Omelia
Fratelli e sorelle, stona dover parlare della via con cui Dio ha rivelato il suo amore, pagandone fino alle estreme conseguenze il suo prezzo, stona parlarne nel cuore dell’estate, stona turbare quel senso di pace rassicurante con la quale, più o meno a diversi livelli, tutti noi siamo sempre più persuasi che la nostra vita debba contentarsi di diventare sopravvivenza, installandola nelle coordinate sicure di alcune presunte certezze.
Non voglio portare, sia chiaro, il mio discorso ad un livello immediatamente ed esclusivamente sociopolitico, nemmeno del resto ad un livello esclusivamente psicologico, l’ambizione è quella di riconoscerci tutti, me per primo, tentati da questo gesto estremo che subisce il profeta Geremia, un gesto storico, ma che diventa anche metafora simbolica, ripeto, tanto a livello sociale e storico quando a livello psicologico, per cui al disturbo che la verità comporta si preferisce occultarla, nasconderla, nemmeno in un pozzo pieno di acqua, nemmeno in un pozzo per così dire, secco, dove essa possa rimbalzare e frammentarsi, la verità anche nei suoi frammenti può tagliare, meglio un fondo limaccioso, fangoso, dove la stessa verità come sabbia mobile è costretta ad essere inghiottita e dimenticata.
C’è nella pagina di Geremia una sconvolgente illuminazione su questa grande tentazione che inabita il cuore dell’uomo, quella appunto di costruire delle verità a proprio piacimento, a proprio gradimento, a propria utilità, la fatica della verità è una fatica avventurosa, implica, non diversamente dalla fede, un grande cammino dinamico di ricerca, verità dal greco Aletheia, nella sua etimologia più vera implica proprio questo svelamento, questo denudare, questo coraggio con cui mettiamo le mani sulle false apparenze per non essere inevitabilmente disturbati da tutto ciò che per sopravvivere preferiamo occultare.
Il Signore Gesù ha una lama drammatica per svelare le mille contraddizioni del nostro accomodamento umano, non della nostra condizione umana, del nostro accomodamento umano, perché la condizione umana in se stessa è, e deve essere, appassionata di verità, della scomoda avventura verso l’umanità, questa lama che il Signore Gesù impiega come se fosse davvero il … [segue]
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