Dopo il battesimo di Gesù si aprirono i cieli,
e come colomba
lo Spirito di Dio si fermò su di lui,
e la voce del Padre disse:
"Questo è il Figlio mio prediletto,
nel quale mi sono compiaciuto". (cf. Mt 3,16-17)

Battesimo del Signore – C

LETTURA
Lettura del profeta Isaia 55, 4-7

SALMO
Sal 28 (29)

R. Gloria e lode al tuo nome, Signore.

EPISTOLA
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 2, 13-22

CANTO AL VANGELO
(Lc 3,16)

VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Luca 3, 15-16. 21-22

 

COMMENTO AL VANGELO

GIOVANNI CRISOSTOMO

La festa di questo giorno si chiama Teofania, o manifestazione, ma qual è questa manifestazione? Ce n’è una o ce ne sono due? Fatto che non si sa abbastanza bene, e cosa vergognosa non meno che ridicola, ogni anno si celebra e non se ne conosce il motivo. Occorre iniziare, dunque, col farvi sapere che non c’è una sola manifestazione, bensì due: la prima è quella che noi oggi celebriamo, l’altra non è ancora venuta e dovrà verificarsi con fulgore alla fine dei secoli. Nella Lettera che oggi avete ascoltato di san Paolo a Tito, egli parla di entrambe. Riguardo a quella che celebriamo oggi, dice: La grazia di Dio nostro Salvatore si è manifestata a tutti gli uomini e ci ha insegnato che, rinunciando all’empietà e alle passioni mondane, dobbiamo vivere nel nostro tempo, con temperanza, giustizia e pietà. – Ciò che dice dopo si riferisce a quella futura: Restando sempre nell’attesa della sperata beatitudine e della gloriosa venuta del grande Dio nostro e Salvatore Gesù Cristo (Tito 2,11-13). Ed è proprio in quest’ultimo senso che il profeta ha detto: Il sole si muterà in tenebre, e la luna in sangue; prima che giunga il giorno del Signore, giorno grande e glorioso (Gioele 2,31).
Ma perché ad essere chiamato Teofania non è il giorno natale del Salvatore bensì quello del suo battesimo? Perché in questo giorno fu battezzato ed egli santificò le acque. In questa solennità, pertanto, verso la mezzanotte, tutti vanno ad attingere l’acqua che conservano nelle case e custodiscono per l’intero anno in memoria del fatto che, similmente a quel giorno, le acque sono state santificate. E per un miracolo visibile, il tempo non ha alcuna influenza sulla natura dell’acqua, perché dopo un anno, a volte due e persino tre, essa rimane pura e fresca, e malgrado questo lasso di tempo, non la si distingue da quella appena attinta alla sorgente.
Ma per quale motivo questo giorno viene chiamato Teofania? Perché nostro Signore fu manifestato agli uomini, non nel giorno della sua nascita, ma nel giorno del suo battesimo, fino ad allora infatti era quasi sconosciuto. E che non fosse generalmente conosciuto, e che i più ignorassero chi egli fosse, emerge dalle parole di Giovanni Battista: C’è qualcuno in mezzo a voi che voi non conoscete. (Giovanni 1,26). E perché meravigliarsi che gli altri non lo conoscessero, se lo stesso Giovanni Battista fino a quel giorno lo ignorava? Io stesso non lo conoscevo – egli dice –, ma colui che mi ha mandato a battezzare con l’acqua mi ha detto: Colui sul quale vedrete scendere e posarsi il Santo Spirito, è colui che battezzerà in Spirito Santo. (Giovanni 1,33). Da qui risulta chiaro che ci sono due epifanie. Ma perché Nostro Signore è venuto a farsi battezzare? Questo è ciò di cui parleremo e nel contempo vi faremo conoscere quale battesimo egli ha ricevuto; questi due punti infatti sono di uguale importanza. E, per farvi comprendere meglio il primo, è proprio da quest’ultimo che cominceremo a parlarvi.
C’era un battesimo dei Giudei che purificava dalle impurità del corpo, ma non toglieva i peccati che sono nella coscienza: se uno aveva commesso un adulterio, un furto o qualche altro tipo di misfatto, quel battesimo non li cancellava. Ma chi aveva toccato le ossa dei morti, chi aveva gustato cibo proibito dalla legge, chiunque si era avvicinato a contaminazione, aveva avuto contatto con i lebbrosi, costui lavatosi, era impuro fino a sera, dopo di che era purificato. Laverà il suo corpo in acqua pura – è detto –, e rimarrà impuro solo fino a sera, poi sarà puro (Levitico 15, 5). Non erano questi dei veri e propri peccati o impurità in senso stretto, ma poiché i Giudei erano un popolo rozzo e imperfetto, attraverso l’osservanza minuziosa della Legge, Dio voleva che divenissero più religiosi e alla lunga preparali all’osservanza di comandamenti più importanti.

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