DOMENICA CHE PRECEDE IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE – A

Il Signore mi ha liberato,
mi ha salvato perché mi ama.
Cf. Sal 17 (18), 19b-20

LETTURA
L’ellenizzazione di Antioco IV Epifane e i mille martiri per l’osservanza del sabato.
1Mac 1, 10. 41-42; 2, 29-38
SALMO RESPONSORIALE
Sal 118 (119), 53. 61. 134. 150. 158-159
EPISTOLA
La nostra battaglia è contro i dominatori di questo mondo tenebroso.
Ef 6, 10-18
CANTO AL VANGELO
(Cf. Fil 2, 15-16)
VANGELO
Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.
Mc 12, 13-17
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

TERTULLIANO
Apologetico (Capitolo 39, 1-7)

Esporrò ora io stesso le attività della società cristiana, affinché, dopo aver dimostrato che esse non sono cattive, possa rivelare quali siano veramente.

Siamo un corpo per la coscienza della medesima religione, per l’unità della disciplina e per il vincolo della medesima speranza. Ci raduniamo in un’assemblea e in una congregazione per assalire Dio con le preghiere, come con un manipolo serrato. Questa forza è gradita a Dio. Preghiamo anche per gli imperatori, per i loro ministri e per le autorità, per le condizioni del secolo, per la pace del mondo, per il ritardo della fine.

Ci raduniamo per far memoria delle Sacre Scritture, se le circostanze dei tempi ci spingono a qualche ammonimento o a qualche riesame. Certamente con quelle sante parole nutriamo la fede, solleviamo la speranza, confermiamo la fiducia, e non di meno consolidiamo la disciplina con l’inculcare i precetti. Lì si fanno anche esortazioni, castighi e censure divine. Poiché si giudica con grande gravità, come tra uomini certi di stare alla presenza di Dio; ed è un sommo pregiudizio del giudizio futuro se qualcuno ha peccato al punto da essere bandito dalla comunione della preghiera, dell’assemblea e di ogni sacro commercio.

Presiedono gli anziani più provati, che hanno ottenuto questo onore non con il denaro, ma con la testimonianza; perché nessuna cosa di Dio si compera con il denaro. Anche se c’è una sorta di cassa, essa non è costituita da una quota d’ingresso obbligatoria, come se la religione si acquistasse d’asta. Ciascuno versa una modesta somma un giorno al mese, o quando vuole, e solo se vuole e se può: nessuno infatti è costretto, ma ciascuno contribuisce spontaneamente.

Questi sono, per così dire, i depositi della pietà. Infatti da lì non si attinge per banchetti, né per beveraggi, né per ingrate crapule, ma per nutrire e seppellire i poveri, per i fanciulli e le fanciulle privi di mezzi e dei genitori, per i vecchi ormai confinati in casa, e anche per i naufraghi; e se ve ne sono nelle miniere, o nelle isole, o nelle carceri, purché solo per la causa della scuola di Dio, essi diventano gli assistiti della loro fede.

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