V DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE – A

Non temere, Sion,
non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore tuo Dio in mezzo a te
è un salvatore potente,
per te esulterà di gioia.
Sof 3, 16-17a

LETTURA
Amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il tuo cuore.
Dt 6, 4-12
SALMO
Sal 17 (18), 2-3. 29-30. 50-51
EPISTOLA
Tutta la Legge trova la sua pienezza in un solo precetto: «Amerai il tuo prossimo come te stesso».
Gal 5, 1-14
CANTO AL VANGELO
(Cf. Gv 15, 12)
VANGELO
Il grande comandamento.
Mt 22, 34-40
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

GIOVANNI CRISOSTOMO
Omelia 71 sul Vangelo di Matteo (Cap. 1-2)

Sul comandamento più grande della Legge (Mt 22, 34-40)

I farisei, avendo udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme, e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».

Vedi ancora una volta come il fariseo sia mosso da invidia e malizia. Mentre avrebbe dovuto provar compunzione per la risposta data ai sadducei — poiché Cristo ne aveva chiuso la bocca e sbaragliato l’ignoranza —, egli invece non cede. Anzi, vedendo che i sadducei erano stati ridotti al silenzio e che Gesù ne era uscito glorificato, si accosta a lui con malizia.

E dice la Scrittura: «Uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova». Non gli fa la domanda per imparare, ma per tentarlo e tendergli una trappola. Poiché il primo comandamento era: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore», pensavano che Gesù gli avrebbe dato l’occasione di muovergli un’accusa, come se egli cercasse di correggere la Legge o di proclamare se stesso Dio supremo, ponendosi al di sopra del Padre.

Che cosa fa dunque Cristo? Per mostrare che essi giungevano a lui non con vero desiderio di istruirsi, ma spinti dall’astio e dalla cattiveria, risponde loro rivelando la pienezza dell’amore, e dimostra quanta sia la loro aridità spirituale.

Egli gli disse: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Vedi come Gesù unisce il secondo comandamento al primo, e mostra che sono strettamente legati tra loro? «Il secondo poi è simile a quello». Perché «simile»? Perché l’uno prepara la strada all’altro, e dall’uno dipende l’altro. Infatti, colui che ama Dio non può trascurare di amare il proprio fratello; e chi non ama il fratello che vede, come potrà amare Dio che non vede?

Infine, aggiunge: «Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». Con questo Gesù dimostra di non essere affatto un sovvertitore della Legge, ma colui che la porta a compimento e ne svela il vero fondamento. Mostra così che colui che osserva l’amore ha adempiuto tutti i comandamenti. Chi infatti ama Dio e il prossimo non compie alcun male, non commette adulterio, non ruba, non uccide, non porta falsa testimonianza, ma compie ogni bene.

Dunque, con questa risposta meravigliosa, Cristo non soltanto disarma la malizia del dottore della Legge, ma gli offre anche la medicina della salvezza, indicandogli che l’origine e la cima di ogni virtù è l’amore.

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