«Sono da tanto tempo in mezzo a voi
e non mi conoscete? – dice il Signore –.
Filippo, chi vede me vede anche il Padre mio.
Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?».
Alleluia, alleluia.
Cfr. Gv 14, 9-10
LETTURA
Testimonianza di Pietro, uomo senza istruzione.
At 4, 8-14 Lettura degli Atti degli Apostoli.
In quei giorni. Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».
Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e rendendosi conto che erano persone semplici e senza istruzione, rimanevano stupiti e li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù. Vedendo poi in piedi, vicino a loro, l’uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa replicare.
SALMO RESPONSORIALE
Sal 117 (118), 18-19. 21-23. 28-29 R/.La pietra scartata dai costruttori ora è pietra angolare.
Il Signore mi ha castigato duramente,
ma non mi ha consegnato alla morte.
Apritemi le porte della giustizia:
vi entrerò per ringraziare il Signore. R/.
Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. R/.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.
Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre. R/.
EPISTOLA
Parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito.
1 Cor 2, 12-16 Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.
Fratelli, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito. L’uomo mosso dallo Spirito, invece, giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno. Infatti chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo consigliare? Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.
CANTO AL VANGELO
(Cfr. Lc 24, 32) Alleluia, alleluia.
Signore Gesù, facci comprendere le Scritture;
arde il nostro cuore mentre ci parli.
Alleluia.
VANGELO
Lo Spirito vi insegnerà ogni cosa. Vado al Padre. Vi lascio la pace, vi do la mia pace.
Gv 14, 25-29 Lettura del Vangelo secondo Giovanni.
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, chiamati a vivere nella gioia pasquale, innalziamo a Dio le nostre preghiere, perché disponga i nostri cuori ad accogliere il dono dello Spirito.
Preghiamo dicendo: Manda il tuo Spirito, Signore!
– Per la Chiesa, perché, animata dallo Spirito Santo, cammini libera e sicura sulla strada della santità: preghiamo. R.
– Per gli operatori pastorali, perché svolgano con amore e convinzione il loro impegno a servizio della comunità, dando ferma testimonianza della fede con l’esempio della vita: preghiamo. R.
– Per noi, perché lo Spirito dell’amore ci aiuti a comprendere e diffondere la Parola di salvezza: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
SAN PIETRO CRISOLOGO
Da un «Discorso» (Disc. 53 sulla pace; PL 52, 347-348)
Beati gli operatori di pace
«Beati gli operatori di pace», dice l’evangelista, o carissimi, «perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5, 9). A ragione fioriscono le virtù cristiane in colui che è concorde con gli altri nella pace cristiana, né si giunge ad essere chiamati figli di Dio se non attraverso il nome di operatori di pace.
È la pace, carissimi, che fa uscire l’uomo dalla schiavitù e gli dà un titolo nobiliare, cambia agli occhi di Dio la condizione di una persona, facendo del servo un figlio, dello schiavo un uomo libero. La pace tra i fratelli è volontà di Dio e gioia di Cristo. È perfezione della santità, regola della giustizia, maestra di dottrina, salvaguardia dei costumi, disciplina lodevole in tutte le cose. La pace è per le preghiere un’interces sione, per le suppliche una via facile ed efficace, è l’appagamento pieno di tutti i desideri. La pace è madre dell’amore, vincolo di concordia, segno manifesto di un animo puro, che può chiedere per sé a Dio ciò che vuole. Domanda tutto ciò che vuole e ottiene tutto ciò che domanda. La pace si deve conservare per comando sovrano, perché lo stesso Cristo Signore dice: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace» (Gv 14, 27), che è come dire: Vi ho lasciato nella pace, voglio trovarvi nella pace. Partendosene volle dare quello che desiderava di ritrovare in tutti al suo ritorno.
È di Dio piantare la pace fin dalle radici; del nemico strapparla dalle radici. Infatti come l’amore fraterno è da Dio, così l’odio è dal diavolo; per questo l’odio è da condannare sotto tutte le sue forme, poiché sta scritto: «Chiunque odia il proprio fratello è un omicida» (1 Gv 3, 15). Vedete dunque, fratelli carissimi, perché si deve amare la pace ed apprezzare la concordia; sono queste infatti che generano e nutrono l’amore. Sapete poi che, secondo l’Apostolo, «l’amore è da Dio» (1 Gv 4, 7); perciò è senza Dio chi non ha l’amore.
E allora, o fratelli, osserviamo i comandamenti che ci danno la vita; la fraternità sia tenuta ben unita con i legami di una pace profonda; sia tenuta ben stretta con il vincolo salutare dell’amore che copre un gran numero di peccati. Noi dobbiamo abbracciare con tutti i nostri desideri l’amore che ha un premio speciale per ognuno dei suoi aspetti buoni. La pace si deve custodire più di tutte le altre virtù, perché Dio è sempre nella pace. Amate la pace e tutto sarà tranquillo. La vostra pace per noi sarà un premio, per voi una gioia e la Chiesa di Dio, fondata nell’unità della pace, potrà godere di una coesione perfetta in Cristo.
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