Beatificazione dei Martiri di Casamari, Relazione della Postulatrice Ocso
Md. Gabriella, ocso

Beatificazione dei Martiri di Casamari, Relazione della Postulatrice Ocso

17 aprile 2021

Beatificazione di Simeone Cardon e cinque compagni martiri, religiosi cistercensi dell’ Abbazia di Casamari O.C.

Tra il 13 e il 16 maggio 1799 sei monaci furono uccisi nell’ Abbazia di Casamari, allora appartenente alla Stretta Osservanza dell’ Ordine Cistercense, nell’incursione di una quindicina di soldati giacobini francesi in fuga dal Regno di Napoli, dopo la caduta della Repubblica Partenopea.

La fama di santità di Pd Simeone Cardon di Cambrai, benedettino e poi cistercense, allora priore claustrale, di Pd Domenico Maria Zavřrel, ceco, dapprima domenicano e poi cistercense di Casamari, dell’oblato francese fra Maturino Pitri, di fra Albertino Maisonade, francese originario di Bordeaux, di fra Modesto Burgen proveniente dall’abbazia di Sept-Fons, e del converso italiano proveniente da Milano, fra Zosimo Brambat, fu da subito riconosciuta. Insieme a pochi altri confratelli, i sei erano rimasti nel monastero mentre l’abate e altri confratelli si erano rifugiati altrove, come tanti monaci dei monasteri della zona, durante l’imperversare della violenza dovuta al passaggio di alcune truppe sbandate dell’esercito francese in fuga dal regno borbonico verso il nord Italia. Si sa che a ora di Compieta i soldati fuggiaschi furono accolti nel monastero e sfamati, ma essi cercavano anche denaro e oggetti preziosi. Di fronte alla loro violenza nel profanare gli arredi della Chiesa e le pissidi che contenevano le specie eucaristiche, i monaci tentarono di recuperare e mettere in custodia le particole consacrate, ma vennero barbaramente aggrediti e uccisi. Non si trattava di un’azione legata ad una persecuzione sistematica ed esplicita contro la fede, ma nella violenza dell’ aggressione si manifestò un odio alla fede e ai suoi simboli senz’altro riconducibile all’ideologia giacobina.

I sei, appena possibile, furono sepolti da alcuni confratelli nel cimitero del monastero. Molte grazie avvennero per loro intercessione fino a quando, nel 1854, l’abate del tempo, per preservare la quiete del monastero, ingiunse loro in nome dell’obbedienza di non fare più grazie. Alcuni anni dopo tale divieto fu ritirato, le grazie si moltiplicarono, e le spoglie mortali furono collocate nella chiesa abbaziale. La fama di martirio crebbe e si diffuse, ma solo nel 2013 è iniziato il processo canonico per la Beatificazione. Il 26 maggio 2020 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto di martirio, e il 17 aprile 2021 si è celebrata la Beatificazione nella Basilica- Chiesa Abbaziale di Casamari dal Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi il Cardinale Marcello Semeraro, in rappresentanza di Papa Francesco.

Il volto composito di questa compagnia di Martiri, un ceco, un italiano, quattro francesi, e le loro vocazioni originarie, benedettina, cistercense, domenicana, unite in una comunione di offerta, ha trovato un’immagine speculare nella bella assemblea liturgica di questo 17 aprile 2021.

Presenti i vescovi della zona, di Frosinone Veroli Ferentino, Mons Ambrogio Spreafico; di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, Mons Gerardo Antonazzo; di Anagni-Alatri, Lorenzo Loppa. Un delegato della Diocesi di Milano, Mons Carlo Azzimonti.

Presenti anche autorità civili, alcuni prefetti e sindaci del territorio, gli ambasciatori presso la Santa Sede della Repubblica Ceca sua eccellenza Václav Kolaja e della Repubblica Francese Sua Eccellenza Elisabeth Beton Delègue, il comandante delle Guardie Svizzere.

Sicuramente dimenticherò qualcuno, ma è stato bello vedere insieme l’ Abate di Montecassino, Dom Donato Ogliari, l’abate generale dei Cistercensi Dom Mauro Lepori e il nostro Dom Eamon. Dom Stefano di Chiaravalle e Dom Loris di Frattocchie, buon amico del Cardinale Semeraro e tante altre mitre bianche su casule rosse.

L’arazzo dei martiri porta la bella immagine dell’icona scritta dalle Benedettine di Isola San Giulio.

La processione delle reliquie ha visto una schiera di monaci e laici, cistercensi e trappisti. Guidata da padre Pierdomenico Volpi, il postulatore generale dei Cistercensi e monaco di Casamari, aperta da Madre M Francesca di Valserena con sr Adriana di Vitorchiano, ha visto alternarsi nel presentare i reliquiari e le lampade che li accompagnavano le nostre sorelle di Valserena, Sr M. Grazia e Sr Renza, fra Javier di San Isidro, cellerario a Roma, fra Michele e alcuni monaci cistercensi e domenicani della repubblica ceca e alcuni laici legati alla comunità. La prima lettura della Messa è stata fatta dalla Postulatrice dei Trappisti.

Un gesto di cordiale amicizia e generosità è stato il regalo ad ogni comunità presente di una bella teca con le reliquie dei 6 nuovi martiri.

I canti sono stati scelti nella ricchezza della tradizione gregoriana per l’ Inno “Sanctorum meritis” e il Kyriale. Abbiamo poi percepito la magnificenza del Gloria nel modo Ambrosiano, insieme alla novità di un inno proprio per i martiri di Casamari del maestro Giacomo Cellucci, arricchito dal suono di tromba al momento di scoprire l’arazzo dei nuovi Beati. Alla comunione ci ha unito nel canto un Inno ai Martiri di Casamari di Frisina.

La bellezza dell’ abbazia e della Chiesa di Casamari sono state arricchite dalla luce di questi nuovi beati Martiri che hanno raccolto una comunità di fede dai vari monasteri benedettini-cistercensi.

Dopo i ringraziamenti finali del Vescovo Spreafico e dell’ Abate Loreto Camilli, l’ Abate generale Mauro Lepori, ha ricordato tra l’altro le parole di Dom Angelo Savastano al Capitolo Generale O.C. del 1933 che invitava ad iniziare il processo canonico per i martiri perché “la questione riguarda non solo un monastero, ma tutto l’ Ordine dell’una e dell’altra osservanza”.

Ne abbiamo avuto conferma in questo luminoso 17 aprile 2021.

Attualizzando anche il tema della pandemia che affligge tutti e dovunque, si può dire che l’attenzione e la disponibilità degli spazi, la bella organizzazione, la fede nella benevolenza che il Signore ci manifesta, ha dato un input ad affrontare questo tempo difficile con rinnovato coraggio e gusto di stare insieme.

In comunione

Sr Gabriella – Postulatrice Generale OCSO

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