LETTURA
L’ho costituito testimone fra i popoli, sovrano sulle nazioni; accorreranno a te popoli che non ti conoscevano.
SALMO
Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R./
La voce del Signore è sopra le acque,
il Signore sulle grandi acque.
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza. R./
Tuona il Dio della gloria.
Nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
il Signore siede re per sempre. R./
EPISTOLA
Per mezzo di lui possiamo presentarci al Padre in un solo Spirito.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Il battesimo del Signore nella narrazione di Marco.
PREGHIERA DEI FEDELI
COMMENTO AL VANGELO
AMBROGIO
Dall’Esposizione del vangelo secondo Luca II, 83. 90-92
Dunque il Signore fu battezzato, non per farsi purificare, ma per purificare le acque, affinché esse, santificate a contatto con la carne di Cristo, carne che non conobbe peccato, conseguissero la prerogativa di conferire il battesimo. Per questo, chi è giunto al lavacro di Cristo, depone definitivamente il peccato. Molto opportunamente qui san Luca ha riassunto quanto hanno detto gli altri evangelisti, lasciando capire che il Signore fu battezzato da Giovanni, senza dirlo espressamente. Ma il Signore stesso spiega il motivo del suo battesimo, quando dichiara: Lascia fare per ora; conviene che adempiamo così ogni giustizia (Mt 3, 15).
… Dunque, Gesù venne da Giovanni; il resto vi è noto. Venne al battesimo di Giovanni, ma il battesimo di Giovanni presupponeva la conversione dal peccato. Per questo Giovanni lo trattiene, dicendo: Sono io che ho bisogno di essere battezzato, e tu vieni da me? (Mt 3, 13). Per quale motivo vieni da me, tu che non hai peccati? Solo chi ha peccati deve farsi battezzare; perché allora Colui che non commise peccato chiede il lavacro di penitenza? Ma Egli disse: Lascia fare per ora – cioè: finché la Chiesa non sia edificata – conviene che adempiamo così ogni giustizia. Che cos’è la giustizia, se non la misericordia? Infatti: Egli ha dato con generosità ai poveri; la sua giustizia persiste per sempre (Sal 111, 9). Ha dato con generosità a me, che sono povero; a me che son bisognoso ha dato la grazia, mentre prima non la possedevo; perciò la sua giustizia persiste per l’eternità. Che cosa vuol dire giustizia, se non metterti per primo a fare ciò che vuoi che gli altri facciano, ed incoraggiare gli altri col tuo esempio? Che cosa vuol dire giustizia, se non che Egli, assunta la carne, non ricusò di servirsi della sensibilità e dell’aiuto della carne, e come uomo soggiogò la sua carne, per insegnare anche a me a soggiogarla? Infatti, mi ha insegnato il modo di far morire ai peccati e di rinnovare nelle virtù il sudiciume della mia carne, colpevole di tutti i vizi terreni.
O preveggenza veramente divina del Signore in questo suo stesso abbassamento! Quanto fu più meschina l’umiliazione, fu tanto più divina la sua provvidenza. Si fa conoscere come Dio nell’asprezza degli oltraggi ricevuti, e si dimostra Dio servendosi dei rimedi, Lui che di rimedi non aveva bisogno. Che c’è allora di più divino del lavacro della grazia per chiamare i popoli? Nessuno deve sottrarvisi, perché Cristo non si è sottratto al lavacro della penitenza. Nessuno dica di essere senza peccato, se Cristo è venuto per il rimedio del peccato. Se Cristo si è lavato per noi, anzi se ci ha lavati nel suo corpo, quanto più noi dobbiamo lavare i nostri peccati! Con quale altra azione, con quale altro mistero di grazia, sebbene Dio sia in ogni cosa, Dio si dimostra maggiormente che non con questo suo atto: quando, per tutto il mondo dovunque si estenda la condizione del genere umano, attraverso le lontananze e le distese di terre tra sé separate, in un solo istante, in un unico corpo cancellò l’inganno dell’antico peccato, riversò la grazia del regno celeste? Uno solo si immerse, ma elevò tutti con sé; uno solo discese nell’acqua, perché tutti ascendessimo in Cielo, uno solo prese su di sé i peccati di tutti, perché in Lui fossero mondati i peccati di tutti. Purificatevi (Gc 4, 8) dunque, come dice l’apostolo, perché Colui, il quale non aveva bisogno di purificazione, si è purificato per noi. E questo vale per noi.
Ma consideriamo ora il mistero della Trinità. Noi affermiamo l’esistenza di un unico Dio, però confessiamo il Padre; confessiamo il Figlio. Infatti, poiché sta scritto: Amerai il Signore, tuo Dio, e lui solo servirai (Dt 6, 5. 13), il Figlio negò di essere solo, quando disse: Ma io non sono solo perché il Padre è con me (Gv 16, 32). Neppure adesso è solo, poiché il Padre attesta di essere presente. È presente lo Spirito Santo: infatti la Trinità non può mai essere in se stessa disgiunta. Ecco che si aprì il cielo, e discese lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba. … Consideriamo il mistero. Perché come una colomba? Perché la grazia del battesimo richiede la semplicità, affinché siamo semplici come colombe. La grazia del battesimo richiede la pace, quella pace che, nell’antico simbolo, la colomba portò un giorno a quell’arca, che, sola, non fu travolta dal diluvio. Colui che ora si è degnato di discendere in forma di colomba, ha insegnato di chi fosse simbolo quella colomba, mi ha insegnato che quel ramoscello e quell’arca erano il simbolo della pace e della Chiesa, poiché, pur fra le rovine del mondo, lo Spirito Santo reca alla sua Chiesa una pace feconda. Me lo ha insegnato anche Davide, il quale, scorgendo per ispirazione profetica il sacramento del battesimo, ha detto: Avessi ali come una colomba! (Sal 54, 7).
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