PRIMA LETTURA
Fu elevato in alto sotto i loro occhi.
SALMO RESPONSORIALE
R. Ascende il Signore tra canti di gioia.
SECONDA LETTURA
Lo fece sedere alla sua destra nei cieli.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Il Signore risorto conduce i discepoli
alla pienezza della fede
portandoli a riconoscere che in lui
si sono adempiute tutte le Scritture.
Egli vince in tal modo i dubbi
e i vani ragionamenti del cuore.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 5, 31-47
Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene, sono proprio esse che mi rendono testimonianza. (v. 39)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 20, 19-31
[Gesù] disse a Tommaso: “Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!”. Rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”. (vv. 27-28)
DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 11, 20-25
In verità vi dico: chi dicesse a questo monte: Levati e gettati nel mare, senza dubitare in cuor suo ma credendo che quanto dice avverrà, ciò gli sarà accordato. (v. 23)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 24, 1-43
Ed egli [Gesù] disse loro: “Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?”. E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. (vv. 25-27)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 2, 22-36
Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso! (v. 36)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 4, 17-32
Dovete deporre l’uomo vecchio con la condotta di prima, l’uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici e dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente. (vv. 22-23)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 5, 1-14
Tutto quello che si manifesta è luce. Per questo sta scritto: “Svegliati, o tu che dormi, destati dai morti e Cristo ti illuminerà”. (vv. 13b-14)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI COLOSSESI, CAP. 1, 21-23
Ora egli vi ha riconciliati per mezzo della morte del suo corpo di carne, per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili al suo cospetto: purché restiate fondati e fermi nella fede e non vi lasciate allontanare dalla speranza promessa nel vangelo che avete ascoltato. (vv. 22-23a)
DALLA SECONDA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 1, 16-21
E così abbiamo conferma migliore della parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione, come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori. (v. 19)
DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 9
I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni, perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla grava la mente dai molti pensieri. (vv. 14-15)
COMMENTO PATRISTICO
CIRILLO DI ALESSANDRIA
Dal Commento al Vangelo di Giovanni, cap. IX, vv. 14, 2-3
Se dunque, diceva [Gesù] non fossero molte le dimore presso Dio Padre, per questo motivo sarei andato prima per preparare ai santi le dimore; ma sapendo che sono già pronte molte dimore, che aspettano l’arrivo di coloro che amano Dio, non per questo motivo, dice, partirò, ma per preparare, in qualche modo, la via del ritorno al cielo, e per rendere accessibile ciò che una volta era inaccessibile. Infatti, il cielo era assolutamente inaccessibile, e nessun corpo, prima, aveva potuto varcare il puro e santo luogo degli angeli, finché, per primo Cristo non inaugurò la salita al cielo e diede alla carne la possibilità di salirci, offrendo se stesso a Dio Padre, quasi come primizia dei morti e di quelli che giacciono sotto terra, e per primo, come uomo, apparve a quelli che sono in cielo.
Per questo motivo, gli angeli che ignoravano il venerabile e grande mistero del suo arrivo con la carne, attoniti lo vedevano salire in cielo e, turbati da questo spettacolo nuovo e insolito, dicevano: Chi è costui che avanza da Edom? (Is 63, 1), ossia dalla terra.
Ma lo Spirito non lasciò che quella moltitudine celeste rimanesse ignara dell’ammirabile Sapienza di Dio Padre, anzi comandò che gli aprissero le porte celesti come si conviene a un re e Signore dell’universo, dicendo ad alta voce: Aprite le vostre porte, o principi, e sollevatevi, porte eterne, ed entrerà il re della gloria! (Sal 24, 7). Nostro Signore Gesù Cristo inaugurò, dunque, la via nuova e viva (cfr. Eb 9, 12), come dice Paolo, entrando non nel tabernacolo fatto dalla mano dell’uomo, ma nello stesso cielo, per apparire, per noi, davanti al volto di Dio.
Cristo, infatti, non salì al cielo per mostrare se stesso al cospetto di Dio Padre: era, in verità, ed è, e sarà sempre nel Padre e davanti agli occhi del proprio Genitore: è egli, infatti, colui di cui sempre gode; ma salì, ora, per mostrarsi come uomo, in modo insolito e nuovo, egli che prima era Verbo privo del corpo umano.
E questo lo fece per noi e a favore nostro affinché, apparso anche in aspetto d’uomo (Fil 2, 7), come Figlio nella potenza, e avendo udito, con la carne, siedi alla mia destra (Sal 110, 1), trasmettesse, suo tramite, la gloria della filiazione a tutto il genere umano.
È, infatti, uno di noi, in quanto apparve come uomo, alla destra di Dio Padre, sebbene sia al di sopra d’ogni creatura e consustanziale al suo Genitore, in quanto risplendette da lui, Dio da Dio, e luce da vera luce. Apparve, pertanto, davanti al Padre, come uomo, per noi, affinché collocasse di nuovo, davanti al Padre, noi che, per l’antica trasgressione, eravamo stati rigettati dal suo volto; sedette, come Figlio, affinché anche noi, come figli, fossimo chiamati, per suo mezzo, figli di Dio.
Per questo Paolo, che sostiene di avere in sé Cristo che parla in lui, dice e insegna che le cose che sono proprie di lui sono comuni alla natura umana, perché Dio ci risuscitò con lui e ci fece sedere nelle regioni celesti, in Cristo Gesù (Ef 2, 6). Infatti, è proprio di Cristo, come Figlio per natura, il sedere insieme, e ottenere la gloria che noi diciamo che debba essere attribuita a lui in modo congruo e vero. Ma poiché siede come nostro simile, in quanto è apparso come uomo, e, nello stesso tempo, è considerato Dio da Dio, in qualche modo trasmette anche a noi la grazia di quella dignità.
Nuova Citeaux Per la promozione della cultura cistercense


