ULTIMA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA – A

Volgiti a me, Signore, e abbi misericordia
perché io sono solo e infelice.
Vedi la mia miseria e la mia pena,
perdona tutti i miei peccati.
Sal 24 (25), 16. 18

LETTURA
L’attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore.
Os 1, 9a; 2, 7a.b-10. 16-18. 21-22
SALMO RESPONSORIALE
Sal 102 (103), 1-4. 8. 10
EPISTOLA
Non c’è più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo.
Rm 8, 1-4
CANTO AL VANGELO
(Pr 3, 12)
VANGELO
Il figlio perduto e ritrovato.
Lc 15, 11-32
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

ISACCO DI NINIVE
Prima collezione 50

Annuncia la bontà di Dio!

Non odiare il peccatore: noi tutti siamo debitori. Se tu ti agiti perché ti sta a cuore Dio, piangi su di lui! Perché lo odi? Odia i suoi peccati e prega per lui, per essere simile a Cristo, che non si adirava con i peccatori, ma pregava per loro. Non hai visto come piangeva su Gerusalemme (cf. Mt 23,37-39)? Molte volte, infatti, noi siamo ingannati da Satana. Perché dunque noi odiamo colui che, come noi, è stato ingannato dallo stesso che inganna anche noi? Perché odi il peccatore, o uomo? Forse perché non è giusto come te?

Ma tu come puoi essere giusto, se non hai amore? Se invece tu hai amore, come mai non piangi su di lui, ma anzi lo perseguiti? È per ignoranza che alcuni, [pure] ritenuti capaci di discernimento, si agitano contro coloro che commettono peccati!

Sii un annunciatore della bontà di Dio! Egli, infatti, provvede a te, mentre tu non ne sei degno; e mentre tu sei debitore di molte cose, non sembra che egli ti chieda [qualcosa]; e per le piccole cose nelle quali tu mostri [buona] volontà, egli ti ripaga con grandi cose.

Non chiamare Dio “giusto”! Infatti in quel che riguarda te non si è fatta conoscere la sua giustizia. Anche se David lo chiama giusto e retto, tuttavia suo Figlio ci ha mostrato che egli è buono e dolce. Dice infatti: “Egli è dolce con i cattivi e con coloro che rinnegano” (cf. Lc 6,35).

Come puoi chiamare Dio “giusto”, quando ti imbatti nel capitolo sul salario degli operai? [Il padrone della vigna dice infatti]: Amico mio, io non ti faccio torto, ma voglio dare a quest’ultimo come a te; oppure il tuo occhio è cattivo perché io sono buono? (Mt 20,13-15).

Come può uno dire Dio “giusto”, quando si imbatte nel racconto del figlio prodigo?

Avendo questi sperperato tutti i suoi beni nella dissolutezza, davanti alla sola compunzione che mostrò, [il padre] corse, gli cadde al collo e lo reintegrò in tutti i suoi beni (cf. Lc 15,11-24).

Non è un altro che ci ha parlato di lui, perché noi dubitiamo della sua bontà: è il Figlio stesso che ha testimoniato a proposito di [Dio] queste cose. Dov’è la giustizia in Dio, se mentre eravamo peccatori Cristo è morto per noi (Rm 5,8)? Se dunque egli è compassionevole quaggiù, noi crediamo che non muterà. Non sia mai che noi pensiamo questa empietà: che c’è un tempo in cui Dio non sia compassionevole.

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