VII DOMENICA DOPO PENTECOSTE – B

Tu sei, o Dio, la mia protezione, il mio rifugio,
la salvezza della mia vita.
Tu sei la mia forza e la mia difesa;
nel tuo nome mi guidi e mi sostieni.
Sal 30 (31), 3-4

LETTURA
Férmati, sole, su Gàbaon!
Gs 10, 6-15
SALMO RESPONSORIALE
Sal 19 (20)
EPISTOLA
In tutto siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati.
Rm 8, 31b-39
CANTO AL VANGELO
(Cfr 1Gv 5, 20c)
VANGELO
Nelle tribolazioni abbiate coraggio: io ho vinto il mondo.
Gv 16, 33-17, 3
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

SANT’AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di San Giovanni 105, 1-3

La vita eterna è conoscere Dio. 

Se la vita eterna consiste nel conoscere Dio, tanto più viviamo quanto più progrediamo nella conoscenza di Dio.

  1. Risulta chiaramente che il Padre ha glorificato il Figlio nella sua forma di servo, risuscitandolo da morte e collocandolo alla sua destra: è un fatto di cui nessun cristiano può dubitare. Ma siccome il Signore non ha detto soltanto: Padre, glorifica tuo Figlio, ma ha aggiunto: affinché tuo Figlio glorifichi te (Gv 17, 1), giustamente ci chiediamo in che modo il Figlio abbia glorificato il Padre, dato che la gloria del Padre non si era abbassata fino ad assumere forma umana né poteva essere accresciuta nella sua perfezione divina. Se però la gloria del Padre non può diminuire né aumentare in se stessa, tuttavia essa, agli occhi degli uomini, era in qualche modo minore quando Dio era conosciuto soltanto nella Giudea (cf. Sal 75, 2), e non ancora dall’oriente all’occidente i suoi servi lodavano il nome del Signore (cf. Sal 112, 3 1). Ma quando con l’annuncio del Vangelo di Cristo, il Padre fu fatto conoscere anche fra i gentili per mezzo del Figlio, allora avvenne che anche il Figlio glorificò il Padre. Se il Figlio fosse soltanto morto e non fosse anche risorto, certamente non sarebbe stato glorificato dal Padre né a sua volta egli avrebbe glorificato il Padre; adesso invece, glorificato dal Padre mediante la risurrezione, il Figlio glorifica il Padre attraverso la predicazione della sua risurrezione. Ciò risulta chiaro anche dalla successione delle parole: Glorifica il Figlio tuo, affinché il Figlio glorifichi te; come a dire: Risuscitami, affinché per mezzo mio tu possa essere conosciuto in tutto il mondo.
  2. Sempre più chiaramente mostra in che modo il Figlio glorificherà il Padre: Siccome gli hai dato potere sopra ogni carne, affinché dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato (Gv 17, 2). Dice “ogni carne” per dire ogni uomo, indicando una parte per il tutto; così come per la parte superiore viene indicato tutto l’uomo, là dove l’Apostolo dice: Ogni anima sia soggetta alle autorità che presiedono (Rm 13, 1). Che significa ogni anima, se non ogni uomo? E si deve intendere che il Padre ha dato a Cristo potestà sopra ogni carne in quanto uomo, poiché, in quanto Dio, ogni cosa è stata creata per mezzo di lui (cf. Gv 1, 3), ed in lui sono state fatte le cose che stanno in cielo e in terra, le visibili come le invisibili (cf. Col 1, 16). Secondo il potere che gli hai dato – dice dunque il Signore – sopra ogni carne, così tuo Figlio ti glorifichi, cioè ti faccia conoscere ad ogni carne che gli hai dato. Tu gli hai dato infatti questo potere affinché dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.
[Dov’è perfetta conoscenza, ivi è la massima glorificazione.]
  1. E questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio e colui che hai mandato, Gesù Cristo (Gv 17, 3). L’ordine delle parole è il seguente: che conoscano te e colui che hai mandato, Gesù Cristo come il solo vero Dio. Di conseguenza vi è compreso anche lo Spirito Santo, perché è lo Spirito del Padre e del Figlio, essendo l’amore sostanziale e consostanziale di ambedue. Il Padre e il Figlio non sono due dèi, come non sono tre dèi il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo, ma la Trinità stessa è un unico vero Dio. Neppure, il Padre è la stessa persona del Figlio, né il Figlio la stessa persona del Padre, e neanche lo Spirito Santo è la persona del Padre e del Figlio. Il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo sono tre persone distinte, ma la Trinità è un solo Dio. Se dunque il Figlio ti glorifica in modo corrispondente al potere che tu gli hai dato sopra ogni carne, e tu glielo hai dato affinché dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato, e se la vita eterna consiste nel conoscere te, ebbene il Figlio ti glorifica facendoti conoscere a tutti coloro che gli hai dato. Se, pertanto, la vita eterna è conoscere Dio, tanto più tendiamo verso la vita quanto più progrediamo nella conoscenza di Dio. Nella vita eterna non moriremo: la conoscenza di Dio sarà perfetta quando la morte non ci sarà più. Allora Dio sarà sommamente glorificato, con quella gloria suprema che in greco vien chiamata da cui deriva , che alcuni traducono in latino clarifica, cioè fa risplendere la gloria, altri glorifica. Gli antichi hanno definito la gloria, che rende gloriosi gli uomini, in questi termini: la fama che uno costantemente gode, accompagnata da lode. E se l’uomo viene lodato quando si crede alla fama che gode, come dovrà essere lodato Dio quando potremo vederlo qual è? Perciò il salmo dice: Beati coloro che abitano nella. tua casa; nei secoli dei secoli ti loderanno (Sal 83, 5). La lode di Dio non avrà fine là dove la conoscenza di Dio sarà perfetta; e poiché la conoscenza di Dio sarà perfetta, allora massimamente risplenderà la sua gloria e sarà da noi pienamente glorificato.

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