“Io sono come una minuscola goccia della tua bontà e tu il mare pieno di ogni dolcezza. Ch’io sia sommersa nell’abisso del mare della tua clementissima tenerezza”.
Queste parole tratte dal Quarto Esercizio spirituale ci immergono nel cuore della spiritualità di S. Gertrude, grande figura di mistica, vissuta tra il 1256 e il 1301 (o il 1302), monaca del monastero di Helfta. Nell’udienza generale del 6 ottobre 2010, Benedetto XVI la presenta come “l’unica donna della Germania ad avere l’appellativo di ‘Grande’ per la statura culturale ed evangelica […] Donna eccezionale, dotata di straordinari doni di grazia, di profondissima umiltà e di ardente zelo per la salvezza del prossimo, di intima comunione con Dio nella contemplazione e di prontezza nel soccorrere i bisognosi”.
Accenniamo a qualche notizia storica sul suo monastero di appartenenza.
Fu fondato per iniziativa di Burkardo conte di Mansfield e di sua moglie Elisabetta di Schwarzbourg. Le prime fondatrici furono sette cistercensi venute da Halberstadt nel 1229, prima in una località vicina al castello di Mansfield, poi a Rodarsdorf presso Halberstadt. Qui mancava l’acqua e allora la comunità si trasferì a Helfta, vicino ad Eisleben, la domenica dopo quella della Trinità, nel 1258.
Il luogo era incantevole, sul pendio di una fertile collina: boschetti ombrosi, campi di frumento, alberi da frutto a profusione; era inoltre attraversato da un ruscello alimentato da una sorgente perenne, che formava anche un piccolo stagno e poi sfociava in un laghetto.
Indubbiamente il tipo di osservanza monastica della comunità aveva analogie marcate con gli usi e la spiritualità cistercensi, ma il capitolo generale di Citeaux del 1228 aveva sancito un divieto ad ulteriori fondazioni o aggregazioni femminili. Quindi formalmente il Monastero di Gertrude appartiene all’Ordine Benedettino, pur apparendo assai conforme allo stile di vita cistercense.
Le vicende storiche del Monastero furono tutt’altro che facili. Gli scontri tra signori feudali coinvolsero spesso la comunità: irruzioni violente, atti di vandalismo con atteggiamenti sacrileghi suscitarono il timore e l’angoscia delle monache. Durante una vacanza della sede episcopale nel 1295 i canonici di Halberstadt, abusando del loro potere di giurisdizione, lanciarono un interdetto per una pura questione temporale. Grande fu per le monache la sofferenza di essere private dell’Eucarestia. …
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