Il Signore mi ha liberato,
mi ha salvato perché mi ama.
Cf. Sal 17 (18), 19b-20
LETTURA
L’ellenizzazione di Antioco IV Epifane e i mille martiri per l’osservanza del sabato.
1Mac 1, 10. 41-42; 2, 29-38 Lettura del primo libro dei Maccabei.
In quei giorni. Uscì dagli ufficiali di Alessandro una radice perversa, Antioco Epìfane, figlio del re Antioco, che era stato ostaggio a Roma, e cominciò a regnare nell’anno centotrentasette del regno dei Greci.
Il re prescrisse in tutto il suo regno che tutti formassero un solo popolo e ciascuno abbandonasse le proprie usanze. Tutti i popoli si adeguarono agli ordini del re.
Allora molti che ricercavano la giustizia e il diritto scesero nel deserto, per stabilirvisi con i loro figli, le loro mogli e il bestiame, perché si erano inaspriti i mali sopra di loro. Fu riferito agli uomini del re e alle milizie che stavano a Gerusalemme, nella Città di Davide, che laggiù, in luoghi nascosti del deserto, si erano raccolti uomini che avevano infranto l’editto del re. Molti corsero a inseguirli, li raggiunsero, si accamparono di fronte a loro e si prepararono a dare battaglia in giorno di sabato.
Dicevano loro: «Ora basta! Uscite, obbedite ai comandi del re e avrete salva la vita». Ma quelli risposero: «Non usciremo, né seguiremo gli ordini del re, profanando il giorno del sabato». Quelli si precipitarono all’assalto contro di loro. Ma essi non risposero loro, né lanciarono pietre, né ostruirono i nascondigli, dichiarando: «Moriamo tutti nella nostra innocenza. Ci sono testimoni il cielo e la terra che ci fate morire ingiustamente». Così quelli si lanciarono contro di loro in battaglia di sabato, ed essi morirono con le mogli e i figli e il loro bestiame, in numero di circa mille persone.
SALMO RESPONSORIALE
Sal 118 (119), 53. 61. 134. 150. 158-159 R/. Dammi vita, Signore, e osserverò la tua parola.
Mi ha invaso il furore contro i malvagi
che abbandonano la tua legge.
I lacci dei malvagi mi hanno avvolto:
non ho dimenticato la tua legge. R/.
Riscattami dall’oppressione dell’uomo
e osserverò i tuoi precetti.
Si avvicinano quelli che seguono il male:
sono lontani dalla tua legge. R/.
Ho visto i traditori e ne ho provato ribrezzo,
perché non osservano la tua promessa.
Vedi che io amo i tuoi precetti:
Signore, secondo il tuo amore dammi vita. R/.
EPISTOLA
La nostra battaglia è contro i dominatori di questo mondo tenebroso.
Ef 6, 10-18 Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini.
Fratelli, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.
Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi.
CANTO AL VANGELO
(Cf. Fil 2, 15-16) Alleluia.
Risplendete come astri nel mondo,
tenendo salda la parola di vita.
Alleluia.
VANGELO
Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.
Mc 12, 13-17 Lettura del Vangelo secondo Marco.
In quel tempo. I sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono dal Signore Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.
Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
E rimasero ammirati di lui.
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, innalziamo le nostre preghiere all’unico vero Dio, perché venga in aiuto alla nostra debolezza e rafforzi la nostra fede. Ad ogni invocazione rispondiamo:
Ascoltaci, Padre buono!
– Per la Chiesa, perché non si scoraggi di fronte all’ostilità del mondo e, con fermezza, incoraggi l’uomo di ogni tempo alla sequela di Cristo: preghiamo. R.
– Per i fratelli perseguitati a causa della fede, perché, anche attraverso la nostra vicinanza e concreta solidarietà, siano fedeli e perseveranti nella via del vangelo: preghiamo. R.
– Per noi, perché la luce dello Spirito ci aiuti a vivere nella giustizia e nella verità: preghiamo. R.
O Dio forte ed eterno, che sempre guidi e sostieni le tue creature con amore di Padre, porgi l’orecchio alla voce di chi ti supplica e guarda ai desideri dei tuoi servi con volto sereno. Per Cristo nostro Signore.
COMMENTO AL VANGELO
TERTULLIANO
Apologetico (Capitolo 39, 1-7)
Esporrò ora io stesso le attività della società cristiana, affinché, dopo aver dimostrato che esse non sono cattive, possa rivelare quali siano veramente.
Siamo un corpo per la coscienza della medesima religione, per l’unità della disciplina e per il vincolo della medesima speranza. Ci raduniamo in un’assemblea e in una congregazione per assalire Dio con le preghiere, come con un manipolo serrato. Questa forza è gradita a Dio. Preghiamo anche per gli imperatori, per i loro ministri e per le autorità, per le condizioni del secolo, per la pace del mondo, per il ritardo della fine.
Ci raduniamo per far memoria delle Sacre Scritture, se le circostanze dei tempi ci spingono a qualche ammonimento o a qualche riesame. Certamente con quelle sante parole nutriamo la fede, solleviamo la speranza, confermiamo la fiducia, e non di meno consolidiamo la disciplina con l’inculcare i precetti. Lì si fanno anche esortazioni, castighi e censure divine. Poiché si giudica con grande gravità, come tra uomini certi di stare alla presenza di Dio; ed è un sommo pregiudizio del giudizio futuro se qualcuno ha peccato al punto da essere bandito dalla comunione della preghiera, dell’assemblea e di ogni sacro commercio.
Presiedono gli anziani più provati, che hanno ottenuto questo onore non con il denaro, ma con la testimonianza; perché nessuna cosa di Dio si compera con il denaro. Anche se c’è una sorta di cassa, essa non è costituita da una quota d’ingresso obbligatoria, come se la religione si acquistasse d’asta. Ciascuno versa una modesta somma un giorno al mese, o quando vuole, e solo se vuole e se può: nessuno infatti è costretto, ma ciascuno contribuisce spontaneamente.
Questi sono, per così dire, i depositi della pietà. Infatti da lì non si attinge per banchetti, né per beveraggi, né per ingrate crapule, ma per nutrire e seppellire i poveri, per i fanciulli e le fanciulle privi di mezzi e dei genitori, per i vecchi ormai confinati in casa, e anche per i naufraghi; e se ve ne sono nelle miniere, o nelle isole, o nelle carceri, purché solo per la causa della scuola di Dio, essi diventano gli assistiti della loro fede.
Vedi