Rivélati, o tu che siedi sui cherubini!
Manifesta la tua potenza e vieni, Signore, a salvarci.
Volgiti a noi, o Dio onnipotente,
guardaci dal cielo e vieni, Signore, a salvarci.
Cfr. Sal 79 (80), 2-4. 15
LETTURA
Popolo di Sion, che abiti in Gerusalemme, non si terrà più nascosto il tuo maestro.
Is 30, 18-26b Lettura del profeta Isaia.
In quei giorni, Isaia disse: «Eppure il Signore aspetta con fiducia per farvi grazia,
per questo sorge per avere pietà di voi, perché un Dio giusto è il Signore;
beati coloro che sperano in lui.
Popolo di Sion, che abiti a Gerusalemme, tu non dovrai più piangere.
A un tuo grido di supplica ti farà grazia; appena udrà, ti darà risposta.
Anche se il Signore ti darà il pane dell’afflizione e l’acqua della tribolazione,
non si terrà più nascosto il tuo maestro; i tuoi occhi vedranno il tuo maestro,
i tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te:
«Questa è la strada, percorretela», caso mai andiate a destra o a sinistra.
Considererai cose immonde le tue immagini ricoperte d’argento; i tuoi idoli rivestiti d’oro getterai via come un oggetto immondo.
«Fuori!», tu dirai loro.
Allora egli concederà la pioggia per il seme che avrai seminato nel terreno,
e anche il pane, prodotto della terra, sarà abbondante e sostanzioso; in quel giorno il tuo bestiame pascolerà su un vasto prato.
I buoi e gli asini che lavorano la terra mangeranno biada saporita, ventilata con la pala e con il vaglio.
Su ogni monte e su ogni colle elevato scorreranno canali e torrenti d’acqua nel giorno della grande strage, quando cadranno le torri.
La luce della luna sarà come la luce del sole e la luce del sole sarà sette volte di più, come la luce di sette giorni,
quando il Signore curerà la piaga del suo popolo».
SALMO RESPONSORIALE
Sal 145 (146), 6c-10 R/. Vieni, Signore, a salvarci.
Il Signore rimane fedele per sempre,
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. R/.
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. R/.
Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R/.
EPISTOLA
Noi non annunciamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore.
2 Cor 4, 1-6 Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.
Fratelli, avendo questo ministero, secondo la misericordia che ci è stata accordata, non ci perdiamo d’animo. Al contrario, abbiamo rifiutato le dissimulazioni vergognose, senza comportarci con astuzia né falsificando la parola di Dio, ma annunciando apertamente la verità e presentandoci davanti a ogni coscienza umana, al cospetto di Dio.
E se il nostro Vangelo rimane velato, lo è in coloro che si perdono: in loro, increduli, il dio di questo mondo ha accecato la mente, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo, che è immagine di Dio. Noi infatti non annunciamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore: quanto a noi, siamo i vostri servitori a causa di Gesù. E Dio, che disse:
«Rifulga la luce dalle tenebre», rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo.
CANTO AL VANGELO
Leggi Alleluia.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna al figlio di Davide!
Alleluia.
VANGELO
Chi possiede la sposa è lo Sposo; ma l’amico dello Sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello Sposo.
Gv 3, 23-32a Lettura del Vangelo secondo Giovanni.
In quel tempo. Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione.
Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero:
«Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire».
Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito.
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, il Signore è vicino: con fe-de, affrettiamo il passo nella speranza e innalziamo le nostre preghiere, perché ci doni di accoglierlo nella verità e nella pace.
Vieni, Signore Gesù!
– Per la Chiesa, che attende fiduciosa il ritorno del suo Sposo, perché prosegua con cuore rinnovato il cammino indicato da Gesù, fonte di gioia e di libertà: preghiamo. R.
– Per le famiglie, perché, attraverso una testimonianza sincera e operosa della propria fede, sappiano preparare la via del Signore: preghiamo. R.
– Per noi, che esultiamo per la venuta di Cristo, perché, nell’ascolto della Parola, sappiamo trovare la ragione profonda della nostra gioia: preghiamo. R.
Sii vicino, o Dio onnipotente, a chi ti aspetta con cuore sincero; a chi si sente tanto fragile e povero dona la forza e la ricchezza della tua carità inesauribile. Per Cristo nostro Signore.
COMMENTO AL VANGELO
S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di Giovanni 13,10
Ascoltiamo l’amico dello sposo, non gli adulteri.
Ascoltate ora una testimonianza molto più ardente e molto più esplicita. Notate ciò che si riferisce a noi; badate ciò che dobbiamo amare; rendetevi conto che amare un uomo al posto di Cristo, è un adulterio. Perché dico questo? Poniamo attenzione alla voce di Giovanni: non era difficile ingannarsi nei suoi confronti, poteva egli stesso considerarsi ciò che non era. Ebbene, rifiutò l’onore che non gli spettava, e si tenne saldamente attaccato alla verità. Considerate che cosa dice di Cristo, e cosa di se stesso: É lo sposo che ha la sposa. Siate casti, amate lo sposo. E tu chi sei, tu che ci dici: É lo sposo che ha la sposa? L’amico dello sposo, che gli sta accanto e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo (Gv 3, 29). Mi aiuti il Signore Dio nostro ad esprimere la pena che stringe il mio cuore, che geme intensamente; e, insieme, vi scongiuro per lo stesso Cristo: cercate di comprendere da voi ciò che io non sarò capace di dirvi. So, infatti, che non riuscirò ad esprimere in maniera adeguata il mio dolore. Vedo molti adulteri, che vogliono possedere la sposa acquistata a sì caro prezzo, la sposa che è stata amata perché diventasse bella da contaminata che era, essendo il Signore colui che l’ha comprata, colui che l’ha liberata, colui che l’ha fatta bella. E quelli cercano con delle parole di farsi amare al posto dello sposo. Dello sposo è stato detto: É lui quello che battezza (Gv 1, 33). Chi pertanto oserà presentarsi per dirci: Sono io che battezzo? Chi oserà presentarsi per dirci: É santo solo ciò che io avrò dato? Chi oserà farsi avanti a dire: É bene per te nascere da me? Ascoltiamo l’amico dello sposo, non gli adulteri; ascoltiamo uno che è geloso, ma non per sé.
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