Volgiti a me, Signore, e abbi misericordia
perché io sono solo e infelice.
Vedi la mia miseria e la mia pena,
perdona tutti i miei peccati.
Sal 24 (25), 16. 18
LETTURA
L’attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore.
Os 1, 9a; 2, 7a.b-10. 16-18. 21-22 Lettura del profeta Osea.
Il Signore disse a Osea:
«La loro madre, ha detto: “Seguirò i miei amanti,
che mi danno il mio pane e la mia acqua,
la mia lana, il mio lino,
il mio olio e le mie bevande”.
Perciò ecco, ti chiuderò la strada con spine,
la sbarrerò con barriere
e non ritroverà i suoi sentieri.
Inseguirà i suoi amanti,
ma non li raggiungerà,
li cercherà senza trovarli.
Allora dirà: “Ritornerò al mio marito di prima,
perché stavo meglio di adesso”.
Non capì che io le davo
grano, vino nuovo e olio,
e la coprivo d’argento e d’oro,
che hanno usato per Baal.
Perciò, ecco, io la sedurrò,
la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore.
Le renderò le sue vigne
e trasformerò la valle di Acor
in porta di speranza.
Là mi risponderà
come nei giorni della sua giovinezza,
come quando uscì dal paese d’Egitto.
E avverrà, in quel giorno
– oracolo del Signore –
mi chiamerai: “Marito mio”,
e non mi chiamerai più: “Baal, mio padrone”.
Ti farò mia sposa per sempre,
ti farò mia sposa
nella giustizia e nel diritto,
nell’amore e nella benevolenza,
ti farò mia sposa nella fedeltà
e tu conoscerai il Signore».
SALMO RESPONSORIALE
Sal 102 (103), 1-4. 8. 10 R/. Il Signore è buono e grande nell’amore.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici. R/.
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia. R/.
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe. R/.
EPISTOLA
Non c’è più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo.
Rm 8, 1-4 Lettera di san Paolo apostolo ai Romani.
Fratelli, non c’è nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù. Perché la legge dello Spirito, che dà vita in Cristo Gesù, ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte. Infatti ciò che era impossibile alla Legge, resa impotente a causa della carne, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne, perché la giustizia della Legge fosse compiuta in noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito.
CANTO AL VANGELO
(Pr 3, 12) Alleluia.
Il Signore corregge chi ama,
come un padre il figlio prediletto.
Alleluia.
VANGELO
Il figlio perduto e ritrovato.
Lc 15, 11-32 Lettura del Vangelo secondo Luca.
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”.
Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo.
Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, al Dio «buono e grande nell’amore», che dona salvezza e perdono a quanti confidano in lui, rivolgiamo con speranza le nostre implorazioni rispondendo:
Donaci, Signore, il tuo perdono!
– Per la Chiesa: perché, nella riconciliazione e nel perdono fraterno, sappia mostrare il fondamento dell’amore vero, che supera ogni divisione: preghiamo. R.
– Per i responsabili delle nazioni, perché impegnino ogni mezzo nella ricerca della pace, della giustizia e della verità: preghiamo. R.
– Per tutti noi, perché, nell’accoglienza reciproca e nella solidarietà, sappiamo essere testimoni del Vangelo in ogni ambiente di vita: preghiamo. R.
Sciogli benevolmente, o Padre, i vincoli della colpa e concedi il tuo perdono; così potremo consacrarci al tuo servizio con cuore libero e puro. Per Cristo nostro Signore. Amen
COMMENTO AL VANGELO
ISACCO DI NINIVE
Prima collezione 50
Annuncia la bontà di Dio!
Non odiare il peccatore: noi tutti siamo debitori. Se tu ti agiti perché ti sta a cuore Dio, piangi su di lui! Perché lo odi? Odia i suoi peccati e prega per lui, per essere simile a Cristo, che non si adirava con i peccatori, ma pregava per loro. Non hai visto come piangeva su Gerusalemme (cf. Mt 23,37-39)? Molte volte, infatti, noi siamo ingannati da Satana. Perché dunque noi odiamo colui che, come noi, è stato ingannato dallo stesso che inganna anche noi? Perché odi il peccatore, o uomo? Forse perché non è giusto come te?
Ma tu come puoi essere giusto, se non hai amore? Se invece tu hai amore, come mai non piangi su di lui, ma anzi lo perseguiti? È per ignoranza che alcuni, [pure] ritenuti capaci di discernimento, si agitano contro coloro che commettono peccati!
Sii un annunciatore della bontà di Dio! Egli, infatti, provvede a te, mentre tu non ne sei degno; e mentre tu sei debitore di molte cose, non sembra che egli ti chieda [qualcosa]; e per le piccole cose nelle quali tu mostri [buona] volontà, egli ti ripaga con grandi cose.
Non chiamare Dio “giusto”! Infatti in quel che riguarda te non si è fatta conoscere la sua giustizia. Anche se David lo chiama giusto e retto, tuttavia suo Figlio ci ha mostrato che egli è buono e dolce. Dice infatti: “Egli è dolce con i cattivi e con coloro che rinnegano” (cf. Lc 6,35).
Come puoi chiamare Dio “giusto”, quando ti imbatti nel capitolo sul salario degli operai? [Il padrone della vigna dice infatti]: Amico mio, io non ti faccio torto, ma voglio dare a quest’ultimo come a te; oppure il tuo occhio è cattivo perché io sono buono? (Mt 20,13-15).
Come può uno dire Dio “giusto”, quando si imbatte nel racconto del figlio prodigo?
Avendo questi sperperato tutti i suoi beni nella dissolutezza, davanti alla sola compunzione che mostrò, [il padre] corse, gli cadde al collo e lo reintegrò in tutti i suoi beni (cf. Lc 15,11-24).
Non è un altro che ci ha parlato di lui, perché noi dubitiamo della sua bontà: è il Figlio stesso che ha testimoniato a proposito di [Dio] queste cose. Dov’è la giustizia in Dio, se mentre eravamo peccatori Cristo è morto per noi (Rm 5,8)? Se dunque egli è compassionevole quaggiù, noi crediamo che non muterà. Non sia mai che noi pensiamo questa empietà: che c’è un tempo in cui Dio non sia compassionevole.
Vedi