potenza,
la sua maestà sopra Israele,
la sua potenza sopra le nubi,
Terribile tu sei, o Dio, nel tuo santuario.
È lui, il Dio d’Israele, che dà forza e vigore al suo popolo.
Sia benedetto Dio! R./
EPISTOLA
Santo è il tempio di Dio, che siete voi.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Ricorreva la festa della Dedicazione ed era inverno.
In quel tempo. Ricorreva a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
PREGHIERA DEI FEDELI
R/. Edifica la tua Chiesa, Signore!
- Per la Chiesa Ambrosiana, che nella Cattedrale riconosce un segno della propria fede, perché si manifesti sempre più come strumento efficace dell’amore di Dio per ogni uomo: preghiamo. R.
- Per l’umanità intera, perché superando ogni incomprensione ed egoismo, sappia ricercare sempre la pace e la giustizia che nascono dal dialogo: preghiamo. R.
- Per noi, chiamati ad essere pietre vive della Chiesa, perché sappiamo rinnovare la nostra testimonianza cristiana in ogni ambiente di vita: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
La Chiesa di Cristo è unita da un legame di tale reciproca carità che, come è una nella pluralità dei suoi membri, così misteriosamente è tutta in ciascuno; e questo a tal segno che, se l’intera Chiesa universale è detta a ragione l’unica Sposa di Cristo – al singolare –, si crede pure che ogni singola anima, per il mistero del sacramento, costituisca la Chiesa nella sua pienezza…
Una in tutti e tutta in ciascuno: senza dubbio semplice nella pluralità dei membri, grazie all’unità della fede, ma anche molteplice in ciascuno, per il cemento della carità e la diversità dei carismi: infatti tutti vengono da Uno.
Per quanto così distinta per la molteplicità delle persone, la santa Chiesa è tuttavia fusa nell’unità mediante il fuoco dello Spirito Santo. E se anche appare frazionata nello spazio in parti distinte, pure il sacramento della sua intima unione non può assolutamente essere intaccato nella sua integrità, perché l’amore di Dio si è riversato nei nostri cuori per lo Spirito Santo, che ci è stato dato (Rom. 5, 5). Spirito che, senza dubbio, è uno e molteplice: uno nella maestà dell’essenza e molteplice nella varietà dei carismi, egli dà alla santa Chiesa, che colma di sé, di essere una nell’universalità e tutta in ciascuna sua parte. E’ appunto il segreto della indivisibile unità, che raccomandava il Verbo quando, pregando il Padre per i suoi discepoli, diceva: Non ti prego soltanto per loro, ma anche per quelli che, mediante la loro parola, crederanno in me, affinché siano tutti uno; come tu, Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano uno in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno, come noi siamo uno (Gv. 17, 20-22).
Se dunque coloro che credono in Cristo sono uno, ovunque si vede corporalmente presente un membro, là pure – per la realtà misteriosa del sacramento – è presente tutto il corpo… La solitudine non impedisce a una persona sola di parlare al plurale, come anche una moltitudine di fedeli può esprimersi al singolare, perché la virtù dello Spirito Santo, che è presente in ciascuno e riempie tutti, ci fa capire che qui c’è una solitudine popolata da molti e là una moltitudine che forma un’unità… Questa solidarietà e comunione dei fedeli di Cristo, i nostri santi Padri la sancirono con tanta certezza, che vollero inserirla nel Simbolo di professione della fede cattolica e comandarono di ripeterla spesso, fin dai primissimi insegnamenti della fede cristiana. Infatti, subito dopo aver detto: «Credo nello Spirito Santo e nella santa Chiesa» immediatamente aggiungiamo: «nella comunione dei Santi», perché, mentre rendiamo a Dio la testimonianza della nostra fede, affermiamo contemporaneamente – quasi come conseguenza la comunione della Chiesa, che è una cosa sola con lui. Questa comunione dei Santi nell’unità della fede è tale che, credendo in un sol Dio, siamo rinati in un solo Battesimo, fortificati da un solo Spirito, chiamati per grazia di adozione ad una sola e medesima vita eterna.
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* Liber qui appellatur «Dominus Vobiscum», c. S, 6 e 10: PL 145, 235-236 e 239. Ediz. italiana: Scritti monastici, Il, Cantagalli, Siena 1959, pp. 122-124; 129-130.
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