Rivélati, o tu che siedi sui cherubini!
Manifesta la tua potenza e vieni, Signore, a salvarci.
Volgiti a noi, o Dio onnipotente,
guardaci dal cielo e vieni, Signore, a salvarci.
Cfr. Sal 79 (80), 2-4. 15
E tu, Betlemme di Èfrata! Manderò un mio messaggero a preparare la via.
Mi 5, 1; Ml 3, 1-5a. 6-7b SALMO RESPONSORIALE
Sal 145 (146), 6c-10 EPISTOLA
La Legge è stata per noi un pedagogo, che ci ha condotti a Cristo.
Gal 3, 23-28 CANTO AL VANGELO
(Cfr. Lc 3, 4b) VANGELO
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.
Gv 1, 6-8. 15-18 PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO
S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di San Giovanni 3, 8-9
E dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto. Che cosa avete ricevuto? Grazia su grazia (Gv 1, 16). Così dice il testo del Vangelo confrontato con l’originale greco. Non dice: Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia da grazia, ma: Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto, e grazia su grazia; cioè abbiamo ricevuto dalla sua pienezza (non so bene che cosa ha voluto che intendessimo con questo ricevere dalla sua pienezza), e in più abbiamo ricevuto grazia su grazia. Abbiamo ricevuto dalla sua pienezza una prima grazia, e poi ancora un’altra grazia: grazia su grazia. Qual è la prima grazia che abbiamo ricevuto? E’ la fede: camminando nella fede, camminiamo nella grazia. Ma come, e con quali nostri precedenti meriti abbiamo meritato questa grazia? Nessuno si vanti, ciascuno rientri in se stesso, scenda nel più profondo del suo cuore. Riesamini le sue azioni, non si soffermi su ciò che è, ammesso che ora sia qualche cosa, ma su ciò che è stato, prima di essere qualche cosa. Si troverà meritevole soltanto di condanna. Se, dunque, tu eri meritevole di condanna, e Cristo è venuto non per punire i peccati ma per perdonarli, ti è stata accordata una grazia, non ti è stata resa una mercede. Perché si chiama grazia? Perché viene data gratuitamente. Perché ciò che hai ricevuto, non l’hai acquistato con i tuoi meriti precedenti. Questa è la prima grazia che il peccatore riceve: la remissione dei peccati. Che cosa meritava? Se interroga la giustizia, trova il castigo; interroghi la misericordia, troverà la grazia. Dio questo l’aveva già promesso per mezzo dei profeti; così che quando è venuto per dare ciò che aveva promesso, non ci ha dato soltanto la grazia, ma ha dimostrato altresì la sua fedeltà. Perché ha dimostrato la sua fedeltà? Perché ha mantenuto la sua promessa.
Che vuol dire dunque: grazia su grazia? É mediante la fede che noi ci guadagniamo il favore di Dio; e siccome non meritavamo il perdono dei peccati, e ciononostante, benché immeritevoli, abbiamo ricevuto un tale dono, ecco la grazia. Che cosa è infatti la grazia? Un dono gratuito. Qualcosa che viene regalato, non qualcosa che è dovuto. Se essa ti fosse stata dovuta, il dartela sarebbe significato pagarti un debito, non farti una grazia. Se, poi, ti fosse stata veramente dovuta, tu saresti stato buono; se invece, come è vero, eri cattivo, vuol dire allora che hai creduto in colui che giustifica l’empio (cf. Rm 4, 5). Che significa, infatti, che Dio giustifica l’empio, se non che fa diventare pio l’empio? Pensa quale condanna pesava su di te per via della legge, e che cosa hai ottenuto per via della grazia. Una volta ottenuta, poi, la grazia della fede, diventi giusto in virtù della fede. Infatti il giusto vive di fede (Rm 1, 17; cf. Hab 2, 4); e vivendo di fede, ti guadagni il favore di Dio; una volta che ti sei guadagnato il favore di Dio, vivendo di fede, riceverai in premio l’immortalità, la vita eterna. E anche questa è grazia. Per quale merito, infatti, ricevi la vita eterna? Per grazia. Poiché se la fede è grazia, e la vita eterna è la ricompensa della fede, può sembrare che Dio ci dia la vita eterna come qualcosa che ci è dovuto (dovuto, cioè, al fedele che l’ha meritata mediante la fede); siccome però la fede è una grazia, anche la vita eterna è una grazia legata ad un’altra grazia: grazia su grazia.
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