Ascensione del Signore – A

Il Signore nostro Gesù Cristo non è disceso
dal Padre lasciando il Padre, e anche
nel risalire via da noi non si è allontanato
da noi. Infatti quando stava per
risalire e sedere alla destra del Padre, disse
in anticipo ai discepoli: Ecco, io sono
con voi sino alla fine del mondo.
S. Agostino, Discorso 229/K, 1-2

PRIMA LETTURA
Fu elevato in alto sotto i loro occhi.
At 1,1-11
SALMO RESPONSORIALE
Sal 46
SECONDA LETTURA
Lo fece sedere alla sua destra nei cieli.
Ef 1,17-23
CANTO AL VANGELO
(Mt 28,19.20)
VANGELO
A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.
Mt 28,16-20
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Gesù esercita la sua sovranità
per mezzo della predicazione apostolica
che libera le anime dalla catena della menzogna
e le riconcilia con il Padre celeste.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 8, 31-47
Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi. (vv. 31b-32)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 21, 15-19
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: “Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. Gli disse: “Pasci i miei agnelli”. (v. 15)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 10
Chiamati a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d’infermità. (v. 1)

DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 16, 14-20
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano. (v. 20)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 1, 17-31
È piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. (v. 21b)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 10, 1-11
Le armi della nostra battaglia non sono carnali, ma hanno da Dio la potenza di abbattere le fortezze, distruggendo i ragionamenti e ogni baluardo che si leva contro la conoscenza di Dio, e rendendo ogni intelligenza soggetta all’obbedienza al Cristo. (vv. 3b-5)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 10
Allora mi fu detto: “Devi profetizzare ancora su molti popoli, nazioni e re”. (v. 11)

SALMO 116
Hai spezzato le mie catene. A te offrirò sacrifici di lode e invocherò il nome del Signore (vv. 16b-17)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 49
Ti ho formato e posto come alleanza per il popolo, per far risorgere il paese, per farti rioccupare l’eredità devastata, per dire ai prigionieri: Uscite, e a quanti sono nelle tenebre: Venite fuori. Essi pascoleranno lungo tutte le strade, e su ogni altura troveranno pascoli. (vv. 8b-9)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 61
Lo spirito del Signore Dio è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di misericordia del Signore. (vv. 1-2a)

COMMENTO PATRISTICO

LEONE MAGNO
Sermo 73 [60], 2-4

Primo Discorso sull’Ascensione del Signore

Carissimi, questi giorni intercorsi tra la Risurrezione del Signore e la sua Ascensione non sono trascorsi nell’oziosità; grandi misteri vi hanno invece ricevuto conferma, e grandi verità sono state svelate. E in questi giorni che viene abolita la paura di una morte temuta e viene proclamata non solo l’immortalità dell’anima, ma anche quella della carne. È in questi giorni che viene infuso lo Spirito Santo in tutti gli apostoli attraverso il soffio del Signore (Gv 20,22) e che, dopo aver ricevuto le chiavi del Regno, il beato apostolo Pietro si vede affidata, con preferenza sugli altri, la cura del gregge del Signore (Gv 21,15-17). E in questi giorni che il Signore si affianca ai due discepoli in cammino (Lc 24,13-35) e che, per sgombrare il terreno da ogni dubbio, contesta la lentezza a credere a coloro che tremano di spavento. I cuori che egli illumina sentono ardere la fiamma della fede, e quelli che erano tiepidi diventano ardenti quando il Signore apre loro le Scritture. Al momento della frazione del pane, si illuminano gli sguardi di coloro che siedono a mensa; i loro occhi si aprono per veder manifestata la gloria della loro natura, molto più beatamente di quelli dei principi della nostra specie ai quali il crimine apporta confusione.

Tuttavia, dato che gli spiriti dei discepoli, in mezzo a queste meraviglie e ad altre ancora, continuavano a scaldarsi in inquieti pensieri, il Signore apparve in mezzo a loro e disse: La pace sia con voi (Lc 24,36 Gv 20,26). E perché non restasse in loro il pensiero che andavano rimuginando nella mente – credevano, infatti, di vedere un fantasma e non un corpo –, rimproverò loro i pensieri contrari al vero e mise sotto i loro occhi esitanti i segni della crocifissione che serbavano le sue mani e i suoi piedi, invitandoli a toccarli attentamente; aveva voluto conservare, infatti i segni dei chiodi e della lancia per guarire le ferite dei cuori infedeli. Così, non è da una fede esitante, bensì da una conoscenza molto certa, che affermeranno che la natura che stava per sedere alla destra del Padre, era la stessa che aveva riposato nel sepolcro.

Durante tutto questo tempo, carissimi, intercorso tra la Risurrezione del Signore e la sua Ascensione, ecco dunque a cosa volse le sue cure la Provvidenza di Dio; ecco ciò che essa volle insegnare; ecco ciò che essa mostrò agli occhi e ai cuori dei suoi; perciò si riconoscerà come veramente risorto il Signore Gesù Cristo che era davvero nato, aveva sofferto ed era morto. Così i beati Apostoli e tutti i discepoli, resi timorosi dalla sua morte sulla croce, e che avevano esitato a credere alla sua Risurrezione furono a tal punto riconfermati dall’evidenza della verità che quando il Signore si levò verso le altezze dei cieli, non solo non furono presi da tristezza alcuna, bensì furono ripieni da una grande gioia (Lc 24,52). E, in verità, grande e ineffabile era la causa di quella gioia, allorché in presenza di una santa moltitudine, la natura umana saliva al di sopra delle creature celesti di ogni rango, superava gli ordini angelici e si elevava al di sopra della sublimità degli arcangeli (Ep 1,21), non potendo trovare a livello alcuno, per elevato che fosse, la misura della sua esaltazione fintanto che non venne ammessa a prender posto alla destra dell’eterno Padre, che l’associava al suo trono di gloria dopo averla unita nel Figlio suo alla sua stessa natura.

L’Ascensione di Cristo è quindi la nostra stessa elevazione e là dove ci ha preceduti la gloria del capo, è chiamata altresì la speranza del corpo.

Lasciamo dunque esplodere la nostra gioia come si deve e rallegriamoci in una fervorosa azione di grazie: oggi, infatti, non solo siamo confermati nel possesso del paradiso, ma siamo anche penetrati con Cristo nelle altezze dei cieli; abbiamo ricevuto più dalla grazia ineffabile di Cristo di quanto non avevamo perduto per la gelosia del Maligno. Infatti, coloro che quel virulento nemico aveva scacciato dal primo soggiorno di felicità, il Figlio di Dio li ha incorporati a sé per collocarli in seguito alla destra del Padre.

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