VIII DOMENICA DOPO PENTECOSTE – B

Porgi l’orecchio, Signore, e ascolta:
salvaci tu, Dio nostro,
perché tutti conoscano che tu sei il solo Dio.
Cfr. Is 37, 17a. 20

LETTURA
I giudici in Israele.
Gdc 2, 6-17
SALMO RESPONSORIALE
Sal 105 (106)
EPISTOLA
L’annunciatore del Vangelo nella Chiesa.
1Ts 2, 1-2. 4-12
CANTO AL VANGELO
(Cfr 2Cor 5, 19)
VANGELO
Il primo tra voi sarà schiavo di tutti.
Mc 10, 35-45
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

COMMENTO AL VANGELO

SANT’AMBROGIO
De fide, 5

Gesù risponde alla madre di Giacomo e Giovanni

 

Considerate che cosa chiede per i figli e con i figli. È certo una madre cui bisogna perdonare – anche se la sua premura l’ha resa piuttosto smoderata – l’eccesso della richiesta. E poi una madre anziana d’anni, d’intenti religiosi, priva d’ogni conforto, la quale, proprio quando avrebbe dovuto essere validamente sorretta dall’aiuto dei figli, accettò la loro lontananza e antepose al suo piacere il vantaggio dei figli, che seguivano Cristo; questi, infatti, chiamati dal Signore, alla prima parola, come leggiamo in Matteo (Mt 4,22), lasciato il padre e le reti, lo seguirono.

Costei, dunque, spinta dall’amore materno, prega il Salvatore, dicendo: “Ordina che questi miei due figli stiano nel tuo regno uno alla tua destra e l’altro alla tua sinistra” (Mt 20,21). Anche se è un errore, è un errore di affetto materno; una madre non sa aspettare; c’è un po’ d’interesse nella preghiera, ma è un interesse comprensibile, poiché essa non è avida di danaro ma di favore; e non è una domanda spregevole quella di una madre, che non chiede per sé, ma per i figli. Pensate alla madre, si tratta d’una madre…

Considerate anche la donna, cioè il sesso più debole, che il Signore ancora non aveva rafforzato con la sua passione. Considerate, dico, l’erede di quella prima Eva, debole per una ingenita cupidigia incontrollata, che il Signore non aveva ancora redenta col suo sangue, non aveva ancora lavata dal desiderio smodato d’onore. Sbagliava per una specie di errore ereditario.

Che c’è di strano che una madre, per amor dei figli – il che fa la cosa più tollerabile, che se fosse a proprio vantaggio –, faccia una questione di preminenza, quando gli stessi apostoli ne facevano oggetto d’una loro disputa? (Lc 22,24).

Non giudicò, dunque, il medico che una madre, priva di tutto, e una mente ancora inferma dovessero essere colpite da biasimo, solo per una richiesta un po’ orgogliosa.

Perciò il Signore – che voleva far onore alla pietà materna – non rispose alla donna, ma ai figli, dicendo: “Potete bere il calice, che io sto per bere?” E quando essi risposero: “Lo possiamo, Gesù disse loro: Il mio calice lo berrete; ma lo star seduti alla mia destra o alla mia sinistra non è cosa mia darlo, ma toccherà a coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio” (Mt 20,22-25).

Vedi

Download diretto

FileDimensione del file
pdf A_VIII_POST_PENTECOSTE_B_2024117 KB
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online