V DOMENICA DI AVVENTO – C

Rivélati, o tu che siedi sui cherubini!
Manifesta la tua potenza e vieni, Signore, a salvarci.
Volgiti a noi, o Dio onnipotente,
guardaci dal cielo e vieni, Signore, a salvarci.
Cfr. Sal 79 (80), 2-4. 15

LETTURA
Popolo di Sion, che abiti in Gerusalemme, non si terrà più nascosto il tuo maestro.
Is 30, 18-26b

 

In quei giorni, Isaia disse: «Eppure il Signore aspetta con fiducia per farvi grazia,
per questo sorge per avere pietà di voi,
perché un Dio giusto è il Signore;
beati coloro che sperano in lui.
Popolo di Sion, che abiti a Gerusalemme,
tu non dovrai più piangere.
A un tuo grido di supplica ti farà grazia;
appena udrà, ti darà risposta.
Anche se il Signore ti darà il pane dell’afflizione
e l’acqua della tribolazione,
non si terrà più nascosto il tuo maestro;
i tuoi occhi vedranno il tuo maestro,
i tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te:
«Questa è la strada, percorretela»,
caso mai andiate a destra o a sinistra.
Considererai cose immonde le tue immagini ricoperte d’argento;
i tuoi idoli rivestiti d’oro getterai via come un oggetto immondo.
«Fuori!», tu dirai loro.
Allora egli concederà la pioggia per il seme
che avrai seminato nel terreno,
e anche il pane, prodotto della terra, sarà abbondante e sostanzioso;
in quel giorno il tuo bestiame pascolerà su un vasto prato.
I buoi e gli asini che lavorano la terra
mangeranno biada saporita,
ventilata con la pala e con il vaglio.
Su ogni monte e su ogni colle elevato
scorreranno canali e torrenti d’acqua
nel giorno della grande strage,
quando cadranno le torri.
La luce della luna sarà come la luce del sole
e la luce del sole sarà sette volte di più,
come la luce di sette giorni,
quando il Signore curerà la piaga del suo popolo».

SALMO
Sal 145 (146), 6c-10

 

Il Signore rimane fedele per sempre,
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. R/.
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. R/.
Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R/.

EPISTOLA
Noi non annunciamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore.
2 Cor 4, 1-6

 

Fratelli, avendo questo ministero, secondo la misericordia che ci è stata accordata, non ci perdiamo d’animo. Al contrario, abbiamo rifiutato le dissimulazioni vergognose, senza comportarci con astuzia né falsificando la parola di Dio, ma annunciando apertamente la verità e presentandoci davanti a ogni coscienza umana, al cospetto di Dio.
E se il nostro Vangelo rimane velato, lo è in coloro che si perdono: in loro, increduli, il dio di questo mondo ha accecato la mente, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo, che è immagine di Dio. Noi infatti non annunciamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore: quanto a noi, siamo i vostri servitori a causa di Gesù. E Dio, che disse: «Rifulga la luce dalle tenebre», rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo.

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Lc 3, 4b)

VANGELO
Chi possiede la sposa è lo Sposo; ma l’amico dello Sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello Sposo.
Gv 3, 23-32a

 

In quel tempo. Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione.
Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire».
Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito.

PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

 

R. Vieni, Signore Gesù!

 

- Per la Chiesa, che attende fiduciosa il ritorno del suo Sposo, perché prosegua con cuore rinnovato il cammino indicato da Gesù, fonte di gioia e di libertà: preghiamo. R.
- Per le famiglie, perché, attraverso una testimonianza sincera e operosa della propria fede, sappiano preparare la via del Signore: preghiamo. R.
- Per noi, che esultiamo per la venuta di Cristo, perché, nell’ascolto della Parola, sappiamo trovare la ragione profonda della nostra gioia: preghiamo. R.

