«Vi lascio la pace, – dice il Signore – ;
vi do la mia pace, alleluia.
Il vostro cuore non si turbi e non abbia timore,
finché ritornerò», alleluia.
Cf. Gv 14, 27-28
LETTURA
Dopo l’Ascensione gli apostoli con Maria nel cenacolo.
At 1, 9a. 12-14 Lettura degli Atti degli Apostoli.
In quei giorni. Mentre gli apostoli lo guardavano, il Signore Gesù, fu elevato in alto.
Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato.
Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo. Tutti questi erano perseveranti e
concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.
SALMO RESPONSORIALE
Sal 132 (133), 1b-3 R/. Dove la carità è vera, abita il Signore.
Ecco, com’è bello e com’è dolce
che i fratelli vivano insieme! R/.
È come olio prezioso versato sul capo,
che scende sulla barba, la barba di Aronne,
che scende sull’orlo della sua veste. R/.
È come rugiada dell’Ermon,
che scende sui monti di Sion.
Perché là il Signore manda la benedizione,
la vita per sempre. R/.
EPISTOLA
Non annunciamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore.
2Cor 4, 1-6 Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.
Fratelli, avendo questo ministero, secondo la misericordia che ci è stata accordata, non ci perdiamo d’animo. Al contrario, abbiamo rifiutato le dissimulazioni vergognose, senza comportarci con astuzia né falsificando la parola di Dio, ma annunciando apertamente la verità e presentandoci davanti a ogni coscienza umana, al cospetto di Dio.
E se il nostro Vangelo rimane velato, lo è in coloro che si perdono: in loro, increduli, il dio di questo mondo ha accecato la mente, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo, che è immagine di Dio. Noi infatti non annunciamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore: quanto a noi, siamo i vostri servitori a causa di Gesù. E Dio, che disse: «Rifulga la luce dalle tenebre», rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo.
CANTO AL VANGELO
(Lc 24, 31) Alleluia.
Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero.
Ma egli sparì dalla loro vista.
Alleluia.
VANGELO
Spiegò le Scritture, spezzò il pane: allora lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista.
Lc 24, 13-35 Lettura del Vangelo secondo Luca.
In quello stesso giorno due discepoli del Signore Gesù erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.
Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero.
Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, umili e concordi, presentiamo le nostre implorazioni a Dio, Signore e Padre di tutti, rispondendo:
Dona, Signore, pace e unità!
– Per la Chiesa, perché, riconoscendo nell’Eucaristia la fonte della propria missione, si rinnovi nella speranza e cammini fiduciosa sulle strade del mondo: preghiamo. R.
– Per quanti sono impegnati nelle Comunicazioni sociali, perché, nell’esercizio della loro professione, si pongano sempre a servizio della verità e della giustizia, favorendo il pieno rispetto della dignità di ogni uomo: preghiamo. R.
– Per noi, perché sappiamo accogliere e riconoscere il Signore, che si fa presente nella sua parola, nei sacramenti della Chiesa e nell’incontro con i fratelli: preghiamo. R.
Volgi, o Dio, il tuo sguardo di bontà al popolo dei credenti che implora misericordia; possano sempre gloriarsi dei tuoi benefici, poiché te solo riconoscono come salvatore e come Padre. Per Cristo nostro Signore.
COMMENTO AL VANGELO
S. AGOSTINO
Discorso 232, 3
I due discepoli di Emmaus, uomini di fede debole.
Ma ci furono altri due che, camminando per la via, parlavano fra loro delle cose accadute a Gerusalemme: della crudeltà dei Giudei, della morte di Cristo. Camminavano discorrendo, in preda al lutto per la sua morte, del tutto ignari della sua resurrezione. Anche a costoro apparve, e, inserendosi come terzo nel percorrere la strada, intavolò con loro un discorso cordiale. I loro occhi però erano accecati e non lo riconobbero. Bisognava che il loro cuore maturasse nella scienza: per questo si rimanda a più tardi la rivelazione. Comincia col chiedere di che cosa parlassero tra di loro per provocarli a manifestare cose che egli già sapeva; e, come avete ascoltato, essi restarono sorpresi delle sue domande che riguardavano cose note e manifeste, mentre lui sembrava non saperne niente. Gli dicono: Possibile che tu sia proprio l’unico straniero che in Gerusalemme non sappia ciò che vi è accaduto? Egli rispose: Che cosa mai? Tutta la vicenda di Gesù Nazzareno, che era stato un profeta potente in opere e in parole (Lc 24, 18). È di questo che si tratta, o discepoli? Era un profeta il Cristo, ovvero il Signore dei profeti? Al vostro giudice date il nome di araldo? In effetti erano scesi a dire ciò che di lui diceva la gente. Cosa intendo dire con questo richiamo alle dicerie della gente? Ricordate l’episodio quando Gesù chiese ai discepoli: Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo? Essi cominciarono col riferire le opinioni altrui: Qualcuno dice che sei Elia, altri Giovanni Battista, altri Geremia o uno dei profeti. Queste erano le risposte degli estranei, non dei discepoli. Ma qui i discepoli erano arrivati alle stesse conclusioni. Ora a voi: chi dite che io sia? Mi avete risposto riferendomi le opinioni degli altri, adesso voglio udire ciò che credete voi. Allora prese la parola Pietro, uno a nome di tutti perché fra tutti regnava l’unità, e disse: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivo. Non uno qualsiasi dei profeti, ma il Figlio del Dio vivo: colui che realizzava le predizioni dei profeti, il Creatore degli stessi angeli. Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivo. Pietro ascoltò ciò che era doveroso ascoltare dopo tale esclamazione: Beato te, Simone, figlio di Giona, perché non te l’hanno rivelato la carne e il sangue ma il Padre mio che è nei cieli. Pertanto io dico a te: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non la vinceranno. A te darò le chiavi del Regno dei cieli; e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarà sciolto in cielo, e tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato in cielo (Mt 16, 13-19). Fu merito della fede, non intuizione dell’uomo, se poté ascoltare tale elogio. Difatti, anche lui come uomo cos’altro era se non quel che dice il Salmo: Ogni uomo è mentitore (Sal 115, 11)?
Vedi