Non temere, Sion,
non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore tuo Dio in mezzo a te
è un salvatore potente,
per te esulterà di gioia.
Sof 3, 16-17a
LETTURA
Amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il tuo cuore.
Dt 6, 4-12 Lettura del libro del Deuteronomio.
In quei giorni. Mosè disse:
«Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.
Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.
Quando il Signore, tuo Dio, ti avrà fatto entrare nella terra che ai tuoi padri Abramo, Isacco e Giacobbe aveva giurato di darti, con città grandi e belle che tu non hai edificato, case piene di ogni bene che tu non hai riempito, cisterne scavate ma non da te, vigne e oliveti che tu non hai piantato, quando avrai mangiato e ti sarai saziato, guàrdati dal dimenticare il Signore, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile».
SALMO
Sal 17 (18), 2-3. 29-30. 50-51 R/. Amo il Signore e ascolto la sua parola.
Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore,
mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo. R/.
Signore, tu dai luce alla mia lampada;
il mio Dio rischiara le mie tenebre.
Con te mi getterò nella mischia,
con il mio Dio scavalcherò le mura. R/.
Per questo, Signore, ti loderò tra le genti
e canterò inni al tuo nome.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato,
a Davide e alla sua discendenza per sempre. R/.
EPISTOLA
Tutta la Legge trova la sua pienezza in un solo precetto: «Amerai il tuo prossimo come te stesso».
Gal 5, 1-14 Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati.
Fratelli, Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Ecco, io, Paolo, vi dico: se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà a nulla. E dichiaro ancora una volta a chiunque si fa circoncidere che egli è obbligato ad osservare tutta quanta la Legge. Non avete più nulla a che fare con Cristo voi che cercate la giustificazione nella Legge; siete decaduti dalla grazia. Quanto a noi, per lo Spirito, in forza della fede, attendiamo fermamente la giustizia sperata. Perché in Cristo Gesù non è la circoncisione che vale o la non circoncisione, ma la fede che si rende operosa per mezzo della carità.
Correvate così bene! Chi vi ha tagliato la strada, voi che non obbedite più alla verità? Questa persuasione non viene sicuramente da colui che vi chiama! Un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta. Io sono fiducioso per voi, nel Signore, che non penserete diversamente; ma chi vi turba subirà la condanna, chiunque egli sia. Quanto a me, fratelli, se predico ancora la circoncisione, perché sono tuttora perseguitato? Infatti, sarebbe annullato lo scandalo della croce. Farebbero meglio a farsi mutilare quelli che vi gettano nello scompiglio!
Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l’amore siate invece a servizio gli uni degli altri. Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: Amerai il tuo prossimo come te stesso.
CANTO AL VANGELO
(Cf. Gv 15, 12) Alleluia.
Questo è il mio comandamento, dice il Signore:
che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.
Alleluia.
VANGELO
Il grande comandamento.
Mt 22, 34-40 Lettura del Vangelo secondo Matteo.
In quel tempo. I farisei, avendo udito che il Signore Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, con la certezza di essere esauditi, presentiamo a Dio Padre i desideri e le speranze che portiamo nel cuore rispondendo:
Ascoltaci, Signore!
– Per la Chiesa, perché, rinnovandosi nella fede, prosegua sicura e fiduciosa il proprio cammino incontro al Signore: preghiamo. R.
– Per le famiglie, perché sappiano trasmettere alle nuove generazioni l’amore per Dio e per ogni uomo: preghiamo. R.
– Per noi, perché l’amore che Dio ha riversato nei nostri cuori, diventi principio di azione nella vita quotidiana: preghiamo. R.
Dona, o Padre, alla tua famiglia la tua benedizione santificatrice, che la preservi da ogni male e la guidi alla felicità del premio eterno sperato. Per Cristo nostro Signore.
COMMENTO AL VANGELO
GIOVANNI CRISOSTOMO
Omelia 71 sul Vangelo di Matteo (Cap. 1-2)
Sul comandamento più grande della Legge (Mt 22, 34-40)
I farisei, avendo udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme, e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Vedi ancora una volta come il fariseo sia mosso da invidia e malizia. Mentre avrebbe dovuto provar compunzione per la risposta data ai sadducei — poiché Cristo ne aveva chiuso la bocca e sbaragliato l’ignoranza —, egli invece non cede. Anzi, vedendo che i sadducei erano stati ridotti al silenzio e che Gesù ne era uscito glorificato, si accosta a lui con malizia.
E dice la Scrittura: «Uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova». Non gli fa la domanda per imparare, ma per tentarlo e tendergli una trappola. Poiché il primo comandamento era: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore», pensavano che Gesù gli avrebbe dato l’occasione di muovergli un’accusa, come se egli cercasse di correggere la Legge o di proclamare se stesso Dio supremo, ponendosi al di sopra del Padre.
Che cosa fa dunque Cristo? Per mostrare che essi giungevano a lui non con vero desiderio di istruirsi, ma spinti dall’astio e dalla cattiveria, risponde loro rivelando la pienezza dell’amore, e dimostra quanta sia la loro aridità spirituale.
Egli gli disse: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
Vedi come Gesù unisce il secondo comandamento al primo, e mostra che sono strettamente legati tra loro? «Il secondo poi è simile a quello». Perché «simile»? Perché l’uno prepara la strada all’altro, e dall’uno dipende l’altro. Infatti, colui che ama Dio non può trascurare di amare il proprio fratello; e chi non ama il fratello che vede, come potrà amare Dio che non vede?
Infine, aggiunge: «Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». Con questo Gesù dimostra di non essere affatto un sovvertitore della Legge, ma colui che la porta a compimento e ne svela il vero fondamento. Mostra così che colui che osserva l’amore ha adempiuto tutti i comandamenti. Chi infatti ama Dio e il prossimo non compie alcun male, non commette adulterio, non ruba, non uccide, non porta falsa testimonianza, ma compie ogni bene.
Dunque, con questa risposta meravigliosa, Cristo non soltanto disarma la malizia del dottore della Legge, ma gli offre anche la medicina della salvezza, indicandogli che l’origine e la cima di ogni virtù è l’amore.
Vedi