COMMENTO AL VANGELO

S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di Giovanni 14, 5-6

Che significa dunque Lui deve crescere, io diminuire? C’è qui un grande mistero. La vostra Carità cerchi di comprendere. Prima della venuta del Signore Gesù, l’uomo riponeva in se stesso la sua gloria. É venuto questo uomo per abbassare la gloria dell’uomo, e far crescere la gloria di Dio. Egli infatti è venuto senza peccato e ha trovato tutti col peccato. Ora, se egli è venuto per rimettere i peccati, Dio sarà generoso, ma l’uomo dovrà confessare i suoi peccati. Nella confessione l’uomo esprime la sua umiltà, nella misericordia Dio manifesta la sua grandezza. Se dunque egli è venuto per rimettere i peccati dell’uomo, riconosca, l’uomo, la sua umile condizione, affinché Dio faccia risplendere la sua misericordia. Egli deve crescere, io diminuire. Cioè, egli deve dare, io ricevere; egli deve essere glorificato, io devo confessarlo. Riconosca l’uomo la sua posizione, la confessi a Dio, e ascolti l’Apostolo che dice all’uomo superbo e pieno di sé, che cerca di mettersi al di sopra degli altri: Che cosa hai tu che non l’abbia ricevuto? e se appunto l’hai ricevuto, perché te ne glori, come se non l’avessi ricevuto (1 Cor 4, 7)? Riconosca dunque l’uomo, che voleva attribuire a sé ciò che non era suo, riconosca che quanto ha lo ha ricevuto, e si umili; è bene per lui che in lui Dio sia glorificato. Diminuisca in se stesso, per poter crescere in Dio. Anche nella loro rispettiva passione, Cristo e Giovanni hanno confermato questa testimonianza e questa verità: Giovanni infatti fu decapitato, mentre Cristo fu innalzato sulla croce; sicché anche lì apparve la verità delle parole: Lui deve crescere, io diminuire. Inoltre, Cristo nacque quando i giorni cominciano a crescere, Giovanni nacque quando i giorni cominciano a decrescere. La natura stessa e le rispettive “passioni” confermano le parole di Giovanni: Lui deve crescere, io diminuire. Cresca dunque in noi la gloria di Dio, e diminuisca la nostra gloria, così che anch’essa cresca in Dio. É quanto afferma l’Apostolo, è quanto afferma la Sacra Scrittura: Chi si gloria, si glori nel Signore (1 Cor 1, 31; Ier 9, 23-24). Vuoi gloriarti in te stesso? Vuoi crescere, ma cresci male, a tuo danno. Ora, crescere male è un menomarsi. Sia dunque Dio a crescere in te, Dio che è sempre perfetto. Quanto più conosci Dio, e quanto più lo accogli in te, tanto più apparirà che Dio cresce in te; in sé però non diminuisce, essendo sempre perfetto. Ieri lo conoscevi un poco, oggi lo conosci un poco di più, domani lo conoscerai ancora meglio: è la luce stessa di Dio che cresce in te, così che in qualche modo Dio cresce in te, lui che rimane sempre perfetto. É come se uno, avendo iniziata la cura per guarire gli occhi da una vecchia cecità, cominciasse a vedere un pochino di luce, e il giorno appresso un po’ di più, e il terzo giorno un po’ di più ancora: egli avrà l’impressione che la luce cresca, mentre la luce è perfetta, sia che egli veda, sia che non veda. Così è dell’uomo interiore, il quale progredisce in Dio, e gli sembra che Dio cresca in lui; in verità egli diminuisce, decadendo dalla sua gloria per elevarsi alla gloria di Dio.

 

Ciò che abbiamo udito appare ormai in maniera chiara e precisa. Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti. Ecco cosa dice Giovanni di Cristo. E di sé che cosa dice? Chi è dalla terra è terrestre, e terrestre è il suo linguaggio. Chi viene dal cielo, è al di sopra di tutti (Gv 3, 31): questi è Cristo. Chi – invece – viene dalla terra è terrestre, e terrestre è il suo linguaggio: questi è Giovanni. Ma è tutto qui: Giovanni è dalla terra e terrestre è il suo linguaggio? Tutta la testimonianza che egli rende al Cristo è un linguaggio terrestre? Giovanni non ha udito, forse, voci divine, quando rese testimonianza a Cristo? come può dunque essere terrestre il suo linguaggio? É che Giovanni parla di sé in quanto uomo. L’uomo, in quanto tale, è dalla terra e terrestre è il suo linguaggio; e se poi dice qualcosa di divino, vuol dire che è stato illuminato da Dio. Se non fosse stato illuminato, in quanto terrestre parlerebbe un linguaggio solo terrestre. Una cosa, dunque, è la grazia di Dio, un’altra cosa la natura dell’uomo. Esamina la natura dell’uomo: nasce, cresce e impara a comportarsi da uomo. Che cosa può apprendere dalla terra se non ciò che è terrestre? Umano è il suo linguaggio, umana la sua conoscenza, umana la sua sapienza; carnale com’è, giudica secondo la carne, pensa secondo la carne: ecco tutto l’uomo. Viene la grazia di Dio e rischiara le sue tenebre, come dice il salmo: Tu, o Signore, farai risplendere la mia lucerna; mio Dio, rischiara le mie tenebre (Sal 17, 29). Assume, la grazia, questa mente umana e la converte nella sua luce; uno, allora, comincia a dire ciò che dice l’Apostolo: Non io però, bensì la grazia di Dio con me (1 Cor 15, 10); e: ormai non vivo più io, ma è Cristo che vive in me (Gal 2, 20). Che è quanto dire: Lui deve crescere, io diminuire. Giovanni quindi, per quel che è proprio di Giovanni, viene dalla terra e terrestre è il suo linguaggio. Se qualcosa di divino hai ascoltato da Giovanni, proviene da chi illumina, non da chi riceve luce.

Vedi

Download diretto

FileDimensione del file
pdf A_V_AVVENTO_C_2021118 KB
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online