Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale,
la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato
perché proclami le meraviglie di lui,
che vi ha chiamato dalle tenebre
all’ammirabile sua luce.
1Pt 2, 9
Elia, ospitato dalla vedova di Sarepta.
1Re 17, 6-16 SALMO RESPONSORIALE
Sal 4, 2. 4-8 EPISTOLA
Praticate l’ospitalità.
Eb 13, 1-8 CANTO AL VANGELO
(Cf. Mc 9, 37) VANGELO
Chi accoglie voi accoglie me.
Mt 10, 40-42 PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO
FILOSSENO DI MABBUG
Hom. 9, 327-330
Ciò che Dio prepara per chi lo ama
Lo stesso Nostro Signore ha detto agli apostoli: Non solo voi, ma colui che abbandona le sue case, o la sua famiglia, o i suoi fratelli, o le sue sorelle, o i parenti, o i figli per causa mia e del mio Vangelo, riceverà il centuplo in questo mondo e la vita eterna in quello venturo (Mt 19,29).
Chi è colui che dorme al punto tale da non risvegliarsi alla voce di tali promesse? E chi è colui che è morto e non è risuscitato a questo soffio di vita spirituale? E chi è colui che non passerà dalla lentezza alla sollecitudine, nella prospettiva di un tale cammino che fa salire al cielo? E chi è colui che starà attento a non essere disprezzato e ingiuriato ascoltando questa promessa senza pari? E chi è colui che non rinuncerà al mondo intero, anche se gli sia stato dato di possederlo, per assidersi con Dio su un trono? E chi non vorrà compiacersi di scambiare le cose presenti che sono temporali con quelle future che sono eterne? Infatti, anche se le cose che ci è necessario abbandonare fossero uguali a quelle che ci verranno elargite, ci occorrerebbe del pari abbandonarle perché Dio lo ha comandato: abbandonale ora perché sono abiette e spregevoli! Ed anche se non le lasciamo per la parola di Cristo, non sarà necessario divenir loro estranei ed esserne allontanati un giorno? Dato che non servono a nulla, non le scambieremo con qualcosa di utile? Chi non correrà al mercato dove si effettua un tale scambio? In effetti, ecco che si scambiano stracci contro porpora, vili ciottoli contro perle, volgari pietre contro berillo, una povertà senza fine contro una smisurata ricchezza, spregevoli falsi contro oro fino, le tenebre contro la luce, la morte contro la vita, l’amaro contro il dolce, la malattia contro la salute, il disprezzo contro l’autorità, la volgarità contro la grandezza, la corruzione contro l’incorruttibilità, ciò che passa contro ciò che resta, le ombre contro il corpo, la fame contro la sazietà, l’ignoranza contro la scienza, la norma degli animali contro la norma degli angeli, lo stato corporale contro lo stato spirituale, l’infelicità senza fine contro la felicità senza misura, e ancor più, senza interruzione, seppure disponiamo di parole per parlare di tali cose come esse meritano. Chi è colui che non cambierebbe quelle con queste, e non cederebbe tutta quella indigenza per questa pienezza? E poiché la parola dello Spirito, anche se detta con semplicità, è più elevata di tutta la sapienza del mondo, Paolo ci ha rivelato la grandezza di questo scambio con una sola parolina, e ci ha svelato con un solo piccolo termine quanto sono basse le nostre cose e quanto sono invece grandi quelle di Dio: “Ciò che si vede è temporale e ciò che non si vede è eterno” (2Cor 4,18). Chi dunque non scambierà ciò che è temporale con ciò che è eterno, se non noi, e i pazzi come noi?
Quanto a te che rinunci a ciò che si vede, non chiedere come è la ricchezza che riceverai in cambio della tua povertà, ma, al posto di questo, applicati ad abbandonare la tua povertà ed a correre ad acquistare quella ricchezza. Com’è essa e a cosa somiglia? Paolo non ti spiega come è, ma che essa non ha paragone; non come essa è grande, bensì che essa non ha misura: Ciò che occhio non vide e orecchio mai ha udito e ciò che mai entrò in cuore di uomo, è ciò che Dio ha preparato per coloro che lo amano (1Cor 2,9 Is 64,4). La grandezza delle ricompense è rivelata da queste parole e da altre simili. Ascolta le voci divine che ti spingono all’uscita dietro a Gesù e alla rinuncia perfetta: è allora che sarai un discepolo completo: “Colui che non rinuncia a tutto ciò che possiede, non può essere mio discepolo” (Lc 14,33). Dopo ciò cos’hai da dire o da rispondere? Tutte le tue curiosità e i tuoi enigmi sono aboliti da una sola parola. La parola della verità è il sentiero sublime sul quale tu procederai. Egli ha ancora detto in un altro passo: “Chi non lascia tutto ciò che ha e non prende la sua croce e mi segue, non può essere mio discepolo” (Mt 10,38). E per insegnarci a rinunciare non solo ai nostri beni per glorificarlo e al mondo per confessarlo, ma altresì alla nostra vita passeggera, egli ha ancora detto: “Se uno non rinuncia a se stesso, non può essere mio discepolo” (Lc 14,26). Ed ha detto inoltre: “Chi vuol salvare la propria vita la perderà, e colui che perderà la propria vita per me la salverà” (Mt 16,25). Ed ha aggiunto ancora: “Chi perde la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita. Se uno mi serve, il Padre mio lo onorerà” (Gv 12,25-26).
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