Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo – 34.a Domenica del T. O. – C

Un buon re dà la vita per i sudditi. Poiché
dunque diede la sua vita, lo chiamo Re.
Signore, ricordati di me, quando sarai
nel tuo regno.
S. Giovanni Crisostomo, Om. Sulla croce e il ladrone, 2

PRIMA LETTURA
Unsero Davide re d’Israele.
2Sam 5,1-3
SALMO RESPONSORIALE
Sal 121
SECONDA LETTURA
Ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore.
Col 1,12-20
CANTO AL VANGELO
(Mc 11,9.10)
VANGELO
Signore, ricordarti di me quando entrerai nel tuo regno.
Lc 23,35-43
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

La sapienza filiale del Cristo consiste
nell’aderire alla volontà del Padre
che vuole la salvezza di tutti,
ed è schernita dalla sapienza del mondo
che spinge l’uomo a pensare a se stesso
cercando solo il proprio vantaggio.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6, 22-70
Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno. (vv. 38-39)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 6, 7-15
Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. (vv. 9-10)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 18, 12-14
Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli. (v. 14)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 2, 1-8
Dio, nostro salvatore, … vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità. (vv. 3b-4)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 2
L’uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito. (v. 14)

SALMO 22 (21)
Mi scherniscono quelli che mi vedono, storcono le labbra, scuotono il capo: “Si è affidato al Signore, lui lo scampi; lo liberi, se è suo amico”. (vv. 8-9)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 2, 12-20
Mettiamo [il giusto] alla prova con insulti e tormenti, per conoscere la mitezza del suo carattere e saggiare la sua rassegnazione. (v. 19)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 52, 13-53,12
Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. (v. 3)

DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 20, 7-18
Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre; mi hai fatto forza e hai prevalso. Sono diventato oggetto di scherno ogni giorno; ognuno si fa beffe di me. Quando parlo, devo gridare, devo proclamare: “Violenza! Oppressione!”. Così la parola del Signore è diventata per me motivo di obbrobrio e di scherno ogni giorno. (vv. 7-8)

DAL LIBRO DI TOBIA, CAP. 2
I miei vicini mi deridevano dicendo: “Non ha più paura! Proprio per questo motivo è già stato ricercato per essere ucciso. È dovuto fuggire ed ora eccolo di nuovo a seppellire i morti”. (v. 8)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 67

La grazia risplende soprattutto in Cristo e nel buon ladrone. 

4. 7. Considera dunque il Signore che “confessa”: Ti confesso e ringrazio, Padre, Signore del cielo e della terra (Mt 11, 25). Ti confesso, cioè “ti lodo”. Lodo te, non accuso me. Per quanto riguarda il fatto d’aver presa la stessa natura umana, è tutto grazia, una grazia unica e completa. Che cosa meritava quell’uomo ch’è Cristo, se togli la grazia, una grazia così grande per cui occorreva che uno solo fosse Cristo e fosse proprio quello che noi conosciamo? Se togli via la grazia, di cui parliamo, che cosa sarebbe Cristo, se non un uomo, se non quel che sei tu? Prese un’anima, prese un corpo, prese l’intero uomo; lo unì a se stesso e così il Signore forma una sola persona con il servo. Quanto è grande questa grazia! Cristo è in cielo e in terra; Cristo è nello stesso tempo in cielo e in terra; non vi sono però due Cristi, ma il medesimo Cristo è in cielo e in terra. Cristo era nel Padre e nel grembo della Vergine; era sulla croce e negli inferi per portare soccorso a molti; ma lo stesso giorno Cristo era in paradiso con il buon ladrone che aveva confessato il suo peccato. E che cosa aveva meritato il ladrone, per essere lì, se non perché si tenne sulla via ove Dio aveva mostrato la salvezza portata da lui? Il tuo piede non esca da tale via. Poiché per il fatto d’essersi accusato aveva dato lode a Dio e resa felice la propria vita. Ebbe in verità fiducia di riceverla dal Signore e gli disse: Signore, ricordati di me quando sarai arrivato nel tuo regno (Lc 23, 42). Considerava infatti i propri delitti e riteneva una grande grazia se fosse stato perdonato almeno alla fine della vita. Il Signore però, mentre quegli gli diceva: Ricordati di me; ma quando? quando sarai arrivato nel tuo regno, subito gli rispose: Io ti assicuro che oggi sarai con me in paradiso (Lc 23, 43). La misericordia concesse ciò che la miseria aveva differito.

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