SANTISSIMA TRINITÀ – A

Benedetta la santa e indivisibile Trinità
che crea l’universo e lo governa
e vive gloriosa nei secoli infiniti.

LETTURA
La rivelazione a Mosè del Nome divino.
Es 3, 1-15
SALMO RESPONSORIALE
Sal 67 (68), 8-9- 20-21. 32-33. 35
EPISTOLA
Nello Spirito possiamo gridare a Dio: Abbà!
Rm 8, 14-17
CANTO AL VANGELO
(Cf. Ap 1, 8)
VANGELO
Il Padre rivelato dal Figlio e dallo Spirito.
Gv 16, 12-15
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di San Giovanni 98,8

Dunque l’affermazione del Signore: Ho ancora molte cose da dirvi, ma adesso non siete in condizione di portarle (Gv 16, 12), significa che essi avrebbero dovuto apprendere altre cose che ancora non conoscevano, e non eliminare quelle che già avevano appreso. Il Signore, come già ho spiegato nel discorso precedente, si esprime in questo modo perché se avesse voluto rivelare ai discepoli quanto andava loro insegnando usando il linguaggio adatto agli angeli, essi non avrebbero potuto intendere, data la debolezza umana in cui si trovavano. Uno spirituale qualunque può insegnare ad un altro uomo quello che egli sa, se è lo Spirito Santo a rendere quell’uomo sempre più capace di apprendere, quello Spirito da cui lo stesso dottore ha potuto apprendere quel che sa: e così il dottore e il discepolo saranno ambedue ammaestrati da Dio (cf. Gv 6, 45). Tra gli stessi spirituali, ve ne sono tuttavia alcuni migliori e più capaci, al punto che uno è arrivato a udire ciò che non è consentito a nessuno di esprimere. A proposito, alcuni dissennati, stolti e presuntuosi, hanno inventato una Apocalisse di Paolo, piena di non so quali favole, che la Chiesa nella sua saggezza rifiuta. Essi sostengono che a questa Apocalisse si riferisce l’Apostolo quando racconta di essere stato rapito al terzo cielo, dove udì quelle parole ineffabili, che non è lecito ad alcuno di proferire (2 Cor 12, 2-4). Sarebbe ancora tollerabile la loro audacia, se Paolo avesse detto di aver udito parole che ancora non è lecito ad alcuno di proferire; ma avendo detto: che non è lecito ad alcuno di proferire, chi sono costoro che con tanta impudenza e altrettanta inopportunità osano proferirle? Con ciò pongo fine al discorso, augurandovi di essere sapienti nel bene e immuni dal male.

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