Benedetta la santa e indivisibile Trinità
che crea l’universo e lo governa
e vive gloriosa nei secoli infiniti.
LETTURA
I tre angeli a Mamre
Gn 18, 1-10a Lettura del libro della Genesi.
In quei giorni. Il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po’ d’acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa’ pure come hai detto».
Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre sea di fior di farina, impastala e fanne focacce». All’armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro. Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero, quelli mangiarono.
Poi gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda». Riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio».
SALMO RESPONSORIALE
Sal 104 (105), 4-9. 43-45 R/. Il Signore è fedele alla sua parola.
Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto.
Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e giudizi della sua bocca,
voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto. R/.
È lui il Signore, nostro Dio:
su tutta la terra i suoi giudizi.
Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco. R/.
Ha fatto uscire il suo popolo con esultanza,
i suoi eletti con canti di gioia.
Ha dato loro le terre delle nazioni
e hanno ereditato il frutto della fatica dei popoli,
perché osservassero i suoi decreti
e custodissero le sue leggi. R/.
EPISTOLA
Nessuno può dire «Gesù è Signore!» se non sotto l’azione dello Spirito Santo.
1 Cor 12, 2-6 Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.
Fratelli, voi sapete che, quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare senza alcun controllo verso gli idoli muti. Perciò io vi dichiaro: nessuno che parli sotto l’azione dello Spirito di Dio può dire: «Gesù è anàtema!»; e nessuno può dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito Santo.
Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.
CANTO AL VANGELO
(Cfr. Ap 1, 8) Alleluia.
Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo;
a Dio che è, che era e che viene.
Alleluia.
VANGELO
Nel mio nome il Padre manderà lo Spirito Santo.
Gv 14, 21-26 Lettura del Vangelo secondo Giovanni.
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Ad ogni invocazione rispondiamo:
Ascoltaci, Signore, nostro Dio.
– Noi abbiamo esperienza di un vivere che è essenzialmente fatto di relazioni: ti rendiamo grazie, o Dio, per esserti rivelato a noi come una compagnia: preghiamo. R.
– In te vediamo come sia l’amore a fare unità: fa’ che la fede nella Trinità ci aiuti a dominare ogni istinto di opposizione e di separazione: preghiamo. R.
– Tu ci riveli che ogni cuore d’uomo è chiamato a essere la tua casa: rendici attenti, o Dio, al mistero e al valore di ogni persona: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di Giovanni 76,1-2
L’inabitazione della Trinità.
Dio Trinità, Padre e Figlio e Spirito Santo, vengono a noi quando noi andiamo a loro: vengono a noi soccorrendoci, andiamo a loro facendo la loro volontà; vengono a noi illuminandoci, andiamo a loro contemplandoli; vengono a noi riempiendoci, andiamo a loro accogliendoli.
- Quando leggiamo o ascoltiamo il santo Vangelo, attraverso le domande dei discepoli, e insieme con loro, impariamo anche noi ciò che il Maestro risponde. Ora, dopo che il Signore aveva detto: Ancora un po’ e il mondo non mi vedrà più; voi, invece, mi vedrete (Gv 14, 19), Giuda, non il traditore che era soprannominato Iscariota, ma l’autore di un’epistola che fa parte della sacra Scrittura, gli chiese: Signore, com’è che ti manifesterai a noi e non al mondo? (Gv 14 22). Uniamoci ad essi come discepoli che interrogano, e ascoltiamo anche noi, insieme con loro, il comune maestro. Giuda, il discepolo santo, non il traditore né il persecutore, ma quello che seguiva il Signore, chiede il motivo per cui Gesù si manifesterà ai suoi e non al mondo; il motivo per cui il mondo tra poco non lo vedrà più, mentre essi lo vedranno.
- Gesù gli risponde: Se uno mi ama osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole (lo 14 23-24). Ecco spiegato il motivo per cui egli si manifesterà ai suoi e non agli altri, che egli chiama con il nome di mondo; e il motivo è che gli uni lo amano e gli altri no. É lo stesso motivo che viene espresso in un venerabile salmo: Giudicami, o Dio, e separa la mia causa dalla gente perversa (Sal 42, 1). Quelli che lo amano vengono eletti perché lo amano; quelli invece che non lo amano, anche se parlassero le lingue degli uomini e degli angeli, sono come un bronzo rimbombante o un cembalo squillante; e se avessero la profezia e conoscessero tutti i misteri e tutta la scienza, e se avessero anche tutta la fede sì da trasportare le montagne, non sono niente; e se sbocconcellassero tutte le loro sostanze e dessero il loro corpo alle fiamme, nulla gioverebbe loro (cf. 1 Cor 13, 1-3). É l’amore che distingue i santi dal mondo, e unanimi li fa abitare in quella casa (cf. Sal 67, 7) dove fissano la loro dimora il Padre e il Figlio, che effondono il loro amore su coloro ai quali alla fine si manifesteranno. É su questa manifestazione che il discepolo interrogò il Maestro, in modo che, non solo quanti allora ascoltavano le parole del Signore dalla sua viva voce, ma anche noi, per mezzo del suo Vangelo, potessimo avere la risposta. La domanda verteva sulla manifestazione, e la risposta è sull’amore e sulla dimora che il Signore intende stabilire in noi. Esiste dunque una manifestazione interiore di Dio, assolutamente sconosciuta agli empi, ai quali né il Padre né lo Spirito Santo si manifesteranno mai. Quanto al Figlio, è vero che c’è stata una sua manifestazione, ma solo nella carne; manifestazione diversa da quella interiore, e comunque non duratura ma limitata nel tempo, piuttosto apportatrice di giudizio che di gaudio, piuttosto di tormento che di premio.
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