Cristo è luce per illuminare le genti
e gloria di Israele tuo popolo.
Cfr. Lc 2, 32
LETTURA
Entrerà nel suo tempio il Signore.
SALMO
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito. R/.
Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R/.
Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche, ed entri il re della gloria.
Chi è mai questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria. R/.
EPISTOLA
Esultate, o nazioni, insieme al suo popolo.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
La presentazione del Signore al tempio.
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui.
PREGHIERA DEI FEDELI
R/. Ascoltaci, Signore.
- Per la Chiesa: sull’esempio di Simeone e Anna continui ad attendere, a servire e ad annunciare Gesù: preghiamo. R.
- Per tutti i popoli: illuminati da Cristo, luce delle genti, ricerchino sempre la giustizia e la pace: preghiamo. R.
- Per tutte le persone consacrate: rimanendo sempre fedeli al voto di povertà, castità e obbedienza, con la loro vita siano come una lampada che rischiara il cammino dei fratelli: preghiamo. R.
- Per noi qui riuniti, perché tutta la nostra vita possa diventare un’offerta a te gradita: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
BERNARDO DI CLAIVAUX
De purificat. B.M., Sermo III, 2-3
Maria si purifica e Gesù si offre
Diresti: Non poteva Maria risentirsi e dire: Che bisogno ho io di purificazione? perché non dovrei entrar nel tempio, se il mio seno verginale è stato fatto tempio dello Spirito Santo? Non potrei entrar nel tempio io, che ho dato alla luce il padrone del tempio? In questa concezione non c’è stato niente d’impuro, niente d’illecito, niente da purificare; anzi, questo mio figlio è fonte di purezza ed è venuto a liberare dal delitto. Che cosa può purificare una osservanza legale in me, che son diventata purissima proprio col parto immacolato? Veramente, o beata Vergine, non c’è motivo, non hai bisogno di purificazione. Ma aveva bisogno tuo figlio d’esser circonciso? Sii tra le donne come una di loro; anche tuo figlio sta così tra il numero dei bambini. Volle essere circonciso e non vorrà tanto più essere offerto? Offri tuo figlio, Vergine consacrata e presenta al Signore il frutto benedetto del tuo seno. Offri per la riconciliazione di noi tutti l’ostia santa, che piace a Dio. Dio Padre accetterà certamente l’offerta nuova e preziosissima ostia, di cui egli stesso dice: Questi è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto (Mt 3,17). Ma questa offerta, fratelli, sembra abbastanza delicata: è presentata al Signore, è pagata con uccelli, ed è subito riportata a casa. Verrà il giorno, che non sarà offerta nel tempio, né tra le braccia di Simeone, ma fuori le mura e sulle braccia della croce. Verrà il giorno, che non sarà riscattato da sangue altrui, ma riscatterà gli altri col suo sangue, perché Dio padre lo mandò come riscatto del suo popolo. Quello sarà il sacrificio vespertino, questo è il mattutino. Questo è più giocondo, ma quello è più pieno. Questo è dell’infanzia, quello della pienezza dell’età. Dell’uno e dell’altro puoi sentire ciò che il profeta predisse: Fu offerto, perché lo volle lui (Is 53,7). Anche ora, infatti, non è stato offerto, perché ce n’era bisogno, non perché egli fosse soggetto alla legge, ma perché lo volle lui. E in croce ci fu innalzato non perché l’aveva meritato, non perché il Giudeo riuscì a crocifiggerlo, ma perché lo volle lui. Ti farò sacrifici volentieri, o Signore, perché tu ti sei offerto volentieri per me, non per tuo bisogno.
Ma che cosa offriamo noi, fratelli, o che cosa gli diamo per tutto quanto lui ci ha dato? Per noi lui ha offerto la più preziosa ostia che aveva, anzi, così preziosa che non ci poteva essere niente di meglio; anche noi, dunque, facciamo quanto possiamo, offrendo a lui il nostro meglio, offriamo ciò che noi siamo. Lui diede se stesso; tu chi sei, che indugi a offrirti? Chi mi aiuterà a far in modo che la tua maestà accolga la mia offerta? Ho due spiccioli, Signore, il mio corpo e la mia anima. Magari potessi offrirteli degnamente in sacrificio di lode! Sarebbe, infatti, tanto bene per me e tanto più glorioso essere offerto a te, che essere abbandonato a me stesso.
Poiché l’anima mia, lasciata a me, si turba, in te invece il mio spirito esulterà, se ti viene offerto sinceramente. Fratelli, al Signore che doveva morire, il Giudeo offriva vittime morte, ma ora: Io vivo, dice il Signore; non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva (Ez 33,11). Il Signore non vuol la mia morte; e non gli darò volentieri la mia vita? Questa è, infatti, l’ostia che placa, l’ostia che piace a Dio, l’ostia viva. Ma in quell’offerta del Signore leggiamo che c’erano tre persone, nella nostra offerta son richieste tre cose. Nell’offerta del Signore c’era Giuseppe, sposo della madre del Signore, del quale Gesù era ritenuto figlio; c’era la stessa Vergine madre e il bambino Gesù, che veniva offerto. Ci sia dunque anche nella nostra offerta la costanza virile, ci sia la continenza della carne, ci sia l’umile coscienza. Ci sia, dico, nel proposito l’animo virile di perseverare, ci sia castità verginale nella continenza, ci sia la semplicità e l’umiltà del bambino nella coscienza. Amen.
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