VI DOMENICA DI PASQUA – C

VI DOMENICA DI PASQUA – C

«Sono da tanto tempo in mezzo a voi
e non mi conoscete? – dice il Signore –.
Filippo, chi vede me vede anche il Padre mio.
Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?».
Alleluia, alleluia.
Cfr. Gv 14, 9-10

LETTURA
Paolo testimonia che Cristo si è rivelato a lui sulla via di Damasco.
At 21, 40b – 22, 22
SALMO RESPONSORIALE
Sal 66 (67), 2-3. 5-6. 7b. 8
EPISTOLA
Cristo, sommo sacerdote elevato sopra i cieli.
Eb 7, 17-26
CANTO AL VANGELO
(Cfr. Gv 16, 16a)
VANGELO
Un poco e non mi vedrete più; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia.
Gv 16, 12-22
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di Giovanni 101, 1-3

Sofferenza e gioia della donna che partorisce. 

La Chiesa partorisce ora gemendo, un giorno partorirà esultando: ora partorisce pregando, un giorno lodando Dio.

Queste parole del Signore: Ancora un poco e non mi vedrete più, e un altro poco e mi vedrete, perché vado al Padre (Gv 16, 16), prima che si realizzassero erano talmente oscure per i discepoli, che dalle domande che si facevano a vicenda, dimostravano chiaramente di non averne capito il senso. Il Vangelo infatti prosegue dicendo: Allora, alcuni dei suoi discepoli dissero fra loro: Che è questo che ci dice: Ancora un poco e non mi vedrete più, e un altro poco e mi rivedrete, e vado al Padre? Dicevano perciò: Che cosa è questo poco di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire (Gv 16, 17-18). Il motivo che li teneva sospesi erano appunto queste parole: Ancora un poco e non mi vedrete, e un altro poco e mi rivedrete. Siccome precedentemente non aveva detto: un poco, ma aveva detto: Vado al Padre e non mi vedrete più (Gv 16, 10), sembrò che parlasse loro apertamente, e in proposito non si eran fatta tra loro alcuna domanda. Ciò che ai discepoli era sembrato tanto oscuro e subito diventò chiaro, è chiaro ormai anche per noi: poco dopo infatti ci fu la sua passione ed essi non lo videro più; ma poi, dopo un altro breve intervallo di tempo, egli risuscitò, e lo videro di nuovo. Il senso della frase: Ormai non mi vedrete, in cui usando l’avverbio ormai vuol far capire che non lo vedranno più, lo abbiamo già spiegato, quando abbiamo sentito il Signore che diceva dello Spirito Santo: redarguirà il mondo quanto a giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più: cioè i discepoli non avrebbero più visto il Cristo nella sua condizione mortale.

Gesù, conoscendo che volevano interrogarlo – prosegue l’evangelista – disse loro: Vi chiedete l’un l’altro che significa ciò che ho detto: Ancora un poco e non mi vedrete, e un altro poco e mi rivedrete. In verità, in verità vi dico: voi piangerete e farete cordoglio, ma il mondo si rallegrerà; voi vi rattristerete, ma la vostra tristezza si muterà in gioia (Gv 16, 19-20). Questo può prendersi nel senso che i discepoli si sono rattristati per la morte del Signore, e immediatamente si sono rallegrati per la sua risurrezione; il mondo, invece, con cui sono indicati i nemici che misero a morte Cristo, hanno esultato per la morte di Cristo, proprio quando i discepoli erano nella tristezza. Per mondo si può anche intendere la malvagità di questo mondo, cioè degli amici di questo mondo, secondo quanto l’apostolo Giacomo dice nella sua lettera: Chi vuole essere amico del mondo, si costituisce nemico di Dio (Gc 4, 4). E’ questa inimicizia contro Dio che non risparmiò neppure il di lui Unigenito.

Il Signore continua: Quando la donna partorisce è triste perché è giunta la sua ora, ma quando ha partorito il bambino, dimentica l’ambascia per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Anche voi adesso siete tristi, ma io vi rivedrò e il vostro cuore gioirà, e la vostra gioia nessuno ve la potrà rapire (Gv 16, 21-22). Non mi sembra che questa immagine sia difficile da intendere; essa è trasparente, avendo egli stesso spiegato perché l’abbia scelta. Il travaglio del parto è immagine di tristezza, il parto invece di gaudio, di solito tanto più grande quando nasce un maschio invece di una femmina. Quanto alle parole: la vostra gioia nessuno ve la potrà rapire, dato che Gesù stesso è la loro gioia, sono in perfetta armonia con ciò che dice l’Apostolo: Una volta risuscitato dai morti, Cristo non muore più, e la morte non ha più dominio sopra di lui (Rm 6, 9).

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